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FAQ (Frequently Asked Questions)
 - Omeopatia pediatrica per la cura del bambino

 
Mio figlio, di quasi 4 anni presenta una crescita rallentata. Ha eseguito accertamenti presso il centro della crescita dell'ospedale di Verona che non ha trovato indicazioni terapeutiche per la somministrazione dell'ormone della crescita. Successivamente ha eseguito una visita omeopatica e gli è stato prescritto Silicea 30 CH, 5 granuli 3 volte al dì. Non mi sembra abbia avuto risultati anche se è da un mese che lo sta prendendo

Premesso che a volte una risposta efficace ad una terapia omeopatica può aver necessità, per estrinsecarsi al meglio, di un periodo anche superiore ai trenta giorni, devo tuttavia presumere dalla sua che, fino ad ora, non ha osservato proprio nessunissimo cambiamento in seguito alla somministrazione del rimedio. Tuttavia prima di giudicare una cura che, senza visitare il bimbo non posso nè sconfessare, nè confermare, è bene ricordarle che, quando somministriamo un rimedio omeopatico ad un qualsiasi soggetto, oltre ai miglioramenti attesi riguardo alla malattia per la quale ci siamo recati dall'omeopata, è bene verificare altri aspetti che anzi, a volte, devono precedere i miglioramenti locali. Mi riferisco a modificazioni, in meglio, del tono dell'umore, del temperamento della persona, della sua capacità in generale di confrontarsi con eventi e circostanze sia personali che ambientali. Una cura, infatti, anche omeopatica, che migliorasse solo un aspetto locale, senza toccare tutto questo, non sarebbe una buona cura, e presto sarebbe seguita da sua inefficacia nel tempo o aggravamento iatrogeno. Unico disappunto che posso esprimere è che, ripetere troppo a lungo e troppo spesso una stessa diluizione, senza passare nel tempo ad una superiore, potrebbe essere un motivo di fallimento della cura stessa, pur nella sua buona indicazione.


Buongiorno ho una bimba di 3 anni e mezzo che soffre di adenoidi, che si infettano e producono muco giallo-verde il quale, non riuscendo la bimba ad eliminarlo, provoca otite media. Quest'anno ha già avuto tre episodi in sei mesi. Cosa mi consigliate di naturale come cura, dal momento che voglio assolutamente evitarle l'intervento chirurgico?

Nelle malattie croniche l'omeopatia mira a realizzare un trattamento personalizzato attraverso lo studio approfondito degli antecedenti della bimba fin dall'età della gestazione, studiandone poi le caratteristiche costituzionali e le terapie fin qui praticate, comprendenti ovviamente anche le vaccinazioni. Solo così si può arrivare a scegliere un rimedio che, oltre ad essere di origine naturale, sia anche in grado di curare la persona in maniera il più possibilmente radicale, agendo cioè su quelle condizioni predisponenti che mantengono la patologia, piuttosto che su quest'ultima solamente che, di tutte le condizioni, è solo quella più evidente. Attraverso dunque un percorso di guarigione, che vuole risvegliare le naturali difese dell'organismo, accompagnandolo anche in una crescita armonica, che è anche naturale irrobustimento, si giungerà ad osservare il verificarsi sempre meno frequente degli episodi, favorito anche dal minor ricorso alle terapie antibiotiche e più in generale soppressive.


Ho letto che la pediatra omeopatica Annie Courthaliac ha svolto una ricerca scientifica su bambini iperattivi somministrando loro Dopamina 5CH, 5 granuli al giorno e Serotoninum muriaticum 5CH, 5 granuli al giorno, e i risultati sono stati positivi. Lei conosce questa ricerca e cosa ne pensa? Non riesco a trovare da nessuna farmacia Serotoninum muriaticum 5CH, alcuni mi hanno detto che è fuori produzione. Perché? Forse questo rimedio è risultato in qualche modo nocivo? Anche Dopamina 5CH è di difficile reperibilità. Lei forse sa perchè? Se a un bambino di 6 anni si somministra al mattino Dopamina 5CH, 5 granuli e la sera (non avendo Serotoninum muriaticum 5CH) si abbina un rimedio fitoterapico come lo sciroppo Sedivitax pediatric, si rischia che i due rimedi contrastino reciprocamente e quindi non siano efficaci?

