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FAQ (Frequently Asked Questions)
 - Omeopatia per curare l'ansia

 
Sono la mamma di un adolescente che soffre di cefalea già dall'età prescolare. E' stato seguito da vari centri cefalee, nell'ultimo anno ha fatto profilassi diverse senza alcun risultato, gli antidolorifici non gli sono di aiuto, inoltre, nel corso dell'ultima settimana ha avuto rash cutaneo aggravato da febbre alta e malessere generale, causato probabilmente dal nuovo farmaco, iniziato da dieci giorni. Il mio dubbio sta nell'origine tuttora sconosciuta di questo dolore cronico che si concentra a livello delle tempie e gli rende impossibile svolgere ogni attività quotidiana. Vorrei sapere se l’omeopatia può aiutarci'span>

La cefalea muscolotensiva è l’espressione somatica, nella gran parte dei casi, di uno stato di tensione emotiva sostenuto da diversi fattori, che possono comprendere stati di indignazione o rabbia inespressi, conflittualità comunque irrisolte con se stesso o l’ambiente circostante, stati d’ansia e di preoccupazione ricorrenti e immotivati, che si inseriscono nella particolare predisposizione costituzionale della persona. Mentre la medicina tradizionale tratta in ogni caso solo e sempre il sintomo locale, l’omeopatia, attraverso un’analisi molto più particolareggiata della persona, e del suo vissuto, presente e passato, arriva ad in individuare le cause effettive di questo stato ricorrente, modificando in meglio tutta la reattività dell’organismo, che, ritrovando un miglior benessere generale, tornerà a far fronte con più prontezza a situazioni contingenti che possono essere sì responsabili del disturbo, ma in quanto si innescano su un organismo che ha perso in parte la sua naturale adattabilità'span>


Quali rimedi omeopatici si usano negli stati di ansia?

La cura omeopatica tanto in acuto che in cronico, è sempre rivolta alla cura della persona nella sua totalità. In quest'ottica una cura simile cerca di individuare i fattori ambientali e personali che provocano i suoi stati d'ansia, curando questi come effetto del suo squilibrio naturale, e non come causa. In questa maniera riusciamo a non gravare l'organismo di altri effetti collaterali e tento meno a ridurne le sue capacità di vigilanza e attenzione, restituendogli nel tempo un approccio ottimale alla vita di tutti i giorni. Proprio perché tesa a trattare ogni singolo caso di malattia come individuale e distintivo, tanto in acuto che in cronico, non le posso indicare uno o pochi rimedi generici per gli stati d'ansia, ricordandole che nel caso questi fossero frequenti, è però necessario effettuare una visita preliminare che, oltre al suo stato complessivo di salute, valuti anche il suo vissuto e le circostanzi attuali che incidono sul suo organismo'span>


Da parecchi anni ho delle preoccupazioni eccessive anche per cose semplici che nemmeno esistono, mi faccio sensi di colpa per aver pensato a cose che non volevo pensare, la mente è sempre piena e non riesco a cacciare via questi pensieri. Quando me ne passa uno, dopo un po' ne arriva un altro e quello precedente sembra una cretinata. Sapete dirmi se l'omeopata può curarmi? E’ un problema di ansia e insicurezza... cosa potrei prendere per guarire?

Quello che lei descrive nella sua è un disturbo che la medicina tradizionale definisce in generale ossessivo-fobico e rientra nelle turbe dell'umore, per le quali utilizza in genere terapie ansiolitiche o antidepressive e a volte anche anti-psicotiche. In omeopatia questa particolare modalità dell'ideazione appartiene ad un particolare stato dello squilibrio organico che identifica in generale la difficoltà della persona a risolvere prontamente problematiche più o meno banali proprio per un rallentamento nelle sue capacità intellettive. Si tratta di una situazione che spesso si associa, a livello organico, alla comparsa di tumefazioni o concrezioni che rappresentano la stessa difficoltà di tutto l'organismo a liberarsi da ciò che gli è nocivo. Esistono molti rimedi omeopatici che possono curare questi stati, senza indurre gli effetti collaterali tipici dei farmaci, tuttavia per essere efficace la terapia omeopatica deve essere personalizzata e ritagliarsi su un insieme di caratteristiche mentali, generali e locali, che individualizzano la cura e la rendono risolutiva.
Un simile approccio, come ben capirà, richiede dunque una visita preliminare'span>


