Volevo avere un consiglio circa il prodotto omeopatico migliore da utilizzare in caso di attacco di panico con depersonalizzazione e paura di morire, mi ero già rivolto ad un omeopata che mi aveva consigliato l'Anacardium 1000k, ma non ho ottenuto grandi risultati. Confido nella vostra preparazione e aspetto risposta, ovviamente con ansia.
L'omeopatia basa la sua efficacia terapeutica sulla possibilità di personalizzare la cura, in altre parole mira sempre a trattare nella sua globalità il malato affetto da una determinata malattia, della quale ricerca altresì caratteri peculiari, che la distinguano da quadri patologici simili di altre persone. In questo approccio si presenta come diametralmente opposta al tentativo della medicina accademica di classificare e omologare pazienti affetti da disturbi simili, e questo anche proprio per la necessità terapeutica, e farmacologica, di utilizzare nella maggior parte dei casi uno o pochi principi uguali per tutti. Per quanto dettole è ovvio che nei disturbi a tendenza cronica-recidivante, esattamente come il suo, non è possibile fornirle l’indicazione di alcun rimedio solo in base al nome della malattia da lei sofferto, mentre è necessario un esame medico molto più approfondito dell’usuale, per passare dalla diagnosi di malattia a quella di malato, e individuare così il rimedio adatto al suo specifico caso.
Vorrei sapere se esiste un rimedio omeopatico davvero efficace per Fibromialgia, che mi affligge da diversi anni, con dolori in tutto il corpo, ma che si concentrano prevalentemente alla testa, collo, tratto lombosacrale e coccige . Sono anche in premenopausa, con sintomi di ritenzione idrica, aumento ponderale e vampate di calore.
Il suo quadro clinico è, da quello che si deduce dalla sua, un po' datato nel tempo e ora complicato dalla comparsa di nuovi sintomi in relazione al suo attuale stato di premenopausa. In simili circostanze, omeopaticamente parlando, non è possibile indicarle un rimedio veramente efficace, in quanto questo, per essere tale, deve essere personalizzato il più possibile sulle sue caratteristiche individuali, che la differenziano da quelle di altre persone con la sua stessa malattia. Solo in questa maniera il rimedio agirà in maniera causale, e potrà modificare progressivamente, e sensibilmente, in meglio i suoi disturbi. Peraltro inizialmente la terapia dovrà anche focalizzarsi sui sintomi più recenti, altrimenti quelli di vecchia data non ne trarranno l'opportuna efficacia.
Volevo un piccolo consiglio io spesso digrigno i denti, e tendo a buttare tutto dentro, c'è qualcosa che posso assumere come rimedio omeopatico?
In omeopatia per ottenere risultati efficaci, durevoli, e privi di effetti collaterali, è necessario sottoporsi ad una valutazione preliminare di tutto il suo organismo, questo per arrivare a comprendere l’origine personale dei disturbi che lei cita nella sua, e trattare questa, al fine di eliminarne, appunto, anche le cause da cui hanno origine. Qualsiasi approccio solo sintomatico, infatti, avrebbe solo e sempre un’azione meramente palliativa e mai risolutiva, esponendola anche alla possibile comparsa di possibili effetti collaterali provocati dall’eccessiva ripetizione nel tempo dei rimedi omeopatici. Le ricordo, infatti, che il termine omeopatia significa la stessa patologia, ovvero il rimedio viene somministrato, in maniera terapeutica, su sintomi desunti dalla sua ripetuta somministrazione su individui precedentemente sani.
