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Ansia e Omeopatia - L'omeopatia per la cura dell'ansia

 

(di F. Candeloro - medico omeopata)


Omeopatia per la cura dell'ansia: introduzione e sintomi

L'ansia è uno stato emotivo caratterizzato da una sgradevole sensazione di minaccia e di pericolo imminente, che viene considerata patologica quando esiste una evidente sproporzione tra l'evento scatenante e la reazione che lo provoca.
Talvolta, poi, questa reazione appare talmente sproporzionata, da configurare il quadro caratteristico degli attacchi di panico, in cui le funzioni cognitive della persona (attenzione e memoria) appaiono decisamente compromesse.
Gli stati d'ansia acuti o transitori oltre ad una alterazione delle facoltà cognitive, si associano anche a disturbi che coinvolgono il sistema neurovegetativo e che comportano - di volta in volta - palpitazioni, fame d'aria, nausea, diarrea, stimolo frequente alla minzione, tremori, capogiri e sensazione imminente di svenimento.
Nelle forme croniche di ansia prevalgono invece alterazioni temperamentali ricorrenti, come irritabilità, tensione e ipersensibilità agli stimoli; problemi di insonnia e, in particolare, somatizzazione a livello di vari organi e apparati (fibromialgia, sindrome dell'intestino irritabile, ipertensione arteriosa, aritmie, esofagite, gastrite, disfunzione degli organi genitali, ecc).
L'ansia è un disturbo che accompagna di frequente numerose sindromi di pertinenza psichiatrica, come diverse forme di nevrosi, numerosi stati depressivi, ed è di ricorrente osservazione in numerose manifestazioni psicotiche. L'ansia, infine, accompagna sempre disturbi e malattie che si manifestano con sintomatologia improvvisa e grave, come l'infarto e le lesioni cerebrali (ansia organica).

Omeopatia per la cura dell'ansia: rimedi omeopatici

Praticamente tutti i rimedi omeopatici principali possono essere utili nella cura degli stati di ansia, dal momento che questa è quasi strutturale all'essere umano nel corso della sua esistenza terrena, mostrando delle fasi di accentuazione in determinati frangenti e fasi della vita.
Pertanto i rimedi per curare l'ansia faranno la loro comparsa, costituzionalmente, in tutte quelle età dell'uomo in cui si verificano cambiamenti organici o personali, così come prima di avvenimenti importanti, competizioni, e comunque di eventi o situazioni particolarmente stressanti e coinvolgenti.
Frequentemente poi l'ansia è esacerbata da traumi affettivi che configurano un quadro di perdita o di distacco, e in cui sono presenti, a vario grado, espressioni di abbattimento, frustrazione, afflizione, rancore o risentimento, per ognuna delle quali è possibile individuare, omeopaticamente, sempre un rimedio diverso e, proprio per questo, sovente risolutivo. Proprio per la tendenza di questi quadri poi, soprattutto nelle forme croniche, ad assumere aspetti che coinvolgono a vario grado diverse funzioni e organi, numerosi e differenti sono i rimedi utili in questi casi, che si differenzieranno sulla base di caratteristiche distintive e peculiari dei disturbi, oltre che, ovviamente sulle circostanze ambientali e personali - questa volta persistenti - che li avranno favoriti e/o complicati.
Se dunque le situazioni più croniche e stabilizzate, oppure facenti parte di quadri psichiatrici definiti, esulano, per le ragioni appena spiegate, dalla presente trattazione, quadri transitori di ansia beneficeranno di rimedi diversi, a seconda della situazione scatenante: e così, Aconitum è il rimedio di sintomi che si verificano in concomitanza di disturbi e malattie insorti intensamente e improvvisamente, Argentum nitricum interviene tutte quelle volte in cui l'ansia paralizza la persona prima di prestazioni o competizioni, così come Gelsemium, in cui però lo stato di prostrazione e di intorpidimento mentale sono decisamente più evidenti; Ignatia invece è il grande rimedio, insieme ad Arnica, dei traumi affettivi: in Ignatia, tuttavia, sono più evidenti i sintomi del sistema neurovegetativo, come tachicardia, palpitazioni, disturbi viscerali che coinvolgono l'apparato digerente, urinario o genitale, mentre in Arnica lo stato di abbattimento e di dolore arriva a coinvolgere tutto il corpo, che appare come percosso e indolenzito, nel corso di traumatismi che, a differenza di Ignatia, si verificano in maniera improvvisa e inaspettata.

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