Soffro di attacchi di panico da numerosi anni, sono stata e sono in cura con psicofarmaci (ansiolitici e antidepressivi), che inizialmente facevano effetto ma ora sembra che siano in “sciopero”. Ho fatto psicoterapia, e da 4 mesi psicoterapia-comportamentale ma nessun miglioramento, anzi, sono arrivata in una condizione di ansia continua, che mi ha portato a chiudermi in casa senza riuscire a fare più niente (tensione muscolare, salivazione eccessiva, paura, difficoltà a deglutire, fastidio alla vista con le luci al neon). Recentemente mi è stata prescritta anche una cura omeopatica: argentum plus e ignatia plus solo che a distanza di quasi tre settimane non ho notato grossi miglioramenti. La cura va bene per il mio problema? Dopo quanto tempo fa effetto? Ho letto numerosi commenti di persone che con l’omeopatia sono riusciti a risolvere problemi come il mio: posso sperare che con questa terapia io possa risolvere il mio problema?

La cura omeopatica si rivela in genere sempre molto efficace nel migliorare quadri come il suo, a condizione che venga effettuata in maniera ottimale. Non so se a prescriverle i rimedi che lei cita nella sua sia stato un collega o il farmacista, ma devo subito dirle che i prodotti che lei utilizza al momento non sono omeopatici. Infatti una cura per essere omeopatica deve essere fatta con una sola sostanza alla volta e non con miscele di sostanze o addirittura, come nel suo caso, con l’utilizzo contemporaneo di differenti miscele di prodotti, e questo semplicemente perché quell’unica sostanza deve accordarsi, nella maniera più speculare possibile, al suo quadro complessivo di malattia, tenendo presente di antecedenti, problemi attuali e farmaci in assunzione, e rispettando solo così la natura unitaria dell’organismo, e la sua dinamica evolutività. In questa maniera si riesce poi ad agire il più possibile sulle cause più nascoste dei disturbi, rivitalizzando tutto l’organismo che, per una perdita nell’armonia funzionale complessiva, ha cominciato a manifestare, in maniera ormai quotidiana, i suoi disturbi. In definitiva il suo quadro è complesso, e necessita per forza di un approccio professionale, ma in una maniera diversa, e sicuramente omeopatica, e non nella maniera attuale di assunzione dei rimedi che, anzi, la invito a sospendere quanto prima'span>


Volevo chiederle: ma quanto tempo impiega l'effetto di una cura omeopatica su un disturbo d'ansia?

In omeopatia oltre alla malattia si cura la persona nella sua interezza, allo scopo di personalizzare le cure, e agire così alla radice dei disturbi. Ciò implica il fatto che ogni caso di malattia è un caso a sé, e quindi non si può dire con certezza la tempistica di una guarigione. Tuttavia la sfera mentale è generalmente la prima a giovarsi delle cure omeopatiche, e quindi ad avere comunque dei miglioramenti, magari non definitivi, ma sensibili. Se ciò non avviene due sono essenzialmente le cause: il rimedio somministrato non è quello adeguato, o non lo è la sua potenza, oppure esistono circostanze di blocco all’azione del rimedio che vanno rimosse.


Volevo avere un consiglio circa il prodotto omeopatico migliore da utilizzare in caso di attacco di panico con depersonalizzazione e paura di morire, mi ero già rivolto ad un omeopata che mi aveva consigliato l'Anacardium 1000k, ma non ho ottenuto grandi risultati. Confido nella vostra preparazione e aspetto risposta, ovviamente con ansia'span>

L'omeopatia basa la sua efficacia terapeutica sulla possibilità di personalizzare la cura, in altre parole mira sempre a trattare nella sua globalità il malato affetto da una determinata malattia, della quale ricerca altresì caratteri peculiari, che la distinguano da quadri patologici simili di altre persone. In questo approccio si presenta come diametralmente opposta al tentativo della medicina accademica di classificare e omologare pazienti affetti da disturbi simili, e questo anche proprio per la necessità terapeutica, e farmacologica, di utilizzare nella maggior parte dei casi uno o pochi principi uguali per tutti. Per quanto dettole è ovvio che nei disturbi a tendenza cronica-recidivante, esattamente come il suo, non è possibile fornirle l’indicazione di alcun rimedio solo in base al nome della malattia da lei sofferto, mentre è necessario un esame medico molto più approfondito dell’usuale, per passare dalla diagnosi di malattia a quella di malato, e individuare così il rimedio adatto al suo specifico caso'span>