Ho circa 30 anni, e volevo chiedere consiglio su come riuscire a risolvere, o almeno diminuire il problema di forte ansia che ho già da anni: la cosa molto grave è che somatizzo fortemente e in due modi, il primo con delle vistose chiazze rosse su viso, collo, petto e calore e contemporaneamente una diarrea fulminea. Tutto questo ormai è diventato un circolo vizioso che si ripresenta puntuale: è’ sufficiente una novità (anche bella) o un momento di disagio. Preferirei trovare un miglioramento utilizzando delle sostanze naturali, cosa posso assumere? Dopo quanto tempo è possibile notare dei miglioramenti? Purtroppo per problemi economici non posso permettermi tante visite da omeopati o fitoterapeuti privati, e quindi ho paura di non riuscire mai a risolvere il problema.
Il suo problema può affrontarsi e risolversi solo attraverso uno studio approfondito e minuzioso del suo organismo in cui disturbi da lei riferiti, che sono l'espressione somatica della sua emotività, siano compresi unitamente ad altri, capaci di evidenziare le motivazioni più profonde che le provocano simili reazioni. Uno studio simile, però, può realizzarsi solo attraverso un colloquio protratto: solo una cura radicale, infatti, e non semplicemente sintomatica, è in grado di evitare progressivamente il ripetersi delle manifestazioni, e permetterle così di affrontare con la giusta naturalezza circostanze e situazioni che attualmente le provocano disagio.
In quali casi di ansia conviene prendere il rimedio Gelsemium ed in quali l'Argentum Nitricum?
Entrambi i tipi di rimedi sono indicati, tra le altre cose, per l'ansia di anticipazione, cioè quello stato di tensione, spropositato, che si verifica prima di un esame, di una prestazione importante, di un incontro, ecc. I due rimedi si differenziano essenzialmente perché Gelsemium è più indicato nelle persone brevilinee e tendenti al sovrappeso, Argentum Nitricum nei longilinei tendenti al dimagrimento; Gelsemium in presenza di questo tipo di ansia presenta uno stato di obnubilamento cerebrale, associato a debolezza degli arti inferiori e sensazione diffusa ed oggettiva di tremore; Argentum decisamente più agitato è caloroso, presenta una tipica diarrea in corrispondenza di situazioni stressanti, ed è in generale impaziente e frettoloso.
Soffro di mania ossessiva compulsiva: penso sempre che possa accadere qualcosa a mio figlio, e mi preoccupo anche per un semplice colpo di tosse o uno starnuto. Ci sono rimedi in grado di aiutarmi? Mi hanno consigliato Natrum Muriaticum, Arsenicum Album e Nux Vomica.
Il sintomo che lei riferisce è un sintomo che origina da una modificazione del corretto funzionamento del suo organismo, che reagisce sempre, come una cosa sola di mente e corpo, a qualsiasi stimolo esterno, ambientale, microbiologico o sociale. Il fatto che il suo disturbo, poi, sia ad andamento cronico-recidivante, implica che tale disordine funzionale, per effetto di stress, traumi avversi, condizionamenti educativi o ambientali, si è ben radicato nella sua persona, e quindi si ripresenta con frequenza come una sua personale maniera di reagire. Per questi motivi è possibili pervenire ad un rimedio adatto a lei, e personalizzato, solo attraverso una visita preliminare che valuterà circostanze genetiche e situazionali che hanno favorito l’insorgenza e la permanenza del disturbo, oltre a tutta una serie di sintomi, che si associano a quelli da lei descritti nella sua, e che nel loro insieme costituiscono gli aspetti da curare nella sua persona unitamente a quello mentale. In questa maniera la terapia si rivelerà oltre che personalizzata anche causale, e proprio per questo sarà in grado di risolvere progressivamente, e definitivamente, il suo malessere.
Sono un insegnante di yoga e di reiki: ho dato una mano ad una mia cara amica che soffre di ansia, depressione e attacchi di panico. Da molto tempo
è in cura da una psicologa, e prende psico-farmaci. Il livello di intossicazione
è ormai alto, ed io che la seguo da tempo, la vedo stare sempre peggio. Volevo un consiglio, prima di indirizzarla da voi: per un soggetto ormai cosi cristallizzato, l’omeopatia può avere, come io penso, una risposta positiva?
