Omeopatia Roma
omeopata.org Dr. Candeloro omeopata Omeopatia Hahnemann Indicazioni Guarigione link divulgazione contatti
romaexplorer

FAQ (Frequently Asked Questions)
 - Omeopatia per curare le allergie

 
Mia figlia, di poco più di venti anni, è allergica agli acari della polvere da circa tre anni, prima infatti non aveva mai avuto nessuna manifestazione di allergia. E' stata curata con antistaminici, spray nasali e, per ultimo, con il vaccino desensibilizzante. Purtroppo di risultati non ce ne sono stati, tant'è vero che il vaccino è stato sospeso in quanto provocava effetti addirittura peggiori. Cortesemente volevo sapere se ci sono dei rimedi omeopatici per poter intraprendere una cura diversa.

L'omeopatia, nella sua forma più efficace e sicura è una terapia strettamente personalizzata, nel senso che l'allergia si caratterizza per una serie di sintomi caratteristici della patologia, ma poi per altrettanti sintomi, più fini, che individualizzano il disturbo, il quale altro non è che una reattività eccessiva dell'organismo ad agenti solo debolmente allergizzanti. Pertanto la cura omeopatica sposta l'obiettivo della terapia dall'allergene al soggetto affetto dalla patologia, adattando la cura alla sua costituzione, alla sua storia patologica e all'attualità dei sintomi, molti dei quali spesso indotti proprio dalle cure allopatiche, che precedono sempre, spesso con effetti terapeutici molto scarsi, come nel suo caso, quelle omeopatiche.


Vorrei sapere la vostra opinione su una cura da dare ad un bambino di 19 mesi che presenta due/tre volte l'anno dermatite atopica secca e riniti con familiarità allergica, da cominciare a breve, che prevede interferone gamma 4 ch, interleuchina 12 4 ch e psorinum hell tutti in gocce, ognuno da diluire in qualche dita d'acqua e dare al bimbo durante la giornata.

La terapia da lei descritta non è una terapia omeopatica in senso stretto, e comporta la somministrazione di prodotti che magari hanno anche un livello di tossicità per l'organismo inferiore a quello degli analoghi della medicina tradizionale, ma che pur tuttavia espongono ugualmente il bambino ad un trattamento che non ne rispetta la sua naturale complessità e la sua fisiologia, cosa che invece fa, con risultati quasi sempre pregevoli, particolarmente nei bambini piccoli, un'omeopatia tradizionale o unicista.


Vorrei sapere se esiste qualche rimedio omeopatico per allergie e anche per glaucoma.

Entrambe le patologie alle quali lei fa riferimento nella sua sono patologie ad andamento cronico-recidivante, caratterizzato, soprattutto le allergie, da fasi di riacutizzazioni stagionali o ambientali. Per ridurre gli attacchi acuti delle allergie, e frenare il glaucoma, da un punto di vista omeopatico è necessario procedere ad un approccio globale alla sua persona, che ha lo scopo di personalizzare al massimo la cura, e quindi di dirigerla alla causa dei suoi disturbi. Un approccio esclusivamente sintomatico infatti, come avviene con la medicina tradizionale, la esporrebbe agli effetti collaterali legati alla ripetizione eccessiva e troppo frequente di qualsivoglia rimedio, che le potrebbe far insorgere effetti collaterali cosiddetti iatrogeni.


Mio figlio, di poco più di 15 anni, soffre da tempo di allergia agli acari ed alle graminacee. Da circa un anno e mezzo sta assumendo dei vaccini iposensibilizzanti, ma finora senza grossi risultati. Prende regolarmente un antistaminico ed al bisogno utilizza due colliri, Visuglican e Livostin. Nonostante l'utilizzo anche di protezioni antiacaro per il materasso e i cuscini continua ad avere forti disturbi agli occhi che gli limitano il normale svolgimento della vita quotidiana: ha sempre muco negli occhi, bruciore ed occhi arrossati, e questo spesso gli impedisce anche di recarsi a scuola con gravi ed evidenti conseguenze. Quello che volevo chiederle è se l'utilizzo dell'omeopatia potrebbe alleviargli tutti questi fastidiosi sintomi magari in associazione con i vaccini che già utilizza.