Vorrei sapere se esiste un rimedio omeopatico davvero efficace per Fibromialgia, che mi affligge da diversi anni, con dolori in tutto il corpo, ma che si concentrano prevalentemente alla testa, collo, tratto lombosacrale e coccige . Sono anche in premenopausa, con sintomi di ritenzione idrica, aumento ponderale e vampate di calore'span>

Il suo quadro clinico è, da quello che si deduce dalla sua, un po' datato nel tempo e ora complicato dalla comparsa di nuovi sintomi in relazione al suo attuale stato di premenopausa. In simili circostanze, omeopaticamente parlando, non è possibile indicarle un rimedio veramente efficace, in quanto questo, per essere tale, deve essere personalizzato il più possibile sulle sue caratteristiche individuali, che la differenziano da quelle di altre persone con la sua stessa malattia. Solo in questa maniera il rimedio agirà in maniera causale, e potrà modificare progressivamente, e sensibilmente, in meglio i suoi disturbi. Peraltro inizialmente la terapia dovrà anche focalizzarsi sui sintomi più recenti, altrimenti quelli di vecchia data non ne trarranno l'opportuna efficacia'span>


Volevo un piccolo consiglio io spesso digrigno i denti, e tendo a buttare tutto dentro, c'è qualcosa che posso assumere come rimedio omeopatico?

In omeopatia per ottenere risultati efficaci, durevoli, e privi di effetti collaterali, è necessario sottoporsi ad una valutazione preliminare di tutto il suo organismo, questo per arrivare a comprendere l’origine personale dei disturbi che lei cita nella sua, e trattare questa, al fine di eliminarne, appunto, anche le cause da cui hanno origine. Qualsiasi approccio solo sintomatico, infatti, avrebbe solo e sempre un’azione meramente palliativa e mai risolutiva, esponendola anche alla possibile comparsa di possibili effetti collaterali provocati dall’eccessiva ripetizione nel tempo dei rimedi omeopatici. Le ricordo, infatti, che il termine omeopatia significa la stessa patologia, ovvero il rimedio viene somministrato, in maniera terapeutica, su sintomi desunti dalla sua ripetuta somministrazione su individui precedentemente sani'span>


Ho circa 30 anni, e volevo chiedere consiglio su come riuscire a risolvere, o almeno diminuire il problema di forte ansia che ho già da anni: la cosa molto grave è che somatizzo fortemente e in due modi, il primo con delle vistose chiazze rosse su viso, collo, petto e calore e contemporaneamente una diarrea fulminea. Tutto questo ormai è diventato un circolo vizioso che si ripresenta puntuale: è’ sufficiente una novità (anche bella) o un momento di disagio. Preferirei trovare un miglioramento utilizzando delle sostanze naturali, cosa posso assumere? Dopo quanto tempo è possibile notare dei miglioramenti? Purtroppo per problemi economici non posso permettermi tante visite da omeopati o fitoterapeuti privati, e quindi ho paura di non riuscire mai a risolvere il problema'span>

Il suo problema può affrontarsi e risolversi solo attraverso uno studio approfondito e minuzioso del suo organismo in cui disturbi da lei riferiti, che sono l'espressione somatica della sua emotività, siano compresi unitamente ad altri, capaci di evidenziare le motivazioni più profonde che le provocano simili reazioni. Uno studio simile, però, può realizzarsi solo attraverso un colloquio protratto: solo una cura radicale, infatti, e non semplicemente sintomatica, è in grado di evitare progressivamente il ripetersi delle manifestazioni, e permetterle così di affrontare con la giusta naturalezza circostanze e situazioni che attualmente le provocano disagio'span>


In quali casi di ansia conviene prendere il rimedio Gelsemium ed in quali l'Argentum Nitricum?