La cristallizzazione è proprio la conseguenza della radicalizzazione, in senso esistenziale, della patologia della sua amica, e lo scopo di una corretta terapia omeopatica non è semplicemente quello di attenuare o sopprimere un sintomo, ma di agire in profondità, in modo da liberare progressivamente la persona da disturbi ormai radicati, e interferenti con un’esistenza ottimale, verso cui l’organismo al tempo stesso è sollecitato dalla sua naturale tendenza a riportarsi in salute. Logicamente tanto più è radicata una patologia, e complicata nel tempo da interventi farmacologici che bloccano i sintomi, ma non li guariscono, tanto maggiore sarà il tempo di adesione alla terapia che si richiederà alla paziente, che tuttavia in tale tempo osserverà un progressivo miglioramento dei suoi disturbi, associato alla riduzione, sempre più cospicua, della quota di farmaci assunta.
Soffro da qualche tempo d'insicurezza e sono ossessiva. Non riesco a vedere il bene e sono piuttosto negativa su tutto: vedo il male dappertutto! Ad esempio: ho un ragazzo che mi ama, ma io ho sempre paura di perderlo e vivo nell'ossessione che si possa innamorare di un'altra e lasciarmi, e così rischio di stancarlo e di farlo davvero scappare. Me ne rendo conto perfettamente, purtroppo non ne posso fare a meno, è più forte di me vedere il male in ogni cosa. Se avete un qualche rimedio da consigliarmi rispondetemi al più presto.
La cronicità del suo disturbo ci indica che, nonostante il suo sforzo e la comprensione critica dell'infondatezza dei suoi dubbi, non riesce a modificare l'orientamento del suo pensiero, ed anzi rischia di distruggere il sentimento che la lega al suo ragazzo per effetto di un pensiero sicuramente troppo negativo. In queste circostanze non è possibile indicarle un rimedio semplice che possa rapidamente e facilmente lenire le sue sofferenze, in quanto è necessario effettuare un esame attento della sua personalità per verificare dove si vadano effettivamente a generare queste idee che tanto la ossessionano e le rendono difficile il proseguimento della sua storia, e come mai, pur essendo conscia della poca ragionevolezza di esse, non riesce ad uscirne da sola. Per far questo è necessario effettuare una visita accurata per individuare nel suo vissuto le possibili cause che possano giustificare un simile atteggiamento mentale, e sottoporla ad un esame attento dei suoi organi ed apparati per capire come mai non riesce a venirne fuori autonomamente. Solo al termine di un'indagine così minuziosa sarà possibile individuare il rimedio più adatto al suo specifico caso, capace cioè di sostenerla nel suo sforzo, attualmente insufficiente, di superare il disagio che tanto la assilla.
Da alcuni mesi ero particolarmente ansioso, diciamo col "fiato
corto", per cui mi sono recato in erboristeria e mi è stato
consigliato un prodotto grazie al quale la situazione è
migliorata. Terminato l'utilizzo della sostanza, il problema si è
ripresentato ed è culminato in una sera in cui ho avuto l'assoluta
sensazione di non riuscire più a respirare e una forte oppressione
al petto. Sono corso al pronto soccorso dove mi è stato
diagnosticato un
attacco di panico. La stessa cosa si è ripetuta
dopo una settimana. Mi sono stati prescritti dei farmaci
tradizionali che però io non voglio assumere. Ora, sempre con
l'aiuto del prodotto erboristico, sto cercando di uscirne da solo,
ma vedo che non riesco a star bene, ho un continuo fiato corto,
sensazione di non respirare, oppressione al petto con la
sensazione di smettere di respirare da un minuto all'altro.La
sensazione aumenta durante i pasti e la sera. Non è proprio un bel
vivere. Mi può dare dei concreti consigli?