Un'omeopatia esclusivamente sintomatica non è in grado di garantire risultati efficaci soprattutto a medio-lungo termine, ed anzi un suo ricorso eccessivo finirebbe per esporre suo figlio al rischio di effetti iatrogeni, cioè effetti collaterali indotti dall'omeopatico stesso, erroneamente considerato privo di azioni potenzialmente dannose sull'organismo umano. Con una cura cosiddetta di terreno, che necessita di un approccio globale a tutta la persona si riesce invece ad agire sulla reattività dell'intero organismo, migliorandone i sintomi anche di allergia in modo progressivo e sempre più benefico, fino a ricondurre l'organismo ad una reattività normale verso sostanze della natura solo debolmente irritanti. Questo approccio che è il più sicuro ed efficace in omeopatia, necessita di una visita preliminare nel corso della quale saranno considerati anche gli altri presidi terapeutici utilizzati al momento da suo figlio, per vedere se congrui con l'azione del rimedio omeopatico, oppure ostacolanti la stessa, e quindi necessariamente da eliminare.


Ho più di 40 anni e ogni estate vengo aggredito dalle zanzare verso i cui pizzichi il mio organismo reagisce con ponfi enormi altamente pruriginosi. Quando sono multipli, anche con formicolio alle labbra. Esiste una terapia omeopatica per evitare di essere punto?

Esiste un rimedio omeopatico, chiamato Ledum Palustre che, se assunto regolarmente durante i mesi in cui più facilmente si è esposti alle punture di questi insetti, assicura una buona prevenzione nei confronti degli stessi. Tuttavia l'aspetto più importante da curare, nel suo caso, è la particolare reattività della cute alle punture, che sta cominciando ad interessare anche i tessuti in cui il tessuto epidermico è particolarmente sottile, con il rischio di comparsa di un angioedema. Per trattare efficacemente questa sua iperreattività, è necessario sottoporsi ad una cura omeopatica di terreno, che modifichi progressivamente la maniera eccessiva di reagire del suo organismo, maniera che sicuramente investirà anche altri aspetti della sua esistenza, nel rispetto di quella visione olistica della persona, tanto peculiare all'omeopatia.


Mio figlio, di 9 anni, è stato diagnosticato allergico alle graminacee ed i sintomi stanno degenerando in seguito ad una bronchite con rantoli associati. Infatti, iniziali broncospasmi saltuari stanno diventando persistenti, e vorrei capire se si possono curare sia i sintomi, che le cause, in modo efficace con l'omeopatia. Dal punto di vista tradizionale il pediatra ha prescritto Flixotide mattina e sera e Ventolin al bisogno. Dal punto di vista omeopatico il pediatra invece ha prescritto macerati di ribes al mattino e viburnum alla sera, insieme a poumon histamine, ma con poca efficacia.

Il quadro da lei descritto può senza dubbio beneficiare di un approccio omeopatico, ma diverso da quello che le è stato consigliato: è necessario cioè sottoporre il bambino ad una visita preliminare, che indaghi sulle condizioni della nascita, le malattie sofferte e le cure fin qui effettuate, le quali possono averne negativamente influenzato la responsività dell'organismo, unitamente ad una predisposizione costituzionale alle affezioni delle alte e basse vie aeree. Solo attraverso questo approccio è possibile individuare un rimedio che rivatilizzi le capacità di difesa dell'organismo del piccolo, rispettandone la sua naturale complessità.


Soffro da anni di sinusite, con ipertrofia dei turbinati, e conseguente poliposi nasale, mi è stato consigliato un intervento chirurgico per ridimensionare i turbinati e l'asportazione dei polipi. Qualche giorno fa una parte del polipo, si è staccata spontaneamente, osservando la narice, mi sono accorta che era visibile. Sinceramente non sono particolarmente propensa a interventi chirurgici, anche se di minor importanza. Vorrei sapere se c'è una cura omeopatica, che mi possa aiutare e che mi consenta di espellere i polipi.

