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FAQ (Frequently Asked Questions)
 - Omeopatia per l'ansia
 


Soffro da qualche tempo d’insicurezza e sono ossessiva. Non riesco a vedere il bene e sono piuttosto negativa su tutto: vedo il male dappertutto! Ad esempio: ho un ragazzo che mi ama, ma io ho sempre paura di perderlo e vivo nell'ossessione che si possa innamorare di un'altra e lasciarmi, e così rischio di stancarlo e di farlo davvero scappare. Me ne rendo conto perfettamente, purtroppo non ne posso fare a meno, è più forte di me vedere il male in ogni cosa. Se avete un qualche rimedio da consigliarmi rispondetemi al più presto.

La cronicità del suo disturbo ci indica che, nonostante il suo sforzo e la comprensione critica dell'infondatezza dei suoi dubbi, non riesce a modificare l'orientamento del suo pensiero, ed anzi rischia di distruggere il sentimento che la lega al suo ragazzo per effetto di un pensiero sicuramente troppo negativo. In queste circostanze non è possibile indicarle un rimedio semplice che possa rapidamente e facilmente lenire le sue sofferenze, in quanto è necessario effettuare un esame attento della sua personalità per verificare dove si vadano effettivamente a generare queste idee che tanto la ossessionano e le rendono difficile il proseguimento della sua storia, e come mai, pur essendo conscia della poca ragionevolezza di esse, non riesce ad uscirne da sola. Per far questo è necessario effettuare una visita accurata per individuare nel suo vissuto le possibili cause che possano giustificare un simile atteggiamento mentale, e sottoporla ad un esame attento dei suoi organi ed apparati per capire come mai non riesce a venirne fuori autonomamente. Solo al termine di un’indagine così minuziosa sarà possibile individuare il rimedio più adatto al suo specifico caso, capace cioè di sostenerla nel suo sforzo, attualmente insufficiente, di superare il disagio che tanto la assilla.


Da alcuni mesi ero particolarmente ansioso, diciamo col "fiato corto", per cui mi sono recato in erboristeria e mi è stato consigliato un prodotto grazie al quale la situazione è migliorata. Terminato l'utilizzo della sostanza, il problema si è ripresentato ed è culminato in una sera in cui ho avuto l'assoluta sensazione di non riuscire più a respirare e una forte oppressione al petto. Sono corso al pronto soccorso dove mi è stato diagnosticato un attacco di panico. La stessa cosa si è ripetuta dopo una settimana. Mi sono stati prescritti dei farmaci tradizionali che però io non voglio assumere. Ora, sempre con l'aiuto del prodotto erboristico, sto cercando di uscirne da solo, ma vedo che non riesco a star bene, ho un continuo fiato corto, sensazione di non respirare, oppressione al petto con la sensazione di smettere di respirare da un minuto all'altro.La sensazione aumenta durante i pasti e la sera. Non è proprio un bel vivere. Mi può dare dei concreti consigli?

Il prodotto erboristico che lei sta assumendo, ha semplicemente lo scopo di alleviare i fastidiosi sintomi, ma non è assolutamente in grado di guarirli, così come non lo sarebbero neanche i farmaci tradizionali che le sono stati consigliati, e questo semplicemente perché, in entrambi i casi, si tratta di sostanze ad azione sintomatica, che non sono in grado in pratica di intervenire sulle cause effettive che hanno determinato l’insorgere ed il perpetuarsi dei suoi disturbi. Solo una corretta terapia omeopatica, invece, capace di agire su quelle modificazioni della fisiologia del suo organismo che la portano a reagire spropositatamente in determinate situazioni, è in grado, per l’appunto, di eliminare progressivamente le cause dei suoi disagi, e di risolverli così, come effetto del progressivo ritorno a quell’armonia funzionale del suo organismo, la cui perturbazione, all’opposto, ha determinato l’insorgenza e il ripetersi degli attacchi.


Da molti anni sono affetta da una forma di cefalea, che i medici hanno definito di origine muscolo-tensiva. Nel corso di questi anni ho assunto diversi tipi di farmaci, ma dopo un iniziale miglioramento ne ho constatato la progressiva inefficacia. Vorrei sapere se esistono rimedi omeopatici in grado di risolvere il mio problema.

La cefalea muscolo-tensiva è la localizzazione sicuramente più evidente e per lei fastidiosa di uno stato di tensione emotiva, di irritabilità, di insicurezza costante, di paura irrazionale e via di seguito, che coinvolge tutto il suo organismo. Le ho fatto solo alcuni esempi per farle comprendere che, se non riesce a modificare la sua reattività alle difficoltà della vita, potrà anche trovare parziale sollievo dai suoi sintomi, ma prima o poi questi torneranno a farsi sentire, e tutto questo perché la terapia non ha individuato il nucleo centrale e determinante del suo problema. In omeopatia per ognuna delle reazioni e delle sensazioni sopra riferite c’è un rimedio diverso, che, opportunamente e ripetutamente somministrato, è in grado di sradicare progressivamente l’aspetto emotivo dominante che condiziona tutto il suo vissuto e si materializza in un disturbo locale che, a sua volta, crea ulteriori disagi. Per riuscire a comprendere con precisione cosa determina la sua sofferenza e come il suo organismo in toto ne risulta stabilmente perturbato, sicuramente con altri sintomi che investono il suo carattere, gli altri apparati, e le sue reazioni alle diverse condizioni ambientali, è necessario effettuare una visita il più possibilmente accurata, che permetterà di individuare con la massima precisione il rimedio più adatto a curare il suo attuale stato di salute psicofisica.


