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Nux Vomica (Loganiacae)
 

Origine del rimedio
Azione tossicologica
Tipologia caratteristica e profilo psicologico
Eziologia
Sintomi generali e modalità caratteristiche
Sintomi locali
Sindrome minima di valore massimo
Studio repertoriale del rimedio
Prevalenza miasmatica, costituzione, diagnosi e punto di Weihe
Genio del rimedio e sue possibili evoluzioni

 

 

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Origine del rimedio


Nux Vomica è un rimedio preparato dai semi della Strychnos nux vomica: originario del Sud est asiatico, questo albero, appartenente alla famiglia delle Loganiacae, cresce nei terreni sabbiosi delle foreste aride dell’India, della Birmania, della Tailandia, della Cina e dell’Australia. All’interno del piccolo guscio duro del frutto si trova una polpa bianca gelatinosa contenente semi chiari a forma di bottone: la tintura madre viene preparata dai semi maturi essiccati, fatti macerare nell’alcool per almeno cinque giorni, poi filtrati, diluiti e dinamizzati per la preparazione del rimedio omeopatico. Tra i componenti chimici dei semi ci sono alcuni alcaloidi, e tra questi in particolare la stricnina e la brucina, che ne costituiscono essenzialmente i due principi farmacologicamente più attivi.

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Azione tossicologica


Essa deriva appunto dall’azione di questi due alcaloidi, e in particolare della stricnina, che opera principalmente a livello del midollo spinale, dove antagonizza l’effetto della glicina: in particolare impedirebbe le connessioni e le regolazioni tra i nervi motori e quelli sensitivi, spiegando così l’azione convulsivante e curarifome di dosi massicce di stricnina. Quest’ultima incrementa anche la risposta neuronale sia diminuendone la soglia di eccitabilità, sia accorciando il periodo di latenza che segue ad una stimolazione nervosa.

Durante un’intossicazione acuta la stricnina può provocare un attacco tetaniforme caratterizzato da opistotono, trisma, facies sardonica e difficoltà di respiro. Per questo motivo all’inizio del suo uso terapeutico, in omeopatia, Nux Vomica veniva impiegato principalmente nel trattamento del tetano e dell’epilessia.

Nelle forme subacute di intossicazione la stricnina può provocare, invece, acidosi metabolica, con conseguente rilascio di enzimi muscolari e rabdomiolisi, responsabili entrambi di uno stato di affaticamento muscolare.

A dosi particolarmente elevate la stricnina ha effetto curariforme.

Curioso è il fatto che esiste una rimarchevole varietà nella sensibilità all’azione tossicologica della stricnina: i bambini e le persone anziane sono particolarmente suscettibili alla sua azione, viceversa i soggetti che fanno abuso di alcool o di barbiturici, sono in grado di tollerarne dosaggi anche particolarmente elevati.
La sperimentazione con dosi subtossiche, che sono poi quelle comunemente impiegate per stabilire la patogenesi di ogni rimedio, causa fenomeni clinicamente ben caratterizzati e dominati da una marcata ipereccitabilità e da una tendenza spasmofila, particolarmente evidenti a carico del sistema nervoso e dell’apparato digestivo.

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Tipologia caratteristica e profilo psicologico


Non esiste una tipologia particolare che possa definirsi più sensibile di altre all’azione terapeutica del rimedio; in generale, i soggetti che ne hanno più ricorrente necessità presentano, però, alcune ben determinate tendenze morbose che sono la diretta conseguenza di un tipo di comportamento piuttosto caratteristico. Questo comportamento è spiegabile proprio in relazione all’azione tossicologica della stricnina, secondo quanto precedentemente descritto. La personalità, pertanto, che più frequentemente beneficerà dell’azione terapeutica del rimedio, si caratterizzerà per un certa quota di suscettibilità, per un generico nervosismo, per impazienza, irritabilità, intolleranza agli ostacoli, anche quelli più piccoli, per una facile irascibilità seguita da aggressività dei modi. In seguito a iperlavoro e a problemi legati prevalentemente alla sfera professionale, col tempo potrà cadere vittima di uno stato di depressione caratterizzato da avversione alle sue occupazioni lavorative, insonnia caratteristica e impulsi suicidi, che non realizzerà per paura della morte.