Entrambi i tipi di rimedi sono indicati, tra le altre cose, per l'ansia di anticipazione, cioè quello stato di tensione, spropositato, che si verifica prima di un esame, di una prestazione importante, di un incontro, ecc. I due rimedi si differenziano essenzialmente perché Gelsemium è più indicato nelle persone brevilinee e tendenti al sovrappeso, Argentum Nitricum nei longilinei tendenti al dimagrimento; Gelsemium in presenza di questo tipo di ansia presenta uno stato di obnubilamento cerebrale, associato a debolezza degli arti inferiori e sensazione diffusa ed oggettiva di tremore; Argentum decisamente più agitato è caloroso, presenta una tipica diarrea in corrispondenza di situazioni stressanti, ed è in generale impaziente e frettoloso'span>


Soffro di mania ossessiva compulsiva: penso sempre che possa accadere qualcosa a mio figlio, e mi preoccupo anche per un semplice colpo di tosse o uno starnuto. Ci sono rimedi in grado di aiutarmi? Mi hanno consigliato Natrum Muriaticum, Arsenicum Album e Nux Vomica'span>

Il sintomo che lei riferisce è un sintomo che origina da una modificazione del corretto funzionamento del suo organismo, che reagisce sempre, come una cosa sola di mente e corpo, a qualsiasi stimolo esterno, ambientale, microbiologico o sociale. Il fatto che il suo disturbo, poi, sia ad andamento cronico-recidivante, implica che tale disordine funzionale, per effetto di stress, traumi avversi, condizionamenti educativi o ambientali, si è ben radicato nella sua persona, e quindi si ripresenta con frequenza come una sua personale maniera di reagire. Per questi motivi è possibili pervenire ad un rimedio adatto a lei, e personalizzato, solo attraverso una visita preliminare che valuterà circostanze genetiche e situazionali che hanno favorito l’insorgenza e la permanenza del disturbo, oltre a tutta una serie di sintomi, che si associano a quelli da lei descritti nella sua, e che nel loro insieme costituiscono gli aspetti da curare nella sua persona unitamente a quello mentale. In questa maniera la terapia si rivelerà oltre che personalizzata anche causale, e proprio per questo sarà in grado di risolvere progressivamente, e definitivamente, il suo malessere'span>


Sono un insegnante di yoga e di reiki: ho dato una mano ad una mia cara amica che soffre di ansia, depressione e attacchi di panico. Da molto tempo è in cura da una psicologa, e prende psico-farmaci. Il livello di intossicazione è ormai alto, ed io che la seguo da tempo, la vedo stare sempre peggio. Volevo un consiglio, prima di indirizzarla da voi: per un soggetto ormai cosi cristallizzato, l’omeopatia può avere, come io penso, una risposta positiva?

La cristallizzazione è proprio la conseguenza della radicalizzazione, in senso esistenziale, della patologia della sua amica, e lo scopo di una corretta terapia omeopatica non è semplicemente quello di attenuare o sopprimere un sintomo, ma di agire in profondità, in modo da liberare progressivamente la persona da disturbi ormai radicati, e interferenti con un’esistenza ottimale, verso cui l’organismo al tempo stesso è sollecitato dalla sua naturale tendenza a riportarsi in salute. Logicamente tanto più è radicata una patologia, e complicata nel tempo da interventi farmacologici che bloccano i sintomi, ma non li guariscono, tanto maggiore sarà il tempo di adesione alla terapia che si richiederà alla paziente, che tuttavia in tale tempo osserverà un progressivo miglioramento dei suoi disturbi, associato alla riduzione, sempre più cospicua, della quota di farmaci assunta'span>


Soffro da qualche tempo d'insicurezza e sono ossessiva. Non riesco a vedere il bene e sono piuttosto negativa su tutto: vedo il male dappertutto! Ad esempio: ho un ragazzo che mi ama, ma io ho sempre paura di perderlo e vivo nell'ossessione che si possa innamorare di un'altra e lasciarmi, e così rischio di stancarlo e di farlo davvero scappare. Me ne rendo conto perfettamente, purtroppo non ne posso fare a meno, è più forte di me vedere il male in ogni cosa. Se avete un qualche rimedio da consigliarmi rispondetemi al più presto'span>

