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Alitosi e Omeopatia - L'omeopatia per la cura dell'alitosi

 

(di F. Candeloro - medico omeopata)


Omeopatia per la cura dell'acne: introduzione e sintomi

Per alitosi si intende una condizione caratterizzata da un odore sgradevole dell'alito che può dipendere da sostanze assunte a scopo alimentare o voluttuario (alcool, aglio, cipolle o tabacco), come anche da affezioni del cavo orale a carico delle gengive e dei denti, o ancora delle vie respiratorie superiori, come in caso di rinosinusiti, acute o croniche, che si associano a secreto maleodorante. Esistono anche situazioni particolari che si accompagnano ad un odore caratteristico, di acetone, dell'alito: nei bambini, a seguito di digiuni protratti spesso provocati da disordini dell'apparato gastroenterico caratterizzati da vomito prolungato; in tutti i casi di chetoacidosi diabetica, importante complicanza del diabete mellito.
E' molto comune ritenere che un alito costantemente sgradevole sia la conseguenza di alterazioni dei processi digestivi piuttosto che di alterate condizioni locali, ma normalmente l'esofago, che è quel tratto di apparato digerente che collega il cavo orale e il faringe allo stomaco, è un tubo elastico virtualmente accollato, che dunque non dovrebbe lasciar refluire alcunché verso la bocca. Negli ultimi anni, tuttavia, molta patologia di pertinenza otorinolaringoiatrica è stata ascritta alle conseguenze del reflusso di materiale acido dallo stomaco in esofago, e da questo nella bocca e nelle prime vie respiratorie; per questo motivo, in presenza di un odore costantemente sgradevole dell'alito, e di sintomi da reflusso (bruciori, senso di pesantezza post-prandiale, eruttazioni, tosse stizzosa ai risvegli, mal di gola ricorrente, ecc.) è bene considerare il primo come possibile conseguenza del secondo, e trattare il reflusso piuttosto che l'alitosi.

Omeopatia per la cura dell'alitosi: rimedi omeopatici

In tutti i casi dove sia possibile riconoscere l'insorgenza del disturbo in maniera acuta, come conseguenza dell'assunzione di particolari cibi o stimolanti, in omeopatia interverremo con rimedi che curano proprio le conseguenze sgradevoli, sull'organismo, di determinate sostanze alimentari o ad uso voluttuario. Pensiamo ad esempio a Thuja che non tollera l'assunzione delle cipolle, a Nux Vomica che cura molte delle conseguenze dell'assunzione di alcolici in modo esagerato, oppure ancora a Ignatia che tollera comunque molto male il tabacco già dal suo semplice odore. In tutti gli altri casi, invece, in cui il problema si presenta in forma ciclica o recidivante, come per molte altre patologie croniche, non è sufficiente trattare il disturbo con rimedi solo locali, ma è necessario effettuare un esame più esteso del paziente, che consideri sia condizioni predisponenti provenienti da altri apparati - come nel caso del reflusso gastroesofageo - sia aspetti generali e caratteriali che distinguano quei rimedi in cui più facilmente si riscontrano tali disturbi.
A questo proposito ricordiamo Pulsatilla, rimedio decisamente più consono alla delicatezza del sesso femminile, che presenta alitosi e bocca amara al mattino al risveglio, associati a lingua bianca e impastata con assenza di sete, e disturbi che, caratteristicamente, si aggravano dopo pasti grassi o elaborati. Ancora una volta citiamo Nux vomica, utile sia in acuto, per le conseguenze di smodate libagioni, sia nel cronico in quei soggetti comunque portati all'iperalimentazione e all'eccessiva assunzione di sostanze stimolanti per mantenere il più a lungo possibile un elevato livello di attività ed efficienza: in questi individui, sovente ipereccitabili e collerici, il disturbo si presenterà associato ad una lingua tipicamente sporca solo nella sua metà posteriore. Infine menzioniamo Mercurius Solubilis che manifesta il disturbo per lo più associato a ipersalivazione, afte ricorrenti e/o processi infiammatori della gola anche a carattere purulento, lingua flaccida ai margini, e un atteggiamento complessivamente molto aggressivo e tipicamente ipersuscettibile.

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