- Introduzione, piano dell'opera e accesso ai rimedi
Il titolo di questa materia medica, o meglio l'aggettivo che la caratterizza, ovverosia
dinamica, vuole essere un modo essenzialmente nuovo di presentare lo studio dei rimedi
omeopatici, modo che si basa sulle premesse di una metodologia che bisogna necessariamente
approfondire, per essere certi di utilizzare al meglio le potenzialità terapeutiche delle
diverse sostanze.
Premessa indispensabile alla realizzazione di questa materia medica è dunque ribadire che
la cura omeopatica è diretta sempre al miglior riequilibrio possibile di quella componente
infinitesimale che permea tutto l’organismo umano, possiede caratteristiche fisiche
assimilabili ai fenomeni energetici della natura e, nell’essere vivente, chiamiamo vitale
per la sua capacità di mantenere la salute nell’organismo che la presenta, e di tendere
al suo pronto ripristino in quello che ha subito una perturbazione, più o meno transitoria,
dei suoi processi vitali. Nelle malattie croniche la perturbazione di questa componente
infinitesimale viene ulteriormente definita miasmatizzazione dell'energia vitale, di cui
distinguiamo dei modelli di riferimento, corrispondenti ai tre miasmi hahnemanniani (psora,
sicosi e luesinismo), più altri due, di successiva definizione, considerati, nella nostra
personale classificazione, miasmi di transizione (tubercolinismo e cancerinismo).
Il miasma dunque altro non è che una perturbazione, resasi ormai permanente, dell'energia
vitale, in parte ereditata, ma in gran parte acquisita, che da un lato esprime la
suscettibilità dell’organismo alle malattie (concetto di terreno) e dall’altro la maniera
di questo, progressivamente sempre meno efficiente, di difendersi dalle stesse. I singoli
rimedi della materia medica sono dunque classificabili in base alla situazione miasmatica
in cui riescono meglio ad operare, tenendo sempre a mente che la psora è comunque
costantemente presente, quale miasma intorno al quale si struttura, per lo più ereditariamente,
la costituzione del soggetto, e quindi anche la sua predisposizione morbigena, e gli altri vi
si sommano nel corso dell’esistenza, fino a stabilire tra loro una rotazione a volte
imprevedibile – perché dipendente dalle condizioni incidenti – che, di volta in volta,
richiederà l’intervento di un rimedio o di un altro – di una stessa sequenza terapeutica,
però – in relazione proprio alla preponderanza miasmatica del momento.
Possiamo affermare, allora, con ragionevole certezza, che nella relazione medicamentosa
tra rimedi tra loro in rapporto di antecedenza o successione terapeutica, esistono sintomi
in comune e altri che, all’interno di questa relazione, li individualizzano, per cui, una
volta memorizzati i singoli rimedi, attraverso lo studio delle materie mediche più tradizionali,
sarà sufficiente di ognuno comprendere i suoi rapporti con gli altri, e identificare, rispetto
a questi, solo quelle poche caratteristiche peculiari che li rendono più facilmente riconoscibili
all’interno del medesimo contesto.
Tutto questo renderà certamente più agile e snello l’utilizzo pratico dei rimedi omeopatici,
permettendo al terapeuta di individuare con facilità e precisione quello, tra i diversi rimedi
tra loro più simili, che meglio potrà curare la fase patologica, e miasmatica, del momento
(simillimum).
Nello studio dei singoli rimedi, inoltre, viene seguita sempre la stessa sequenza analitica,
al fine di standardizzarne e sintetizzarne progressivamente la comprensibilità di ognuno in
relazione a tutti gli altri che appartengono alla stessa sequenza terapeutica: origine del
rimedio e azione tossicologica; tipologia sensibile; eziologia; profilo psicologico; sintomi
generali e locali; sindrome minima di valore massimo; studio repertoriale del rimedio; genio
del rimedio e sue relazioni medicamentose.
Va precisato, infine, che lo studio che proponiamo si basa essenzialmente sulla classificazione
dei rimedi omeopatici – opportunamente riveduta e ampliata – proposta da J. Meuris nel suo
Guida alla comprensione dell’omeopatia e materia medica – Red edizioni – e si arricchisce
di dati e osservazioni desunti da altre materie mediche, prime fra tutte quelle di Zissu e
dello Charette.
Nella speranza, dunque, di essere riusciti a fornire al professionista già avviato un utile
strumento per rendere la pratica omeopatica sempre più facilmente riproducibile, in un modello
terapeutico il più possibilmente scientifico, di seguito riportiamo la classificazione dei
rimedi che, nel corso avanzato di metodologia, abbiamo definito, e spiegato, essere i cosiddetti
policostituzionali: cliccando sul nome di ognuno sarà di volta in volta possibile accedere al
loro studio, attraverso la relativa piattaforma e-learning:
I 14 rimedi che curano la Dynamis o energia vitale
(rimedi policostituzionali)
Psora:
Tubercolinismo:
Sicosi (I stadio): ;
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Sicosi (II stadio): ;
; Sepia; Silicea
Cancerinismo: Medorrhinum; Nux Vomica
Luesinismo: Mercurius; Aurum; Platina;
Arsenicum
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