La cronicità del suo disturbo ci indica che, nonostante il suo sforzo e la comprensione critica dell'infondatezza dei suoi dubbi, non riesce a modificare l'orientamento del suo pensiero, ed anzi rischia di distruggere il sentimento che la lega al suo ragazzo per effetto di un pensiero sicuramente troppo negativo. In queste circostanze non è possibile indicarle un rimedio semplice che possa rapidamente e facilmente lenire le sue sofferenze, in quanto è necessario effettuare un esame attento della sua personalità per verificare dove si vadano effettivamente a generare queste idee che tanto la ossessionano e le rendono difficile il proseguimento della sua storia, e come mai, pur essendo conscia della poca ragionevolezza di esse, non riesce ad uscirne da sola. Per far questo è necessario effettuare una visita accurata per individuare nel suo vissuto le possibili cause che possano giustificare un simile atteggiamento mentale, e sottoporla ad un esame attento dei suoi organi ed apparati per capire come mai non riesce a venirne fuori autonomamente. Solo al termine di un'indagine così minuziosa sarà possibile individuare il rimedio più adatto al suo specifico caso, capace cioè di sostenerla nel suo sforzo, attualmente insufficiente, di superare il disagio che tanto la assilla'span>


Da alcuni mesi ero particolarmente ansioso, diciamo col "fiato corto", per cui mi sono recato in erboristeria e mi è stato consigliato un prodotto grazie al quale la situazione è migliorata. Terminato l'utilizzo della sostanza, il problema si è ripresentato ed è culminato in una sera in cui ho avuto l'assoluta sensazione di non riuscire più a respirare e una forte oppressione al petto. Sono corso al pronto soccorso dove mi è stato diagnosticato un attacco di panico. La stessa cosa si è ripetuta dopo una settimana. Mi sono stati prescritti dei farmaci tradizionali che però io non voglio assumere. Ora, sempre con l'aiuto del prodotto erboristico, sto cercando di uscirne da solo, ma vedo che non riesco a star bene, ho un continuo fiato corto, sensazione di non respirare, oppressione al petto con la sensazione di smettere di respirare da un minuto all'altro.La sensazione aumenta durante i pasti e la sera. Non è proprio un bel vivere. Mi può dare dei concreti consigli?

Il prodotto erboristico che lei sta assumendo, ha semplicemente lo scopo di alleviare i fastidiosi sintomi, ma non è assolutamente in grado di guarirli, così come non lo sarebbero neanche i farmaci tradizionali che le sono stati consigliati, e questo semplicemente perché, in entrambi i casi, si tratta di sostanze ad azione sintomatica, che non sono in grado in pratica di intervenire sulle cause effettive che hanno determinato l'insorgere ed il perpetuarsi dei suoi disturbi. Solo una corretta terapia omeopatica, invece, capace di agire su quelle modificazioni della fisiologia del suo organismo che la portano a reagire spropositatamente in determinate situazioni, è in grado, per l'appunto, di eliminare progressivamente le cause dei suoi disagi, e di risolverli così, come effetto del progressivo ritorno a quell'armonia funzionale del suo organismo, la cui perturbazione, all'opposto, ha determinato l'insorgenza e il ripetersi degli attacchi.


Da molti anni sono affetta da una forma di cefalea, che i medici hanno definito di origine muscolo-tensiva. Nel corso di questi anni ho assunto diversi tipi di farmaci, ma dopo un iniziale miglioramento ne ho constatato la progressiva inefficacia. Vorrei sapere se esistono rimedi omeopatici in grado di risolvere il mio problema.

La cefalea muscolo-tensiva è la localizzazione sicuramente più evidente e per lei fastidiosa di uno stato di tensione emotiva, di irritabilità, di insicurezza costante, di paura irrazionale e via di seguito, che coinvolge tutto il suo organismo. Le ho fatto solo alcuni esempi per farle comprendere che, se non riesce a modificare la sua reattività alle difficoltà della vita, potrà anche trovare parziale sollievo dai suoi sintomi, ma prima o poi questi torneranno a farsi sentire, e tutto questo perché la terapia non ha individuato il nucleo centrale e determinante del suo problema. In omeopatia per ognuna delle reazioni e delle sensazioni sopra riferite c'è un rimedio diverso, che, opportunamente e ripetutamente somministrato, è in grado di sradicare progressivamente l'aspetto emotivo dominante che condiziona tutto il suo vissuto e si materializza in un disturbo locale che, a sua volta, crea ulteriori disagi. Per riuscire a comprendere con precisione cosa determina la sua sofferenza e come il suo organismo in toto ne risulta stabilmente perturbato, sicuramente con altri sintomi che investono il suo carattere, gli altri apparati, e le sue reazioni alle diverse condizioni ambientali, è necessario effettuare una visita il più possibilmente accurata, che permetterà di individuare con la massima precisione il rimedio più adatto a curare il suo attuale stato di salute psicofisica.