Il prodotto erboristico che lei sta assumendo, ha semplicemente lo
scopo di alleviare i fastidiosi sintomi, ma non è assolutamente in
grado di guarirli, così come non lo sarebbero neanche i farmaci
tradizionali che le sono stati consigliati, e questo semplicemente
perché, in entrambi i casi, si tratta di sostanze ad azione
sintomatica, che non sono in grado in pratica di intervenire sulle
cause effettive che hanno determinato l'insorgere ed il
perpetuarsi dei suoi disturbi. Solo una corretta terapia
omeopatica, invece, capace di agire su quelle modificazioni della
fisiologia del suo organismo che la portano a reagire
spropositatamente in determinate situazioni, è in grado, per
l'appunto, di eliminare progressivamente le cause dei suoi disagi,
e di risolverli così, come effetto del progressivo ritorno a
quell'armonia funzionale del suo organismo, la cui perturbazione,
all'opposto, ha determinato l'insorgenza e il ripetersi degli
attacchi.
Da molti anni sono affetta da una forma di cefalea, che i medici hanno definito di origine muscolo-tensiva. Nel corso di questi anni ho assunto diversi tipi di farmaci, ma dopo un iniziale miglioramento ne ho constatato la progressiva inefficacia. Vorrei sapere se esistono rimedi omeopatici in grado di risolvere il mio problema.
La cefalea muscolo-tensiva è la localizzazione sicuramente più evidente e per lei fastidiosa di uno stato di tensione emotiva, di irritabilità, di insicurezza costante, di paura irrazionale e via di seguito, che coinvolge tutto il suo organismo. Le ho fatto solo alcuni esempi per farle comprendere che, se non riesce a modificare la sua reattività alle difficoltà della vita, potrà anche trovare parziale sollievo dai suoi sintomi, ma prima o poi questi torneranno a farsi sentire, e tutto questo perché la terapia non ha individuato il nucleo centrale e determinante del suo problema. In omeopatia per ognuna delle reazioni e delle sensazioni sopra riferite c'è un rimedio diverso, che, opportunamente e ripetutamente somministrato, è in grado di sradicare progressivamente l'aspetto emotivo dominante che condiziona tutto il suo vissuto e si materializza in un disturbo locale che, a sua volta, crea ulteriori disagi. Per riuscire a comprendere con precisione cosa determina la sua sofferenza e come il suo organismo in toto ne risulta stabilmente perturbato, sicuramente con altri sintomi che investono il suo carattere, gli altri apparati, e le sue reazioni alle diverse condizioni ambientali, è necessario effettuare una visita il più possibilmente accurata, che permetterà di individuare con la massima precisione il rimedio più adatto a curare il suo attuale stato di salute psicofisica.
Mio marito ha frequenti mal di testa con capogiri e sensazioni di pesantezza, in passato ha sofferto di attacchi di panico: ha fatto analisi del sangue (tutto nella norma), gastroscopia (gli hanno trovato un reflusso gastroenterico), visita oculistica (tutto nelle norma),visita neurologica (gli ha prescritto delle gocce per il mal di testa e di proseguire con la cura per gli attacchi di panico). Secondo me, prende troppi medicinali, tutti i giorni aspirina effervescente, pastiglie per il reflusso gastroenterico, le gocce per il mal di testa e le pastiglie di seropram 40 mg; inoltre fa un lavoro impegnativo ed
è una persona piuttosto nervosa. Esiste una cura meno invasiva... sono preoccupata per gli effetti a lungo termine dei farmaci, e vorrei aiutarlo a diminuirne il dosaggio.
L'omeopatia è certamente una cura capace di rispettare al meglio la naturale complessità dell'essere umano, e quindi, come nel caso di suo marito, di riuscire a trattare tutti i disturbi nel rispetto della comprensione unitaria dell'intero organismo. Questo approccio, inoltre, permetterà di comprendere le motivazioni profonde che stanno alla base dei singoli malesseri, e di trattarne in questa maniera le cause, così da risolverli progressivamente senza la necessità di ripetere indefinitamente uno stesso farmaco che ha fatto effetto, ma che in questa maniera graverà inevitabilmente di effetti collaterali l'organismo di suo marito.