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Eziologia


La somministrazione del rimedio è indicata in tutte quelle circostanze, e nel corso di quelle malsane abitudini, che esercitano uno stimolo intenso e protratto sul sistema nervoso e sull’apparato digestivo, conducendo l’organismo alle modalità reattive che abbiamo appena descritto; queste situazioni comprendono:
 - Abuso di sostanze eccitanti (caffè, alcool, tabacco, ecc.)
 - Consumo eccessivo di stimolanti chimici o di sostanze ad azione sedativa
 - Ricorso frequente a lassativi e purganti
 - Stile di vita eccessivamente sedentario
 - Surmenage intellettuale o sessuale
 - Ricorrenti preoccupazioni di lavoro
 - Alimentazione ricca in cibi grassi

Tra le condizioni climatiche che più facilmente possono provocare le reazioni descritte, ricordiamo:
 - Esposizione a tempo freddo e secco

Un’eziologia piuttosto curiosa è invece la seguente:
 - Dopo essere stati seduti su di una pietra fredda

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Sintomi generali e modalità caratteristiche


 - Ipersensibilità alla luce, ai rumori, agli odori e al tocco più sottile
 - Ipersensibilità al freddo: lamenta sensazioni di freddo, di brividi per esposizione all’aria fredda
 - Dolori lancinanti accompagnati da scosse del corpo; dolori crampiformi; dolori spasmodici seguiti da falsi stimoli: in generale tutti i tipi di spasmo si accompagnano a inefficacia della funzione naturale dell’organo che ne è sede
 - Febbre con brividi di freddo e fenomeni spasmodici (sbadigli, starnuti): bisogno di essere coperto durante tutti gli stadi e ripresa dei brividi al minimo movimento e non appena ci si scopre; sete intensa nella fase di salita della temperatura
 - Insonnia in individui dediti a iperlavoro: si svegliano alle 3 a.m. e hanno difficoltà a riaddormentarsi perché rimuginano doveri e preoccupazioni; si riaddormentano quando è ora di alzarsi
 - Aggravamento: il mattino al risveglio, dopo i pasti, alle 3 a.m., per esposizione a freddo secco o correnti d’aria; in seguito ad assunzione di alcolici, caffè, tabacco e alimenti speziati (sebbene il paziente abbia la tendenza a consumarli in eccesso)
 - Miglioramento: dopo un breve sonno ininterrotto, nel pomeriggio, in seguito ad esposizione a fonti di calore (eccetto per corizza ed emorroidi)
 - Desideri: di alcool, caffè, cibi speziati e condimenti elaborati

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Sintomi Locali


 - Mal di testa con sensazione di contusione delle ossa del cranio o di chiodo conficcato alla sommità della testa. Episodi di emicrania in pazienti con la personalità del rimedio
 - Corizza con prurito insopportabile delle narici: starnuti la mattina e dopo i pasti; in generale la corizza migliora all’aria aperta e presenta un flusso copioso in un ambiente surriscaldato
 - Lingua ricoperta da una patina giallastra alla base, e pulita sulla punta
 - Gusto acido o amaro
 - Sensazione di graffio, di scorticatura nella gola
 - Episodi di asma alle 3 del mattino in pazienti con la tipologia del rimedio
 - Sensazione di pressione, di pesantezza sul torace
 - Sensazione di fame quando ci si mette a tavola presto seguita da avversione del cibo e senso di sazietà
 - Senso di pesantezza da una a due ore dopo i pasti, avvertito come una pietra nello stomaco
 - Sonnolenza post-prandiale, rapidamente migliorata da un breve sonno
 - Nausea dopo i pasti con la sensazione che starebbe meglio se potesse vomitare
 - Dolori a tipo colica addominale seguiti da nausea inefficace
 - Ipersensibilità della regione epatica accentuata dalla pressione degli abiti
 - Emorroidi pruriginose e dolenti, migliorate da applicazioni locali fredde
 - Diarrea con feci di piccole dimensioni alternata a costipazione con bisogni urgenti e inefficaci; sensazione che nel retto resti qualche cosa dopo essere andato di corpo
 - Sensazione di contusione, di ammaccatura della regione lombare e delle logge renali
 - Dolore lombare durante la notte: il paziente deve sedersi sul letto per potersi rigirare
 - Mestruazioni abbondanti e in anticipo, intermittenti e prolungate
 - Irritabilità prima e durante le mestruazioni
 - Episodi di cistite caratterizzati da bisogni inefficaci di urinare
 - Ipertensione spasmodica soprattutto nella fase di labilità ipertensiva

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Sindrome minima di valore massimo