La poliposi nasale è il risultato, molto spesso, di un'infiammazione cronica delle prime vie aeree, che si organizza a costituire nel tempo un processo espansivo delle mucose nasali. La sola rimozione dei polipi, senza modificare la reattività del suo organismo, nel tempo può comportare la ricomparsa dei disturbi, richiedendo così un nuovo intervento chirurgico. La cura omeopatica, quando fatta correttamente, ha proprio l'intento in primo luogo di modificare la reattività del suo organismo, rendendo le mucose meno suscettibili ai processi infiammatori, e quindi la tendenza di questi, ad organizzarsi in processi espansivi, decisamente meno probabile. Inoltre può anche determinare una riduzione delle dimensioni di processi espansivi già esistenti, se questi sono ancora modificabili. Tutto questo, però, può realizzarsi solo con un approccio personalizzato della terapia, che solo in questa maniera sarà in grado di modificare all'origine i suoi disturbi, e di farli regredire progressivamente e definitivamente. Per un simile approccio è necessario effettuare una visita preliminare.


Soffro da un paio di mesi di una orticaria idiopatica (allergeni negativi ed esami ematochimici OK): mi nascono delle chiazze rosse e molto pruriginose sugli arti in maggior parte, e diventano pomfi se strofinati. Mi e' capitato anche cinque anni fa e tre anni fa, sempre con gli stessi sintomi, che regredivano con l'assunzione di un antistaminico. Questa volta non ne vuol sapere di andar via e, anche su consiglio del medico curante, vorrei provare una terapia omeopatica.

Purtroppo nel suo caso non posso darle alcun rimedio senza che prima si sottoponga ad una visita omeopatica, in quanto, sebbene lei abbia una malattia localizzata essenzialmente alla superficie cutanea, in realtà, in base alla visione olistica od unitaria dell'essere umano, propria dell'omeopatia, essa è solo l'effetto più evidente di uno squilibrio funzionale coinvolgente tutto il suo organismo con sintomi sicuramente non solo fisici, ma anche mentali e generali (le sue reazioni alle diverse condizioni atmosferiche e ambientali). La visita ha proprio lo scopo di individuare tali sintomi che, nel loro insieme, evidenziano la disarmonia dei suoi processi vitali e la predispongono al continuo ritorno delle manifestazioni cutanee.


Vorrei poter risolvere un problema che mi affligge da qualche tempo: sono affetta da una rinite allergica perenne, recentemente complicata da una raucedine persistente e da una formazione cistica venutasi a formare su una corda vocale, per la quale vorrei sapere se fosse possibile assumere qualche rimedio omeopatico, prima di passare alla terapia chirurgica.

La presenza di una formazione cistica indica un'alterazione profonda nei suoi processi vitali, tesi comunque a circoscrivere, limitare e drenare tutto ciò che è nocivo al suo organismo. Si tratta in altre parole di un particolare meccanismo di difesa sviluppato dal suo organismo che, non essendo più in grado di eliminare prontamente ciò che gli è nocivo, lo ingloba in queste formazioni cistiche, che hanno lo scopo di limitare il diffondersi della patologia. Per modificare questo mezzo di difesa, è necessario agire altrettanto profondamente nel suo organismo, individuando cosa è andato perturbandosi nell'armonia fisiologica dei suoi processi vitali che ha portato allo sviluppo e al mantenimento della cisti. Ma per arrivare ad una simile diagnosi, è assolutamente necessario effettuare una visita che sia il più possibilmente accurata, e limiti in tal modo le possibilità di errore nella scelta del rimedio adatto, che invece, somministrato in maniera superficiale, potrebbe non agire o addirittura peggiorare il quadro complessivo.


Soffro ogni estate di eritema solare, che si manifesta dopo il terzo giorno consecutivo di mare. A Giugno partirò per un viaggio in Madagascar, e un'amica mi ha consigliato il prodotto omeopatico "SOL UNO". Vorrei sapere se posso assumerlo senza aver effettuato una visita e se ci sono controindicazioni.