Volevo chiederle se esiste un rimedio omeopatico per prevenire le crisi epilettiche. Il mio caso è abbastanza complesso in quanto in venti anni ho avuto solo 5 episodi e sempre a seguito di carichi di stress notevoli. Ho eseguito tutti gli accertamenti, quali risonanza magnetica, EEG e non emerge niente se non qualche piccola alterazione dall'EEG che non si presenta tutte le volte che lo eseguo. Ad ogni modo sono trattata con farmaci antiepilettici, che non mi danno fastidi ma sono consapevole che sono dei veleni. Vorrei che lei mi suggerisse delle valide alternative.
Dal momento che la sua patologia ha comunque un andamento cronico-recidivante, non mi è possibile indicarle un semplice sintomatico, in quanto il periodico ritorno dei sintomi, anche se sporadico, indica uno stato di predisposizione conseguenza di una modificazione permanente della naturale fisiologia del suo organismo. Per comprendere questo disordine dei suoi processi vitali, che si evidenzia sì tramite una patologia apparentemente localizzata, ma che interessa in toto il suo organismo, è necessario effettuare una visita accurata che indaghi sull'insieme dei sintomi, fisici, mentali e generali (le sue reazioni alle diverse condizioni atmosferiche ed ambientali) i quali, nel loro insieme, esprimono la disarmonia delle funzioni vitali, disarmonia che è l'unica cosa effettivamente da curare, per vedere ridursi progressivamente, fino a scomparire, il ripetersi dei disturbi semplicemente come effetto di un ritrovato ordine fisiologico generale.
Ho 30 anni, e soffro da diverso tempo di una grave forma di
aftosi
della mucosa della bocca, probabilmente causatami da stress. Ho
fatto tutti gli accertamenti possibili, per controllare il sistema
immunitario che è risultato in ordine. Anche lo stato di salute
generale è buono. Ho già provato con delle cure omeopatiche, ma non
hanno funzionato. L'unica cosa che funziona nel mio caso è il
cortisone, ma non vorrei utilizzarlo con troppa frequenza, e
quindi mi rivolgo a lei per un consiglio in merito a qualche
rimedio alternativo.
La tendenza delle malattie a recidivare, indica sempre che
l'organismo si trova in uno stato di suscettibilità permanente, in
base al quale il più piccolo scarto dalla normalità causa subito
una recrudescenza dei disturbi. Quando effettua la terapia con il
cortisone lei cura l'effetto locale di questa sua suscettibilità
ma non la suscettibilità stessa, che nell'organismo umano si
esprime sempre per mezzo di un insieme di sintomi non solo fisici,
ma contemporaneamente mentali e generali (le sue reazioni alle
diverse condizioni ambientali ed atmosferiche), e che possono
studiarsi solo attraverso una visita accurata. Curando gli effetti
dell'alterazione funzionale della fisiologia del suo organismo,
come lei stessa ha potuto costatare, dopo un apparente sollievo,
il disturbo ha tendenza a ritornare, mentre risolvendo
progressivamente lo squilibrio funzionale che lo genera, le
recidive tenderanno a farsi sempre meno frequenti, fino a
risolversi del tutto.
Una mia carissima amica ha accompagnato il marito ieri ad
effettuare una gastroscopia e si è evidenziata un'ernia
Jatale.
Gli ho consigliato di effettuare anche una visita da lei portando
tutti gli accertamenti fatti. Voglia scusarmi, ma spero che
l'omeopatia sia di aiuto anche in questo caso.
