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FAQ (Frequently Asked Questions)
 - Omeopatia per le allergie
 


Soffro da un paio di mesi di una orticaria idiopatica (allergeni negativi ed esami ematochimici OK): mi nascono delle chiazze rosse e molto pruriginose sugli arti in maggior parte, e diventano pomfi se strofinati. Mi e' capitato anche cinque anni fa e tre anni fa, sempre con gli stessi sintomi, che regredivano con l'assunzione di un antistaminico. Questa volta non ne vuol sapere di andar via e, anche su consiglio del medico curante, vorrei provare una terapia omeopatica.

Purtroppo nel suo caso non posso darle alcun rimedio senza che prima si sottoponga ad una visita omeopatica, in quanto, sebbene lei abbia una malattia localizzata essenzialmente alla superficie cutanea, in realtà, in base alla visione olistica od unitaria dell'essere umano, propria dell’omeopatia, essa è solo l’effetto più evidente di uno squilibrio funzionale coinvolgente tutto il suo organismo con sintomi sicuramente non solo fisici, ma anche mentali e generali (le sue reazioni alle diverse condizioni atmosferiche e ambientali). La visita ha proprio lo scopo di individuare tali sintomi che, nel loro insieme, evidenziano la disarmonia dei suoi processi vitali e la predispongono al continuo ritorno delle manifestazioni cutanee.


Vorrei poter risolvere un problema che mi affligge da qualche tempo: sono affetta da una rinite allergica perenne, recentemente complicata da una raucedine persistente e da una formazione cistica venutasi a formare su una corda vocale, per la quale vorrei sapere se fosse possibile assumere qualche rimedio omeopatico, prima di passare alla terapia chirurgica.

La presenza di una formazione cistica indica un'alterazione profonda nei suoi processi vitali, tesi comunque a circoscrivere, limitare e drenare tutto ciò che è nocivo al suo organismo. Si tratta in altre parole di un particolare meccanismo di difesa sviluppato dal suo organismo che, non essendo più in grado di eliminare prontamente ciò che gli è nocivo, lo ingloba in queste formazioni cistiche, che hanno lo scopo di limitare il diffondersi della patologia. Per modificare questo mezzo di difesa, è necessario agire altrettanto profondamente nel suo organismo, individuando cosa è andato perturbandosi nell'armonia fisiologica dei suoi processi vitali che ha portato allo sviluppo e al mantenimento della cisti. Ma per arrivare ad una simile diagnosi, è assolutamente necessario effettuare una visita che sia il più possibilmente accurata, e limiti in tal modo le possibilità di errore nella scelta del rimedio adatto, che invece, somministrato in maniera superficiale, potrebbe non agire o addirittura peggiorare il quadro complessivo.


Soffro ogni estate di eritema solare, che si manifesta dopo il terzo giorno consecutivo di mare. A Giugno partirò per un viaggio in Madagascar, e un’amica mi ha consigliato il prodotto omeopatico "SOL UNO". Vorrei sapere se posso assumerlo senza aver effettuato una visita e se ci sono controindicazioni.

Personalmente non conosco e non uso il prodotto cui lei fa riferimento. Potrebbe trattarsi di un complesso omeopatico, cioè una mescolanza di rimedi omeopatici unitari, simili tra loro nelle indicazioni cliniche. Tali prodotti non possono però definirsi omeopatici in senso stretto, in quanto non sono stati sottoposti ad un passaggio determinante perché siano considerati tali, e cioè la sperimentazione sull'uomo sano, vale a dire la verifica di quali e quanti sintomi di malattia il prodotto è in grado di provocare nell'essere umano sano, sintomi per i quali, in base al principio di similitudine, sarà poi somministrato in corso di malattia. Comunque i complessi omeopatici al più hanno un'azione breve e sintomatica, per tale motivo non sono mai indicati per la risoluzione definitiva di un problema ad andamento cronico-recidivante, per il quale è invece sempre necessario sottoporsi ad una visita omeopatica accurata.


Da alcuni anni sono affetto da una noiosissima allergia al nickel: Vorrei sapere se la medicina omeopatica ha una valida cura a questo problema, non volendo riempirmi di cortisonici, ecc ecc....

La medicina omeopatica può sicuramente essere di aiuto al suo problema, modificando opportunamente la sua personalissima reattività ad una sostanza per altro priva di effetti secondari nella maggior parte della popolazione, e tutto questo senza necessariamente richiederle il ricorso a quei farmaci sintomatici, come i cortisonici appunto, i quali, accanto ad un apparente effetto benefico, soprattutto quando somministrati per lungo tempo, finiscono inevitabilmente per alterare in maniera permanente la fisiologia dell’ organismo umano, determinando così la comparsa di nuovi ed ulteriori sintomi che spesso complicano il quadro iniziale.