Personalmente non conosco e non uso il prodotto cui lei fa riferimento. Potrebbe trattarsi di un complesso omeopatico, cioè una mescolanza di rimedi omeopatici unitari, simili tra loro nelle indicazioni cliniche. Tali prodotti non possono però definirsi omeopatici in senso stretto, in quanto non sono stati sottoposti ad un passaggio determinante perché siano considerati tali, e cioè la sperimentazione sull'uomo sano, vale a dire la verifica di quali e quanti sintomi di malattia il prodotto è in grado di provocare nell'essere umano sano, sintomi per i quali, in base al principio di similitudine, sarà poi somministrato in corso di malattia. Comunque i complessi omeopatici al più hanno un'azione breve e sintomatica, per tale motivo non sono mai indicati per la risoluzione definitiva di un problema ad andamento cronico-recidivante, per il quale è invece sempre necessario sottoporsi ad una visita omeopatica accurata.


Da alcuni anni sono affetto da una noiosissima allergia al nickel: Vorrei sapere se la medicina omeopatica ha una valida cura a questo problema, non volendo riempirmi di cortisonici, ecc ecc....

La medicina omeopatica può sicuramente essere di aiuto al suo problema, modificando opportunamente la sua personalissima reattività ad una sostanza per altro priva di effetti secondari nella maggior parte della popolazione, e tutto questo senza necessariamente richiederle il ricorso a quei farmaci sintomatici, come i cortisonici appunto, i quali, accanto ad un apparente effetto benefico, soprattutto quando somministrati per lungo tempo, finiscono inevitabilmente per alterare in maniera permanente la fisiologia dell'organismo umano, determinando così la comparsa di nuovi ed ulteriori sintomi che spesso complicano il quadro iniziale.


Le scrivo per avere un consiglio, sperando che lei mi possa aiutare: soffro di rinite allergica causata in periodo primaverile dalla Parietaria. Mi sono sempre curato con l'antistaminico, ma oggi vorrei provare con una cura omeopatica. Potrebbe consigliarmi un prodotto efficace?

Non mi è possibile indicarle un prodotto omeopatico senza visitarla prima, semplicemente perché in omeopatia la cura è sempre individualizzata: in altre parole non esiste un unico o pochi prodotti capaci di guarirla dall'allergia al pari di altre persone con disturbi simili ai suoi, e sta proprio nella personalizzazione della terapia , aspetto questo che la medicina tradizionale ignora o comunque no è in grado di affrontare correttamente, la reale possibilità di guarire definitivamente dai suoi disturbi.


Sono una donna di più di 30 anni, e da molti anni soffro di problemi di pelle: una volta è una dermatite, una volta è qualcos'altro, e con l'aiuto dell'omeopatia, scoperta da me circa 10 anni fa, mi sono sempre trovata abbastanza bene, sicuramente meglio del cortisone e dell'antibiotico in crema. Da circa un anno soffro di un eczema pruriginoso che mi ha distrutto la pelle delle dita delle mani; a luglio, dopo numerosi tentativi,l'omeopata da cui vado ha trovato forse il rimedio giusto (petroleum) e oggi, l'eczema è quasi scomparso. Il problema è che appena smetto l'assunzione, dopo circa 10 giorni ho delle recidive; ho provato diluizioni maggiori, fino ad arrivare addirittura ad un forte peggioramento... Vado avanti assumendo e sospendendo... Insomma, mi chiedevo se la strada è quella giusta. Inoltre sarei curiosa di sapere se può esserci una relazione con una dermatite atopica di cui soffre la mia bambina di pochi mesi di età; il pediatra le ha dato psorinum per tre giorni, e mi ha prescritto una dieta senza latte vaccino, la dermatite è passata, ma adesso, dopo un mese, sta ritornando. Si può ipotizzare, dato che la bambina prende il seno, che le mie "tossine" passino nel latte e le diano dei sintomi? O che, dopo 8 mesi di petroleum, sia il mio rimedio a procurarle fastidio?

La prescrizione di un rimedio solo in base alla presenza, tra i sintomi della sua patogenesi, di quelli sofferti rispettivamente da lei e da sua figlia, non è metodologicamente corretta in quanto nel migliore dei casi può solo avere un'azione palliativa sui sintomi, ma non è certo in grado di guarirli. Nel caso della soppressione, nella migliore delle ipotesi, dopo un apparente miglioramento, il sintomo ha la tendenza a ritornare, e il rimedio somministrato a diluizioni più alte non provoca più alcun miglioramento. Mi sembra di poter ragionevolmente dire che questo, e non altri supposti effetti tramite il latte materno, sia il caso tanto suo che della sua bambina. Le ricordo, invece, che una cura omeopatica, per essere efficacemente curativa, deve essere somministrata su una totalità di sintomi, desumibili solo nel corso di una visita accurata, che nel loro insieme indicano l'alterazione funzionale di tutto l'organismo, che ha permesso l'insorgenza dei disturbi e impedisce allo stesso di pervenire spontaneamente a guarigione.