Mio marito ha frequenti mal di testa con capogiri e sensazioni di pesantezza, in passato ha sofferto di attacchi di panico: ha fatto analisi del sangue (tutto nella norma), gastroscopia (gli hanno trovato un reflusso gastroenterico), visita oculistica (tutto nelle norma),visita neurologica (gli ha prescritto delle gocce per il mal di testa e di proseguire con la cura per gli attacchi di panico). Secondo me, prende troppi medicinali, tutti i giorni aspirina effervescente, pastiglie per il reflusso gastroenterico, le gocce per il mal di testa e le pastiglie di seropram 40 mg; inoltre fa un lavoro impegnativo ed è una persona piuttosto nervosa. Esiste una cura meno invasiva... sono preoccupata per gli effetti a lungo termine dei farmaci, e vorrei aiutarlo a diminuirne il dosaggio'span>

L'omeopatia è certamente una cura capace di rispettare al meglio la naturale complessità dell'essere umano, e quindi, come nel caso di suo marito, di riuscire a trattare tutti i disturbi nel rispetto della comprensione unitaria dell'intero organismo. Questo approccio, inoltre, permetterà di comprendere le motivazioni profonde che stanno alla base dei singoli malesseri, e di trattarne in questa maniera le cause, così da risolverli progressivamente senza la necessità di ripetere indefinitamente uno stesso farmaco che ha fatto effetto, ma che in questa maniera graverà inevitabilmente di effetti collaterali l'organismo di suo marito.


Volevo chiederle se esiste un rimedio omeopatico per prevenire le crisi epilettiche. Il mio caso è abbastanza complesso in quanto in venti anni ho avuto solo 5 episodi e sempre a seguito di carichi di stress notevoli. Ho eseguito tutti gli accertamenti, quali risonanza magnetica, EEG e non emerge niente se non qualche piccola alterazione dall'EEG che non si presenta tutte le volte che lo eseguo. Ad ogni modo sono trattata con farmaci antiepilettici, che non mi danno fastidi ma sono consapevole che sono dei veleni. Vorrei che lei mi suggerisse delle valide alternative.

Dal momento che la sua patologia ha comunque un andamento cronico-recidivante, non mi è possibile indicarle un semplice sintomatico, in quanto il periodico ritorno dei sintomi, anche se sporadico, indica uno stato di predisposizione conseguenza di una modificazione permanente della naturale fisiologia del suo organismo. Per comprendere questo disordine dei suoi processi vitali, che si evidenzia sì tramite una patologia apparentemente localizzata, ma che interessa in toto il suo organismo, è necessario effettuare una visita accurata che indaghi sull'insieme dei sintomi, fisici, mentali e generali (le sue reazioni alle diverse condizioni atmosferiche ed ambientali) i quali, nel loro insieme, esprimono la disarmonia delle funzioni vitali, disarmonia che è l'unica cosa effettivamente da curare, per vedere ridursi progressivamente, fino a scomparire, il ripetersi dei disturbi semplicemente come effetto di un ritrovato ordine fisiologico generale.


Ho 30 anni, e soffro da diverso tempo di una grave forma di aftosi della mucosa della bocca, probabilmente causatami da stress. Ho fatto tutti gli accertamenti possibili, per controllare il sistema immunitario che è risultato in ordine. Anche lo stato di salute generale è buono. Ho già provato con delle cure omeopatiche, ma non hanno funzionato. L'unica cosa che funziona nel mio caso è il cortisone, ma non vorrei utilizzarlo con troppa frequenza, e quindi mi rivolgo a lei per un consiglio in merito a qualche rimedio alternativo.

La tendenza delle malattie a recidivare, indica sempre che l'organismo si trova in uno stato di suscettibilità permanente, in base al quale il più piccolo scarto dalla normalità causa subito una recrudescenza dei disturbi. Quando effettua la terapia con il cortisone lei cura l'effetto locale di questa sua suscettibilità ma non la suscettibilità stessa, che nell'organismo umano si esprime sempre per mezzo di un insieme di sintomi non solo fisici, ma contemporaneamente mentali e generali (le sue reazioni alle diverse condizioni ambientali ed atmosferiche), e che possono studiarsi solo attraverso una visita accurata. Curando gli effetti dell'alterazione funzionale della fisiologia del suo organismo, come lei stessa ha potuto costatare, dopo un apparente sollievo, il disturbo ha tendenza a ritornare, mentre risolvendo progressivamente lo squilibrio funzionale che lo genera, le recidive tenderanno a farsi sempre meno frequenti, fino a risolversi del tutto.