 - Irritabilità, Ipersuscettibilità, Impazienza
 - Collera violenta al minimo ostacolo
 - Depressione con avversione al proprio lavoro
 - Idee di suicidio, che non realizza per paura della morte
 - Ipersensibilità agli stimoli esterni (luce, rumori, odori e tocco più sottile)
 - Sensazione ricorrente di brividi: durante la febbre (al minimo movimento e se scopre parti del corpo); in seguito ad esposizione a correnti d’aria fredda
 - Dolori spasmodici accompagnati da inefficacia funzionale dell’organo colpito
 - Aggravamento: per effetto del freddo secco e delle correnti d’aria; al mattino al risveglio, dopo i pasti, alle 3 a.m.
 - Miglioramento: per effetto di un breve sonno ininterrotto, del calore
 - Desideri di sostanze stimolanti (alcool, caffè e tabacco), alimenti speziati ed elaborati (tutti che aggravano)
 - Episodi di cefalea ed emicrania in soggetti con la tipologia del rimedio
 - Lingua ricoperta da patina giallastra sul fondo e pulita sulla punta
 - Sonnolenza post-prandiale rapidamente migliorata da un breve sonno
 - Ipersensibilità della regione epatica, aggravata dalla pressione degli abiti
 - Lombalgia notturna che costringe a sedersi sul letto per potersi rigirare
 - Sensazione che nel retto resti qualche cosa dopo essere andato di corpo
 - Emorroidi pruriginose e dolenti migliorate dalle applicazioni fredde
 - Insonnia caratteristica

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Studio repertoriale del rimedio


 - Mind, Anger: ailments after anger, vexation…after anger with anxiety; answer when obliged to, trembling with
 - Mind, Irritability: questioned, when
 - Mind, Quarrelsome
 - Mind, Offended easily (unico rimedio al III grado nel repertorio di Kent)
 - Mind, Impatience (cham, ign, sep, sulf)
 - Mind, Sensitive, oversensitive: light, music to, noise to…slightest…stepping of…voices
 - Mind, suicidal disposition: lacks courage, but
 - Generalities, Cold: dry weather agg.
 - Generalities, Warm: bed amel., stove amel.
 - Generalities, Food: coffee agg.
 - Stomach, desire: alcoholic drinks, beer, brandy
 - Chill, Air, in the open: cold air on going into the, walking in open air
 - Chill, Chilliness: perspiration with, slightest movements of the bed-clothes
 - Fever, Chilliness: putting the hands out of bed
 - Sleep, sleepiness: dinner, after
 - Sleep, sleepiness: thoughts activity of mind, from
 - Head, Pain (headache in general): morning….in bed, waking on, air cold from, cold becoming from, intoxication after, wind from exposure to cold
 - Abdomen, Pain, liver: pressing, stitching
 - Back Pain, Lumbar region: aching, must sit up to turn over in bed
 - Urinary organs, Bladder: urging, ineffectual….painful
 - Rectum, Constipation: insufficient, incomplete unsatisfactory stools; portal stasys from, sedentary habits from
 - Rectum, Haemorroids: chronic, internal, large

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Prevalenza miasmatica, costituzione caratteristica, diagnosi differenziale e punto di Weihe


Nux vomica è certamente uno dei rimedi maggiormente utilizzati in campo terapeutico omeopatico proprio per l’eziologia che lo contraddistingue, e che corrisponde ai più comuni errori nello stile di vita delle persone, comprendenti la tendenza alla sedentarietà, l’iperalimentazione, la ricerca eccessiva di sostanze stimolanti o il frequente ricorso, a scopo terapeutico, a farmaci psicotropi. E’ inoltre rimedio estremamente utile in tutte quelle situazioni di surmenage psicofisico, necessarie o autoindotte, che conducono ben presto ad uno stato generale di sovraffaticamento con contemporanea ipereccitabilità del sistema nervoso. Tutto questo lo rende dunque un rimedio spesso utilizzato in stati patologici acuti o subacuti, e quindi frequente complementare di molti altri rimedi che hanno nella tendenza all’autointossicazione una peculiarità preponderante, peculiarità che, quando terapeuticamente non corretta, conduce inevitabilmente a nuovi e più gravi quadri patologici.