L'omeopatia è in grado di curare uno svariato numero di disturbi,
compresi la maggior parte di quelli di origine gastrointestinale,
che risentono quasi sempre dell'inevitabile quota di stress ed
ansia che accompagnano quotidianamente la nostra esistenza, per
cui in omeopatia la cura non sarà mai diretta al solo organo
apparentemente interessato dalla malattia, nel caso del suo
conoscente stomaco ed esofago, ma terrà sempre in considerazione,
migliorandolo, lo stato emotivo e le motivazioni più profonde di
questo, che hanno determinato la perturbazione funzionale
dell'organismo e sostenuto così l'insorgere dei disturbi. è solo
agendo in questo modo dunque, ovvero sulle cause effettive di
qualsiasi disturbo a tendenza cronica-recidivante, che si potrà
ottenere una guarigione al tempo stesso duratura e rispettosa
della naturale fisiologia dell'organismo umano.
Esiste un qualche rimedio omeopatico capace di curare la fame nervosa?
L'omeopatia, nella sua forma più vera e più efficace, è una medicina olistica, capace cioè di rispettare l'essere umano nella sua naturale e indivisibile complessità psicofisica: pertanto ogni sintomo o disturbo viene sempre integrato in una totalità di altri sintomi – mentali, di reazione e fisici – che, nel loro insieme, esprimono il disordine funzionale di tutto l'organismo causa e motivo perdurante di ogni sintomatologia locale. Senza un simile approccio, dunque, non sarà mai possibile arrivare a trattare l'origine effettiva di ciò che maggiormente la fa soffrire, ed anzi qualsiasi terapia allopatica, così come omeopatica, che tentasse di curare unicamente il sintomo a cui lei fa riferimento nella sua, finirebbe per avere solo un'azione transitoriamente palliativa ma certamente mai risolutiva.
Soffro di una dermatite del viso (pelle che si screpola e prurito in particolare sulla fronte, sopracciglia e vicino al naso) e di una micosi del cuoio capelluto (forfora e forte prurito). Quest'ultimo pensavo di averlo risolto con degli shampoo, che mi erano stati prescritti dalla dermatologa, ma ora il problema si sta ripresentando. Per la dermatite, invece, mi aveva prescritto una crema, ma mi ha provocato allergia e non ho potuto più utilizzarla. Così per il momento sto usando una pomata alla calendula, che mi ha dato il farmacista, e la situazione è un po' migliorata, ma mi sembra non basti più. Penso che questi problemi che ho siano dovuti anche ad uno stato emotivo (ho 22 anni e soffro di stati d'ansia e di depressione), e per questo vorrei provare con l'omeopatia,
perché so che agisce anche da questo punto di vista.
L'omeopatia mira a risolvere definitivamente proprie quelle affezioni come la sua, che hanno la tendenza a persistere nel tempo, e questo perché ne riconosce l'origine in una disarmonia funzionale di tutto l'organismo che coinvolge anche, come lei stessa ha giustamente notato, l'emotività della persona e la sua reattività ad ogni genere di stimolo esterno. Questa disarmonia funzionale ha predisposto il suo organismo ad ammalarsi, ma soprattutto non permette allo stesso di giungere spontaneamente a guarigione. In omeopatia ogni cura è strettamente individualizzata, ed è diretta a risolverne la condizione predisponente, che è diversa in individui affetti da una stessa patologia. In questo senso la terapia è causale e non semplicemente sintomatica, e proprio per questo ha la possibilità, nel rispetto dei modi e dei tempi propri della metodica, di guarire definitivamente numerosi disturbi, che con la medicine tradizionali spesso non è possibile risolvere del tutto.