Una mia carissima amica ha accompagnato il marito ieri ad effettuare una gastroscopia e si è evidenziata un'ernia Jatale. Le ho consigliato di effettuare anche una visita da lei portando tutti gli accertamenti fatti. Voglia scusarmi, ma spero che l'omeopatia sia di aiuto anche in questo caso'span>

L'omeopatia è in grado di curare uno svariato numero di disturbi, compresi la maggior parte di quelli di origine gastrointestinale, che risentono quasi sempre dell'inevitabile quota di stress ed ansia che accompagnano quotidianamente la nostra esistenza, per cui in omeopatia la cura non sarà mai diretta al solo organo apparentemente interessato dalla malattia, nel caso del suo conoscente stomaco ed esofago, ma terrà sempre in considerazione, migliorandolo, lo stato emotivo e le motivazioni più profonde di questo, che hanno determinato la perturbazione funzionale dell'organismo e sostenuto così l'insorgere dei disturbi. è solo agendo in questo modo dunque, ovvero sulle cause effettive di qualsiasi disturbo a tendenza cronica-recidivante, che si potrà ottenere una guarigione al tempo stesso duratura e rispettosa della naturale fisiologia dell'organismo umano.


Esiste un qualche rimedio omeopatico capace di curare la fame nervosa?

L'omeopatia, nella sua forma più vera e più efficace, è una medicina olistica, capace cioè di rispettare l'essere umano nella sua naturale e indivisibile complessità psicofisica: pertanto ogni sintomo o disturbo viene sempre integrato in una totalità di altri sintomi – mentali, di reazione e fisici – che, nel loro insieme, esprimono il disordine funzionale di tutto l'organismo causa e motivo perdurante di ogni sintomatologia locale. Senza un simile approccio, dunque, non sarà mai possibile arrivare a trattare l'origine effettiva di ciò che maggiormente la fa soffrire, ed anzi qualsiasi terapia allopatica, così come omeopatica, che tentasse di curare unicamente il sintomo a cui lei fa riferimento nella sua, finirebbe per avere solo un'azione transitoriamente palliativa ma certamente mai risolutiva.


Soffro di una dermatite del viso (pelle che si screpola e prurito in particolare sulla fronte, sopracciglia e vicino al naso) e di una micosi del cuoio capelluto (forfora e forte prurito). Quest'ultimo pensavo di averlo risolto con degli shampoo, che mi erano stati prescritti dalla dermatologa, ma ora il problema si sta ripresentando. Per la dermatite, invece, mi aveva prescritto una crema, ma mi ha provocato allergia e non ho potuto più utilizzarla. Così per il momento sto usando una pomata alla calendula, che mi ha dato il farmacista, e la situazione è un po' migliorata, ma mi sembra non basti più. Penso che questi problemi che ho siano dovuti anche ad uno stato emotivo (ho 22 anni e soffro di stati d'ansia e di depressione), e per questo vorrei provare con l'omeopatia, perché so che agisce anche da questo punto di vista.

L'omeopatia mira a risolvere definitivamente proprie quelle affezioni come la sua, che hanno la tendenza a persistere nel tempo, e questo perché ne riconosce l'origine in una disarmonia funzionale di tutto l'organismo che coinvolge anche, come lei stessa ha giustamente notato, l'emotività della persona e la sua reattività ad ogni genere di stimolo esterno. Questa disarmonia funzionale ha predisposto il suo organismo ad ammalarsi, ma soprattutto non permette allo stesso di giungere spontaneamente a guarigione. In omeopatia ogni cura è strettamente individualizzata, ed è diretta a risolverne la condizione predisponente, che è diversa in individui affetti da una stessa patologia. In questo senso la terapia è causale e non semplicemente sintomatica, e proprio per questo ha la possibilità, nel rispetto dei modi e dei tempi propri della metodica, di guarire definitivamente numerosi disturbi, che con la medicine tradizionali spesso non è possibile risolvere del tutto.