L’utilizzo saltuario di Nux Vomica, in tutti questi casi, permetterà dunque di ritardare spesso tale evolutività, e di preservare il più a lungo possibile l’equilibrio raggiunto, a sua volta identificato dal simillimum del momento.
Quand’è allora che un individuo ha bisogno di Nux Vomica come rimedio di terreno, ovvero come rimedio che, in relazione al miasma proprio, a sua volta in analogia con quello del paziente, è in grado di curare lo stato di suscettibilità che ha favorito l’insorgenza della o delle patologie per le quali il paziente viene a farsi visitare?

La tendenza all’autointossicazione come denominatore comune delle personalità che hanno più frequentemente necessità del rimedio, e il carattere aggressivo e violento delle manifestazioni psicologiche e somatiche che esso è in grado di curare - manifestazioni che peraltro non arriveranno quasi mai a determinare lesioni irrimediabilmente distruttive degli organi colpiti - lo pone come rimedio intermedio tra la sicosi, miasma derivante appunto dal ricorrente sovraccarico tossinico cui è sottoposto un organismo già pesantemente indebolito dalla psora, e soprattutto dai tentativi farmacologici di opporsi alle sue manifestazioni esonerative, ed il luesinismo, a sua volta caratterizzato da un grado maggiore di aggressività dei processi patologici in quanto destinati a provocare la perdita parziale o totale della funzione colpita per distruzione e riparazione in sclerosi dei tessuti interessati. In altre parole con Nux Vomica ci troviamo a quello stadio dell’alterazione funzionale di tutto l’organismo, che abbiamo fatto corrispondere al miasma cancerinico, e che si caratterizza da un lato per l’aggressività dei processi patologici, con ancora, però, possibile restitutio ad integrum dei tessuti, e dall’altro per la suscettibilità alla trasformazione maligna (fino al grado di carcinoma in situ) dei processi espansivi - proliferativi già tipici del miasma sicotico.

Tutte le costituzioni possono beneficiare del rimedio, proprio per le caratteristiche eziologiche che abbiamo ricordato sopra, ma senza dubbio esso troverà più frequente utilizzo nell’ambito di quelle che più facilmente tendono a sovraccaricare il proprio organismo, e in modo particolare la funzione epatodigestiva, e per le quali il conseguente ricorso alle sostanze stimolanti esprime in realtà la necessità di dover compensare, in qualche maniera, il rallentamento funzionale relativo di quei processi preposti all’assorbimento delle sostanze nutritive ed allo smaltimento di quelle tossiche. Saranno, dunque, la costituzione sulfurica tendente al grasso e quella carbonica le due che più spesso trarranno beneficio dall’utilizzo del rimedio tanto negli stadi acuti e subacuti quanto nel corso di quelli cronici.

La diagnosi differenziale si pone con i rimedi che, per collocazione miasmatica, precedono e seguono Nux vomica, e che sono rispettivamente Lycopodium, Thuja, Sepia e Nitric acidum tra i primi, Mercurius solubilis e Aurum Metallicum tra i secondi.

Il fatto che anche Ignatia presenti, tra i componenti chimici della pianta di provenienza, la stessa stricnina, è sicuramente in grado di spiegare l’esistenza di un certo numero di sintomi in comune tra i due rimedi, cosa che, non infrequentemente, può far insorgere un certo imbarazzo nella scelta dell’uno o dell’altro. Se è vero, ma non sempre, che Ignatia corrisponde a modalità reattive più comunemente femminili, e si addice più spesso, proprio per la loro inclinazione emotiva-affettiva, alle persone dall’habitus longilineo, ritengo tuttavia che uno degli elementi che differenzi meglio i due rimedi sia proprio il diverso modo di comportarsi in risposta a situazioni contrarianti o contrastanti le aspettative o i propositi della persona. Come abbiamo visto, mentre Nux Vomica esteriorizza sempre, anche con modi aggressivi, i suoi motivi di irritabilità, Ignatia è decisamente più portato a rielaborarli nel segreto dei suoi pensieri: non a caso alla rubrica ailments from anger with silent grief è al terzo grado insieme ai soli Lyc, Nat-m e Staph.

Il cellare anteriore.

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Genio del rimedio e sue possibili evoluzioni


Per genio del rimedio deve intendersi l’insieme delle caratteristiche preponderanti sui piani emotivo, istintivo e somatico, che permettono di identificare il sentimento dominante della persona, ossia quel sentimento che ne orienta l’esistenza in maniera contraria alla sua più profonda natura, e predispone l’individuo a più gravi e futuri aggravamenti patologici.

