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Obesità e Omeopatia - L'omeopatia per la cura dell'obesità

 

(di F. Candeloro - medico omeopata)


Omeopatia per la cura di sovrappeso e obesità: introduzione e sintomi

Obesità e sovrappeso attualmente sono definiti sulla base di un particolare rapporto che si ottiene dividendo il peso corporeo per il quadrato dell'altezza, e ottenendo così un valore numerico che prende il nome di indice di massa corporea (Body mass index).
Orientativamente valori di questo rapporto inferiori a 25 indicano una condizione di normopeso, compresi tra 25 e 30 indicano una condizione di sovrappeso, mentre superiori a 30 indicano una condizione franca di obesità, della quale poi si individuano ulteriori e più gravi sottotipi.
Da un punto di vista delle cause, si distinguono una obesità essenziale e una secondaria, quest'ultima conseguente ad altri stati morbosi. L'obesità essenziale è senza dubbio quella più frequente, e a sua volta si distingue in una forma a insorgenza precoce e in un'altra tipica dell'adulto, e determinata sostanzialmente da uno squilibrio tra introduzione calorica alimentare, ovviamente in eccesso, e diminuito consumo di energie.
Tra le forme di obesità secondaria più frequentemente riscontrate nella pratica medica, ricordiamo quella associata a ipotiroidismo, a micropolicistosi ovarica, il diabete mellito di tipo 2, di cui effettivamente l'eccesso di tessuto adiposo è poi anche una concausa, e, infine, l'assunzione ripetuta di alcuni farmaci tra i quali soprattutto i cortisonici e gli antidepressivi.
Esistono, inoltre, quadri molto rari di obesità ereditaria.
Se la terapia dell'obesità secondaria prevede ovviamente la cura della malattia di base, i cardini di quella essenziale comprendono essenzialmente una opportuna rieducazione alimentare, unita all'esortazione a svolgere attività fisica di bassa intensità ma prolungata, e comunque, per ogni sessione, mai inferiore ai 30-40 minuti. Nel tempo queste forme si è cercato di trattarle anche con farmaci in grado o di accelerare il metabolismo, oppure di ostacolare l'assunzione dei grassi o ancora di agire, a livello del SNC, sul senso della fame: tutti, però, a gradi diversi, sono stati spesso gravati da effetti secondari anche gravi che, nella maggior parte dei casi, ne hanno reso molto difficile il loro mantenimento nel tempo e hanno finito per sconsigliarne sempre più il farne ricorso.
Va comunque ricordato che forme molto gravi di obesità necessitano del ricorso alla chirurgia (bendaggio gastrico o asportazione di una parte dell'apparato gastrointestinale).

Omeopatia per la cura di sovrappeso e obesità: rimedi omeopatici

Va subito detto che non esistono rimedi omeopatici in grado di far perdere peso senza il rispetto di quelle regole di cui abbiamo già accennato, e che consistono in una modificazione delle abitudini alimentari e, al contempo, in una progressiva ripresa e intensificazione dell'attività fisica.
Ma, ciò che fa preferire il ricorso a questo tipo di cure per problemi di sovrappeso e obesità – condizioni che si associano, a vario grado, ad un maggior rischio di malattie cardiovascolari – è il fatto che non sempre il paziente, pur motivato a perdere peso da situazioni di salute o, anche, e più semplicemente, estetiche, non riesce tuttavia a seguire a lungo una dieta alimentare più equilibrata, e personalizzata, e tanto meno a svolgere con regolarità quella quota di attività fisica giornaliera, o settimanale, necessaria ad ottenere un adeguato dispendio energetico.
Questo perché, soprattutto in età adulta, l'alimentazione diretta a certi tipi di alimenti, decisamente più calorici di altri, è in realtà la conseguenza non soltanto del desiderio di soddisfare il proprio palato, ma soprattutto della istintiva ricerca dell'organismo di alimenti che diano molta energia in poco tempo, questo per andare a compensare alterazioni del metabolismo che, per ragioni svariate, si trova a dover far fronte alla necessità di smaltire in tempi rapidi eccessi e tossine provenienti proprio da disordini alimentari come anche dall'inattività fisica. E anche questa è spesso proprio la conseguenza di una sorta di intrappolamento dell'energia vitale della persona in funzioni che si trovano sovrastimolate proprio per evitare all'organismo quel quadro di malessere generale del quale fanno parte sintomi quali la facile stancabilità, la svogliatezza, la difficoltà a prendere decisioni, a perseguire un obiettivo con risolutezza, e a mantenere a lungo la concentrazione, nonché anche l'eccessiva irritabilità e il cattivo umore fin dal risveglio. Sono questi aspetti spesso confusi con il carattere della persona, ma in realtà conseguenza di uno stato di autointossicazione che, un'adeguata terapia omeopatica, potrà risolvere, permettendo all'organismo di migliorare rapidamente il suo stato complessivo, e così di potersi riavviare verso quel circolo virtuoso – per peso e non solo - di cui saranno cardini essenziali proprio la buona alimentazione, nella scelta dei cibi e delle loro quantità, e l'attività fisica.

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