Le scrivo per avere un consiglio, sperando che lei mi possa aiutare: soffro di rinite allergica causata in periodo primaverile dalla Parietaria. Mi sono sempre curato con l’antistaminico, ma oggi vorrei provare con una cura omeopatica. Potrebbe consigliarmi un prodotto efficace?

Non mi è possibile indicarle un prodotto omeopatico senza visitarla prima, semplicemente perché in omeopatia la cura è sempre individualizzata: in altre parole non esiste un unico o pochi prodotti capaci di guarirla dall’allergia al pari di altre persone con disturbi simili ai suoi, e sta proprio nella personalizzazione della terapia , aspetto questo che la medicina tradizionale ignora o comunque no è in grado di affrontare correttamente, la reale possibilità di guarire definitivamente dai suoi disturbi.


Sono una donna di più di 30 anni, e da molti anni soffro di problemi di pelle: una volta è una dermatite, una volta è qualcos'altro, e con l'aiuto dell'omeopatia, scoperta da me circa 10 anni fa, mi sono sempre trovata abbastanza bene, sicuramente meglio del cortisone e dell'antibiotico in crema. Da circa un anno soffro di un eczema pruriginoso che mi ha distrutto la pelle delle dita delle mani; a luglio, dopo numerosi tentativi,l'omeopata da cui vado ha trovato forse il rimedio giusto (petroleum) e oggi, l'eczema è quasi scomparso. Il problema è che appena smetto l'assunzione, dopo circa 10 giorni ho delle recidive; ho provato diluizioni maggiori, fino ad arrivare addirittura ad un forte peggioramento... Vado avanti assumendo e sospendendo... Insomma, mi chiedevo se la strada è quella giusta. Inoltre sarei curiosa di sapere se può esserci una relazione con una dermatite atopica di cui soffre la mia bambina di pochi mesi di età; il pediatra le ha dato psorinum per tre giorni, e mi ha prescritto una dieta senza latte vaccino, la dermatite è passata, ma adesso, dopo un mese, sta ritornando. Si può ipotizzare, dato che la bambina prende il seno, che le mie "tossine" passino nel latte e le diano dei sintomi? O che, dopo 8 mesi di petroleum, sia il mio rimedio a procurarle fastidio?

La prescrizione di un rimedio solo in base alla presenza, tra i sintomi della sua patogenesi, di quelli sofferti rispettivamente da lei e da sua figlia, non è metodologicamente corretta in quanto nel migliore dei casi può solo avere un'azione palliativa sui sintomi, ma non è certo in grado di guarirli. Nel caso della soppressione, nella migliore delle ipotesi, dopo un apparente miglioramento, il sintomo ha la tendenza a ritornare, e il rimedio somministrato a diluizioni più alte non provoca più alcun miglioramento. Mi sembra di poter ragionevolmente dire che questo, e non altri supposti effetti tramite il latte materno, sia il caso tanto suo che della sua bambina. Le ricordo, invece, che una cura omeopatica, per essere efficacemente curativa, deve essere somministrata su una totalità di sintomi, desumibili solo nel corso di una visita accurata, che nel loro insieme indicano l'alterazione funzionale di tutto l’organismo, che ha permesso l'insorgenza dei disturbi e impedisce allo stesso di pervenire spontaneamente a guarigione.


La nostra bambina, secondo un pediatra di ottima fama nella mia zona, è un soggetto allergico, e da qui, secondo lui, deriverebbero i motivi per cui, circa due anni fa, aveva la febbre in media una volta al mese. Quello che all'epoca era il pediatra "ufficiale" la curava solo con cortisone, antibiotici ecc...Il pediatra di fama, invece, propose una cura omeopatica atta a rinforzare le difese immunitarie e , con soddisfazione, le diciamo per certo che nostra figlia ebbe subito un evidente miglioramento. Attualmente, però, ha dei fastidiosi pruriti nelle zone dietro le ginocchia, dove, visibilmente si vedono delle macchie bianche (più evidenti dopo l'abbronzatura) circoscritte da dei piccoli brufolini rossi (senza pus). Sarà anche questa una reazione allergica? E’ il caso di continuare la cura omeopatica?

La comparsa di manifestazioni cutanee in seguito alla somministrazione di una cura omeopatica è spesso un evento particolarmente favorevole, che indica che i meccanismi di difesa dell'organismo umano, sotto lo stimolo omeopatico, hanno ripreso a funzionare correttamente, e mirano così a portare verso l'esterno tutto ciò che può essere nocivo. Se tale reazione cutanea è seguita in particolare modo anche da un miglioramento delle condizioni respiratorie e , addirittura, era già presente in una fase precedente della vita della sua bambina, va considerata un segno prognostico assolutamente positivo, da non sopprimere in alcuna maniera, pena l'indebolimento iatrogeno che si provocherebbe, una volta ancora, alle naturali difese della bambina.

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