I tre aspetti che maggiormente caratterizzano il rimedio in questione sono: l’irascibilità collerica seguita da violenza dei modi espressivi, una generale ipersensibilità sensoriale e la contrattilità spasmodica degli organi emuntori, caratterizzata, altresì, da inefficienza funzionale degli stessi. Sono questi, senza dubbio, gli aspetti principali che, sui tre piani, emotivo, istintivo e somatico, caratterizzano il soggetto Nux Vomica, e ne sintetizzano le polarità patologiche del rimedio.

Come riuscire, allora, a metterli in relazione con il sentimento che ne supporta il loro estrinsecarsi, sentimento che il medico omeopata dovrà essere in grado di dedurre dai sintomi riferiti dal paziente, dal momento che questi quasi mai sarà in grado, volutamente o meno, di rivelarlo spontaneamente?

Tutti e tre questi aspetti sono in relazione ad un generale stato di ipereccitabilità che, a livello organico, conduce gli apparati emuntori, principalmente gastrointestinale ed urinario, ad un progressivo incremento della loro contrattilità, a sua volta diretta alla pronta eliminazione dei prodotti del catabolismo organico. Questo iniziale incremento dell’attività degli organi emuntori è ipotizzabile che nel tempo si traduca in un loro progressivo esaurimento funzionale: l’inefficacia funzionale che ne deriverebbe sarebbe dunque da intendersi la conseguenza dell’iniziale sovraccarico prodottosi nel tentativo di appropriarsi, oltre la giusta misura, di tutto ciò da cui l’essere si sente naturalmente ed istintivamente attratto, nell’assoluta convinzione di potersi procurare, in tal modo, sensazioni illimitate di benessere e godimento che siano in grado di attenuare stabilmente l’ansia esistenziale che, sul piano emotivo, gli proviene originariamente dall’ereditarietà psorica. E’ proprio in questa maniera, invece, che gli organi deputati alle funzioni di smaltimento dei prodotti del catabolismo, dopo una prima fase di incremento compensatorio, vengono sollecitati a tal punto, da entrare in un costante stato di contrazione e quindi di paresi funzionale. Nel frattempo la persona avrà comunque cominciato a far ricorso ad ogni tipo di stimolante, fisico e sensoriale, nel tentativo di compensare l’affaticamento organico generatosi, e di contrastare oltremodo, sul piano mentale, le sgradevoli sensazioni che inizia ad avvertire come effetto secondario dei suoi eccessi, responsabili di un’autointossicazione progressiva, derivante dal parziale riassorbimento dei prodotti del catabolismo, prodottosi a sua volta per l’insufficienza degli emuntori. Questo livello di autointossicazione, però, è destinato ad incrementarsi a tal punto che neanche le sostanze assunte al fine di compensarne gli sgradevoli effetti somatici e mentali saranno più in grado di assolvere ai loro compiti, così che la persona passerà a ricercare, con sempre maggior veemenza, nuove sollecitazioni sensoriali e ulteriori gratificazioni sociali, considerandole in grado di alleviare quello stato di depressione del tono dell’umore, inizialmente percepito solo in latenza, ma progressivamente destinato a divenire sempre più preponderante, fino a tramutarsi in vere e proprie idee di suicidio quando ogni forma di compenso emotivo e fisico apparirà ormai preclusa, anche per il possibile sopraggiungere di patologie che iniziano seriamente ad intaccare gli organi vitali, e necessitano di una drastica modificazione dello stile di vita, per non degenerare ulteriormente.

Tuttavia, fino a quando questo stadio non sarà raggiunto, prevarrà l’orientamento mentale che spingerà la persona ad appropriarsi con ogni mezzo di tutto quanto egli ritiene possa compensare i sentimenti di tristezza, rancore e odio che iniziano a turbare stabilmente la sua mente come effetto della perversione affettiva sviluppatasi nei confronti dei suoi simili e di tutto il creato…colpevole, a suo modo di pensare, di non essere in grado di soddisfarlo esaurientemente, come egli immaginava all’origine dei suoi eccessi.

A questo stadio patologico, la personalità di colui che necessita la somministrazione di Nux Vomica, come rimedio di terreno, appare sollecitata da un desiderio smodato, da una bramosia verso tutto ciò che dovrebbe garantirgli l’ottenimento di quelle che egli considera fonti sicure di gratificazione sul piano emotivo e sensoriale (successo, denaro e posizione sociale essenzialmente), al punto tale da rendergli insopportabile qualsiasi ostacolo possa interporsi alla realizzazione dei suoi obiettivi.