La nostra bambina, secondo un pediatra di ottima fama nella mia zona, è un soggetto allergico, e da qui, secondo lui, deriverebbero i motivi per cui, circa due anni fa, aveva la febbre in media una volta al mese. Quello che all'epoca era il pediatra "ufficiale" la curava solo con cortisone, antibiotici ecc...Il pediatra di fama, invece, propose una cura omeopatica atta a rinforzare le difese immunitarie e , con soddisfazione, le diciamo per certo che nostra figlia ebbe subito un evidente miglioramento. Attualmente, però, ha dei fastidiosi pruriti nelle zone dietro le ginocchia, dove, visibilmente si vedono delle macchie bianche (più evidenti dopo l'abbronzatura) circoscritte da dei piccoli brufolini rossi (senza pus). Sarà anche questa una reazione allergica? E' il caso di continuare la cura omeopatica?

La comparsa di manifestazioni cutanee in seguito alla somministrazione di una cura omeopatica è spesso un evento particolarmente favorevole, che indica che i meccanismi di difesa dell'organismo umano, sotto lo stimolo omeopatico, hanno ripreso a funzionare correttamente, e mirano così a portare verso l'esterno tutto ciò che può essere nocivo. Se tale reazione cutanea è seguita in particolare modo anche da un miglioramento delle condizioni respiratorie e , addirittura, era già presente in una fase precedente della vita della sua bambina, va considerata un segno prognostico assolutamente positivo, da non sopprimere in alcuna maniera, pena l'indebolimento iatrogeno che si provocherebbe, una volta ancora, alle naturali difese della bambina.



Soffro della rinite allergica stagionale causata dalle graminacee: i sintomi comprendono infiammazione cronica dell'apparato respiratorio superiore e lacrimazione. Fino all'anno scorso sono sempre riuscita a cavarmela con gli antistaminici e uno spray cortisonico. Avendo però acquistato una casa in campagna, circondata da piante di ogni tipo, tali rimedi non risultano più sufficienti. Allora ho pensato di fare il vaccino, che però è costosissimo! Ebbene ho trovato in farmacia un vaccino omeopatico che contiene le stesse identiche sostanze(graminacee) del vaccino tradizionale in forma sublinguale. Vale la pena secondo lei di provare il vaccino omeopatico in luogo di quello normale?

L'idea di un vaccino omeopatico è del tutto estranea alla forma più vera ed efficace di omeopatia, nella quale i vaccini, anzi, sono ritenuti fonte di alterazione funzionale dell'armonico funzionamento dell'organismo, predisponendolo quindi, anche laddove ci fosse un miglioramento dei sintomi di rinite, alla comparsa nel tempo di ulteriori affezioni a carico di apparati e organi più vitali. La vera alternativa omeopatica ad un comune e tradizionale vaccino della medicina tradizionale, è uno studio approfondito del malato, capace di individuare le cause meno evidenti dei suoi disturbi fisici, solo trattando le quali potrà ritrovare un'efficienza organica capace di proteggerla naturalmente dai suoi disturbi, questa volta senza esporla a malanni peggiori delle allergie.