Sono una ragazza di poco più di 20 anni, e 5 mesi fa ho perso una zia, per infarto, alla quale ero molto legata. Dopo una settimana ho iniziato ad avere tachicardia, curata per 10 gg con Lexotan. Poi sono stata abbastanza bene per circa 2 mesi, anche se spesso avevo mal di stomaco, ma pensavo fosse dovuto ad altro, e solo adesso mi rendo conto che invece era tutta questione di ansia. A marzo, infatti, l'ansia è tornata forte come prima, ho sempre lo stomaco chiuso, questa volta, pero, mi sento anche distrutta psicologicamente, e per questo sto andando da una psicoterapeuta. Secondo lei andando da un omeopata, posso guarire?A me adesso come adesso interessa maggiormente il discorso psicologico: ho mille paure, e la piu' grossa è che possa succedere qualcosa ai miei genitori; in realtà questa paura l'avevo già prima che accadesse di mia zia, ma in modo molto più lieve.


L'omeopatia agisce sempre sulla persona nel rispetto della sua naturale complessità psicofisica, almeno nella sua versione più rigorosa, che è quella cosiddetta unicista. Questo temine, infatti, sta a significare che la terapia deve adattarsi alla persona, intesa come essere unitario di psiche e soma, che si ammala sempre come conseguenza di uno squilibrio organico coinvolgente, appunto, l'organismo nella sua globalità. Proprio per questo motivo, per guarire il suo stato attuale, e particolarmente la condizione scatenante di queste sue ansie e paure, si affidi con fiducia all'omeopatia, e a quella unicista in particolare, in quanto è la terapia sicuramente più in grado di rispettare la sua natura, così tanto perturbata in questa fase della sua esistenza.


Sono un ragazzo di poco più di trent'anni anni, e la contatto per questo motivo: dall'età di 15 anni soffro di ansia generalizzata "curata" per diversi anni con ansiolitici prima e anti-depressivi di ultima generazione poi, ma senza ottenere miglioramenti duraturi, ed anzi peggiorando la situazione in seguito allo stabilirsi di un circolo vizioso (assuefazione e dipendenza da tali sostanze). Due anni fa, stufo di dover dipendere da tali sostanze, ho deciso di disintossicarmi da questi farmaci. è stata dura ma non rimpiango assolutamente la scelta fatta anzi, se potessi tornare in dietro non inizierei mai e poi mai ad assumerli. Il mio sistema nervoso però non è uscito indenne da tutto questo, è diventato ultra sensibile. Basta un piccolo evento fuori dal normale per mettermi in ansia, non posso bere un caffè che mi si scatena subito la tachicardia, idem se fumo una sigaretta. Insomma a qualsiasi sostanza eccitante o a qualsiasi situazione leggermente stressante, il mio sistema nervoso reagisce in maniera esagerata, regalandomi uno stato di tensione costante che poi mi provoca spossatezza e tensione cervicale (è come se avessi la testa fasciata con una benda elastica stretta). Su consiglio del mio farmacista sto assumendo un prodotto omeopatico da tre mesi (L72 della Lhening 20 gocce) ma non ho notato grandi miglioramenti. Le chiedevo se può indicarmi una cura (rigorosamente omeopatica o naturale) che mi aiuti a stare più rilassato ma soprattutto, sempre se è possibile, che col tempo possa aiutarmi a rafforzare il mio sistema nervoso, e a renderlo meno sensibile'span>

In un caso come il suo una cura omeopatica, per essere efficace, deve essere strettamente individualizzata, nel senso che deve curare non solo gli effetti più evidenti della sua ipersensibilità, comuni a molte altre persone con la sua stessa malattia, bensì le condizioni predisponenti e specifiche del suo organismo che permettono ai sintomi di ripresentarsi costantemente, e le impediscono di giungere ad una guarigione definitiva e soddisfacente. Le cause di questa sua personale predisposizione ai disturbi che lamenta sono da ricercare in parte nell'ereditarietà genetica, e in parte nelle situazioni socio-ambientali proprie della sua esistenza, a cominciare dalle sue relazioni con i genitori. Solo così sarà possibile agire omeopaticamente alla radice, e giungere a modificare drasticamente la sua abnorme reattività a stimoli di ogni genere.

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