Questo desiderio smodato verso tutto ciò che possa essere fonte di gratificazione emotiva e sensoriale, fa sì che sia la cupidigia il sentimento alla base della personalità curabile con Nux Vomica.

Se la somministrazione di dosi progressivamente crescenti del rimedio, unite ad opportune modificazioni comportamentali, da un lato saranno in grado di riportare il soggetto verso condizioni globali corrispondenti a modalità di difesa, e quindi di autoconservazione, sicuramente più efficaci, d’altro canto, però, l’evoluzione patologica del soggetto che non modifica le sue inclinazioni, e non riceve alcuno stimolo terapeutico in grado di mutare dinamicamente i suoi processi vitali - a questo stadio, ormai, stabilmente alteratisi come effetto del reiterato disordine esistenziale - comporterà lo sconfinamento verso rimedi di terreno in cui cominceranno a comparire quadri patologici organici difficilmente regredibili, per via della progressiva sostituzione fibrotica dei tessuti o del sovvertimento anatomico degli stessi da parte di lesioni che potranno richiedere anche l’intervento chirurgico con ampia resezione delle parti colpite.

In altre parole, in base alla sua particolare collocazione omeomiasmatica, la somministrazione di Nux Vomica potrà far regredire il soggetto a modalità difensive tipiche della sicosi, in cui i processi proliferativi, ad esempio, non hanno ancora tendenza alla degenerazione maligna, mentre la mancata adesione terapeutica lo condurrà a manifestazioni patologiche aggressive, proprie del miasma luesinico, e caratterizzate da parziale o totale perdita funzionale degli organi colpiti, per il progressivo sovvertimento dei processi difensivi-riparativi del soggetto.

Per quanto abbiamo appena detto appare chiaro che la collocazione omeomiasmatica di Nux Vomica corrisponde a quella dello stato patologico di transizione tra sicosi e luesinismo, vale a dire al miasma cancerinico.

In estrema e conclusiva sintesi
Nux Vomica sarà un rimedio utilissimo in un numero molteplice di stati acuti o subacuti, nei quali risulterà prezioso per evitare lo sconfinamento verso rimedi che corrispondono a suscettibilità patologiche via via sempre più gravi e importanti, e questo in relazione alla particolare eziologia che lo caratterizza. La personalità Nux Vomica, invece, che lo richiederà come rimedio di terreno di patologie ad andamento cronico, e quindi per periodi di somministrazione sicuramente più prolungati, corrisponde a quella di individui generalmente, ma non solamente, di sesso maschile, che spesso, pur potendo già occupare posti di rilievo economico o sociale, perseverano nel proposito di incrementare con ogni mezzo la loro scalata in società, nel tentativo di pervenire a quelle situazioni che essi considerano in grado di poter colmare ancora di più, e meglio, il loro perenne e insoddisfatto bisogno di benessere esistenziale, necessario a compensare il sentimento d’inferiorità che pure percepiscono con ricorrenza; così agendo, però, il loro equilibrio mentale viene presto a trovarsi turbato per effetto della perversione affettiva che li ha condotti ad odiare il prossimo piuttosto che ad amarlo, e a considerare il creato come un luogo da cui trarre illimitato godimento, senza preoccuparsi affatto della sua conservazione e della necessaria condivisione dei suoi frutti con gli altri abitanti della terra per un’esistenza finalmente in armonia con la natura umana, e come tale pienamente gratificante. Il suo modo di agire, invece, che inevitabilmente genera malattia per sé e per gli altri, lo allontana sempre più dal contatto con il divino che è in lui e con il prossimo che lo circonda, con il quale non è più in grado di identificarsi, e fa affiorare nel suo intimo un sentimento di solitudine sempre più marcato e radicato, a sua volta responsabile di quell’angoscia esistenziale che rappresenta, nel paziente luesinico, l’estremo approfondimento dell’iniziale ansia psorica.

E così, a seconda che, per fuggire da questo insopportabile sentimento di angoscia, verranno a strutturarsi comportamenti di aggressività e violenza verso terzi o verso se stesso, oppure diverranno sempre più preminenti e inconsolabili i sentimenti di paura della propria morte, troveranno nuova indicazione terapeutica i rimedi della serie luesinica, tra i quali, principalmente, e rispettivamente, Mercurius solubilis, Aurum Metallicum ed Arsenicum album.

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