Sono una ragazza di poco più di 20 anni, e 5 mesi fa ho perso una zia, per infarto, alla quale ero molto legata. Dopo una settimana ho iniziato ad avere tachicardia, curata per 10 gg con Lexotan. Poi sono stata abbastanza bene per circa 2 mesi, anche se spesso avevo mal di stomaco, ma pensavo fosse dovuto ad altro, e solo adesso mi rendo conto che invece era tutta questione di ansia. A marzo, infatti, l'ansia
è tornata forte come prima, ho sempre lo stomaco chiuso, questa volta, pero, mi sento anche distrutta psicologicamente, e per questo sto andando da una psicoterapeuta. Secondo lei andando da un omeopata, posso guarire?A me adesso come adesso interessa maggiormente il discorso psicologico: ho mille paure, e la
piu' grossa è che possa succedere qualcosa ai miei genitori; in realtà questa paura l'avevo già prima che accadesse di mia zia, ma in modo molto più lieve.
L'omeopatia agisce sempre sulla persona nel rispetto della sua naturale complessità psicofisica, almeno nella sua versione più rigorosa, che è quella cosiddetta unicista. Questo temine, infatti, sta a significare che la terapia deve adattarsi alla persona, intesa come essere unitario di psiche e soma, che si ammala sempre come conseguenza di uno squilibrio organico coinvolgente, appunto, l'organismo nella sua globalità. Proprio per questo motivo, per guarire il suo stato attuale, e particolarmente la condizione scatenante di queste sue ansie e paure, si affidi con fiducia all'omeopatia, e a quella unicista in particolare, in quanto è la terapia sicuramente più in grado di rispettare la sua natura, così tanto perturbata in questa fase della sua esistenza.
Sono un ragazzo di poco più di trent'anni anni, e la contatto per questo motivo: dall'età di 15 anni soffro di ansia generalizzata "curata" per diversi anni con ansiolitici prima e anti-depressivi di ultima generazione poi, ma senza ottenere miglioramenti duraturi, ed anzi peggiorando la situazione in seguito allo stabilirsi di un circolo vizioso (assuefazione e dipendenza da tali sostanze). Due anni fa, stufo di dover dipendere da tali sostanze, ho deciso di disintossicarmi da questi farmaci.
è stata dura ma non rimpiango assolutamente la scelta fatta anzi, se potessi tornare in dietro non inizierei mai e poi mai ad assumerli. Il mio sistema nervoso però non è uscito indenne da tutto questo, è diventato ultra sensibile. Basta un piccolo evento fuori dal normale per mettermi in ansia, non posso bere un caffè che mi si scatena subito la tachicardia, idem se fumo una sigaretta. Insomma a qualsiasi sostanza eccitante o a qualsiasi situazione leggermente stressante, il mio sistema nervoso reagisce in maniera esagerata, regalandomi uno stato di tensione costante che poi mi provoca spossatezza e tensione cervicale (è come se avessi la testa fasciata con una benda elastica stretta). Su consiglio del mio farmacista sto assumendo un prodotto omeopatico da tre mesi (L72 della Lhening 20 gocce) ma non ho notato grandi miglioramenti. Le chiedevo se può indicarmi una cura (rigorosamente omeopatica o naturale) che mi aiuti a stare più rilassato ma soprattutto, sempre se è possibile, che col tempo possa aiutarmi a rafforzare il mio sistema nervoso, e a renderlo meno sensibile.
In un caso come il suo una cura omeopatica, per essere efficace, deve essere strettamente individualizzata, nel senso che deve curare non solo gli effetti più evidenti della sua ipersensibilità, comuni a molte altre persone con la sua stessa malattia, bensì le condizioni predisponenti e specifiche del suo organismo che permettono ai sintomi di ripresentarsi costantemente, e le impediscono di giungere ad una guarigione definitiva e soddisfacente. Le cause di questa sua personale predisposizione ai disturbi che lamenta sono da ricercare in parte nell'ereditarietà genetica, e in parte nelle situazioni socio-ambientali proprie della sua esistenza, a cominciare dalle sue relazioni con i genitori. Solo così sarà possibile agire omeopaticamente alla radice, e giungere a modificare drasticamente la sua abnorme reattività a stimoli di ogni genere.
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