Vorrei chiederle se si può guarire da un'orticaria cronica con l'omeopatia. Un anno fa, a seguito di una tonsillite con febbre alta, il medico mi ha prescritto un antibiotico, solo che, dopo qualche ora dalla prima assunzione, mi fece stare male con dolori addominali e pomfi di orticaria sulle braccia. Ho sospeso l'antibiotico e sono guarita. Devo premettere che in quel periodo ero vittima di un forte stress psicofisico a seguito di lutti familiari ed altro, e quindi ero molto debole. Da quel momento l'orticaria mi è però rimasta ed ho iniziato a prendere antistaminici sotto consiglio di medici specialistici; ho fatto anche tutte le analisi ma tutto è risultato nella norma: non risulto allergica a niente, e i valori sono tutti normali, eccezion fatta un po' di tiroidite autoimmune, che dicono non centri nulla con l'orticaria. L'estate scorsa mi sono rivolta ad un centro di omeopatia a Roma e mi hanno fatto prendere APIS 6CH durante la giornata e APIS 200 K la sera, ma il problema non si risolveva: ho resistito una settimana sola, perché la sera e la notte non potevo dormire per il prurito, e i pomfi su tutto il corpo, è stato terribile, mi grattavo talmente tanto che mi usciva il sangue. Alla fine ho mollato tutto e ho ricominciato a prendere l'antistaminico tutte le sere: se una sera mi dimentico di prenderlo mi riempio di nuovo con prurito intenso e mi si gonfiano anche le labbra. Sono consapevole che l'antistaminico preso per lunghi periodi fa male e vorrei sapere se l'omeopatia può risolvere questo tipo di problema che credo sia di natura psicosomatica.

Devo innanzitutto dirle che l'omeopatia è nata avendo come unico scopo proprio quello di guarire dalle affezioni croniche, come ad esempio dalla sua orticaria. Purtroppo la prescrizione omeopatica che lei cita nella sua è poco corretta, metodologicamente parlando, e per questo non ha avuto alcun beneficio. La prescrizione omeopatica in casi come il suo, infatti, non deve essere fatta semplicemente sul nome della malattia, come le è stato fatto prescrivendole APIS, ma su un insieme di sintomi che costituiscono il disordine funzionale di tutto il suo organismo, probabilmente favorito nel suo istaurarsi, e nel suo perpetuarsi, proprio da quelle condizioni di lutto e di stress cui fa riferimento nella sua, sulle quali sarà necessario prescrivere appropriatamente una nuova terapia omeopatica, dopo un opportuno periodo, però, di disintossicazione dall'azione reiterata, e contraria alla fisiologia del suo organismo, dell'antistaminico che tuttora sta assumendo.


Alcuni anni fa ho fatto i test allergometrici, dove sono risultato allergico a tante erbe, alberi come il pino, l'oppio e l'abete, il pelo del gatto, il fieno, ecc. Mi sono curato per 2 mesi prendendo un antistaminico in gocce tutti i giorni, e successivamente non ho fatto più cure. Il problema che ogni anno di questi periodi mi torna questa allergia, come posso fare per evitarla o almeno stare bene? I miei parenti vivono in campagna e mi è capitato di andare a dargli una mano: a contatto con il fieno, la paglia e l'erba mi è scoppiata una super allergia con il naso che sembra un rubinetto e con la faccia tutta arrossata, dagli occhi al naso stesso. Attualmente ho assunto un altro antistaminico prima di andare a dormire, ma la mattina continuo ad avere i sintomi dell'allergia. Esiste un'alternativa omeopatica a questi farmaci? A lungo andare, la loro assunzione può causarmi impotenza, perdita di erezione o altri problemi sessuali? Le pongo tale domanda perché in passato ho utilizzato per la tosse un prodotto di erboristeria che mi ha causato perdita di erezione e sonnolenza.

Per curare in maniera definitiva i suoi disturbi con l'omeopatia, è necessario effettuare una cura che sia preceduta, però, da una visita particolareggiata: la medicina omeopatica, infatti, cura questi disturbi cercando di modificare la sua reattività agli stimoli e non semplicemente bloccando le manifestazioni più evidenti di tale reattività, come fa la medicina tradizionale. Agisce insomma sulle cause dei disturbi, laddove la medicina tradizionale, almeno nel suo caso, può agire solo sui sintomi, che, proprio per questo motivo, sono comprensibilmente destinati a ricomparire. Inoltre il particolare procedimento di preparazione dei prodotti omeopatici li rende sicuri e privi di qualsiasi sgradevole e anche solo potenziale effetto collaterale.

^ Torna alle FAQ sull'omeopatia


domande omeopatia
Copyright©2002 Tutti i contenuti, anche parziali, presenti su www.omeopata.org non possono essere riprodotti senza autorizzazione.