Mio marito ha frequenti mal di testa con capogiri e sensazioni di pesantezza, in passato ha sofferto di attacchi di panico: ha fatto analisi del sangue (tutto nella norma), gastroscopia (gli hanno trovato un reflusso gastroenterico), visita oculistica (tutto nelle norma),visita neurologica (gli ha prescritto delle gocce per il mal di testa e di proseguire con la cura per gli attacchi di panico). Secondo me, prende troppi medicinali, tutti i giorni aspirina effervescente, pastiglie per il reflusso gastroenterico, le gocce per il mal di testa e le pastiglie di seropram 40 mg; inoltre fa un lavoro impegnativo ed è una persona piuttosto nervosa. Esiste una cura meno invasiva... sono preoccupata per gli effetti a lungo termine dei farmaci, e vorrei aiutarlo a diminuirne il dosaggio.

L’omeopatia è certamente una cura capace di rispettare al meglio la naturale complessità dell’essere umano, e quindi, come nel caso di suo marito, di riuscire a trattare tutti i disturbi nel rispetto della comprensione unitaria dell’intero organismo. Questo approccio, inoltre, permetterà di comprendere le motivazioni profonde che stanno alla base dei singoli malesseri, e di trattarne in questa maniera le cause, così da risolverli progressivamente senza la necessità di ripetere indefinitamente uno stesso farmaco che ha fatto effetto, ma che in questa maniera graverà inevitabilmente di effetti collaterali l’organismo di suo marito.


Volevo chiederle se esiste un rimedio omeopatico per prevenire le crisi epilettiche. Il mio caso è abbastanza complesso in quanto in venti anni ho avuto solo 5 episodi e sempre a seguito di carichi di stress notevoli. Ho eseguito tutti gli accertamenti, quali risonanza magnetica, EEG e non emerge niente se non qualche piccola alterazione dall’EEG che non si presenta tutte le volte che lo eseguo. Ad ogni modo sono trattata con farmaci antiepilettici, che non mi danno fastidi ma sono consapevole che sono dei veleni. Vorrei che lei mi suggerisse delle valide alternative.

Dal momento che la sua patologia ha comunque un andamento cronico-recidivante, non mi è possibile indicarle un semplice sintomatico, in quanto il periodico ritorno dei sintomi, anche se sporadico, indica uno stato di predisposizione conseguenza di una modificazione permanente della naturale fisiologia del suo organismo. Per comprendere questo disordine dei suoi processi vitali, che si evidenzia sì tramite una patologia apparentemente localizzata, ma che interessa in toto il suo organismo, è necessario effettuare una visita accurata che indaghi sull’insieme dei sintomi, fisici, mentali e generali (le sue reazioni alle diverse condizioni atmosferiche ed ambientali) i quali, nel loro insieme, esprimono la disarmonia delle funzioni vitali, disarmonia che è l’unica cosa effettivamente da curare, per vedere ridursi progressivamente, fino a scomparire, il ripetersi dei disturbi semplicemente come effetto di un ritrovato ordine fisiologico generale.


Ho 30 anni, e soffro da diverso tempo di una grave forma di aftosi della mucosa della bocca, probabilmente causatami da stress. Ho fatto tutti gli accertamenti possibili, per controllare il sistema immunitario che è risultato in ordine. Anche lo stato di salute generale è buono. Ho già provato con delle cure omeopatiche, ma non hanno funzionato. L'unica cosa che funziona nel mio caso è il cortisone, ma non vorrei utilizzarlo con troppa frequenza, e quindi mi rivolgo a lei per un consiglio in merito a qualche rimedio alternativo.

La tendenza delle malattie a recidivare, indica sempre che l'organismo si trova in uno stato di suscettibilità permanente, in base al quale il più piccolo scarto dalla normalità causa subito una recrudescenza dei disturbi. Quando effettua la terapia con il cortisone lei cura l'effetto locale di questa sua suscettibilità ma non la suscettibilità stessa, che nell'organismo umano si esprime sempre per mezzo di un insieme di sintomi non solo fisici, ma contemporaneamente mentali e generali (le sue reazioni alle diverse condizioni ambientali ed atmosferiche), e che possono studiarsi solo attraverso una visita accurata. Curando gli effetti dell'alterazione funzionale della fisiologia del suo organismo, come lei stessa ha potuto costatare, dopo un apparente sollievo, il disturbo ha tendenza a ritornare, mentre risolvendo progressivamente lo squilibrio funzionale che lo genera, le recidive tenderanno a farsi sempre meno frequenti, fino a risolversi del tutto.


Una mia carissima amica ha accompagnato il marito ieri ad effettuare una gastroscopia e si è evidenziata un’ernia Jatale. Gli ho consigliato di effettuare anche una visita da lei portando tutti gli accertamenti fatti. Voglia scusarmi, ma spero che l'omeopatia sia di aiuto anche in questo caso.

L'omeopatia è in grado di curare uno svariato numero di disturbi, compresi la maggior parte di quelli di origine gastrointestinale, che risentono quasi sempre dell'inevitabile quota di stress ed ansia che accompagnano quotidianamente la nostra esistenza, per cui in omeopatia la cura non sarà mai diretta al solo organo apparentemente interessato dalla malattia, nel caso del suo conoscente stomaco ed esofago, ma terrà sempre in considerazione, migliorandolo, lo stato emotivo e le motivazioni più profonde di questo, che hanno determinato la perturbazione funzionale dell'organismo e sostenuto così l'insorgere dei disturbi. E' solo agendo in questo modo dunque, ovvero sulle cause effettive di qualsiasi disturbo a tendenza cronica-recidivante, che si potrà ottenere una guarigione al tempo stesso duratura e rispettosa della naturale fisiologia dell'organismo umano.

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