Un rimedio, per essere omeopatico, deve prima essere stato sperimentato sull'uomo sano, ovverosia deve essere stata effettuata una registrazione di quali sintomi, precedentemente non presenti, abbia fatto comparire in essere umani in buona salute, sintomi che poi, attraverso un protocollo di gerarchizzazione e di definizione relativamente alla loro effettiva intensità, saranno quelli che ne guideranno la prescrizione nei malati, secondo un criterio di similitudine, da me rinominato di massima similitudine. La serotonina e la dopamina, poi, sono sostanze già presenti nel nostro organismo e quindi, oltre ad essere rimedi dei quali non conosco effettivamente la sperimentazione, più che omeopatici sono organoterapici. Non discuto sulla loro efficacia nella malattia, ma certo non possono essere al momento considerati, per le ragioni che le ho detto, rimedi squisitamente omeopatici, e quindi poi verificabili nella loro effettiva capacità terapeutica secondo le ben precise leggi dell'omeopatia.


Avrei un dubbio: dopo essermi informata ho deciso di non vaccinare la mia bimba. Sarebbe meglio seguire allora una cura omeopatica preventiva?

La vaccinazione è una pratica terapeutica che può avere un senso proprio in assenza di altre misure terapeutiche conosciute, tra le quali l'omeopatia è certamente la più evoluta perché in grado di rispettare la complessità organica degli esseri umani, permettendo a questi, in tenera età, di presentare uno sviluppo armonico di tutti gli organi, gli apparati e le funzioni ad essi connesse, come ad esempio proprio quella immunitaria. Non ricorrere dunque alle comuni vaccinazioni, senza però neanche potenziare naturalmente le difese immunitarie del bimbo, può finire per lasciarlo scoperto in relazione ad agenti microbiologici che in età pediatrica possono risultare aggressivi proprio per una immaturità delle difese dell'organismo.


Sono la mamma di un bambino di 3 anni a cui non ho fatto fare il vaccino del morbillo, varicella, orecchioni e rosolia. A settembre comincerà la scuola materna, e venendo a contatto con altri bambini sicuramente contrarrà qualche malattia: volevo sapere se c'è qualche rimedio omeopatico di prevenzione x tali malattie, o per rinforzare il sistema immunitario, così da non mettere a rischio il bambino se dovesse contrarre qualche malattia.

Le malattie cui lei fa riferimento nella sua, solo raramente provocano complicazioni gravi, e peraltro i relativi vaccini non sono del tutto scevri da possibili ed altrettanto gravi reazioni. Per rinforzare in maniera fisiologica e naturale le capacità di difesa del suo bambino, a questa età, dal punto di vista omeopatico, il modo migliore è sottoporlo ad una cura costituzionale o di terreno. Questa si attua al termine di un consulto che valuti, oltre alle caratteristiche morfologiche del bambino, gli antecedenti patologici e terapeutici, e le condizioni ambientali che hanno agito e agiscono tuttora sull'essere, valutando anche tutti gli altri aspetti della sua vitalità che comprendono il carattere, il temperamento, la reattività agli stimoli, il sonno, l'appetito e le funzioni fisiologiche. Il rimedio che si somministra al termine di una simile visita è in grado di accompagnare così l'accrescimento armonico e fisiologico del bambino, permettendogli di sviluppare al meglio le naturali capacità di difesa naturali, senza alcuna interferenza con questo processo che, proprio per la sua naturalezza, è sempre il più ottimale, auspicabile ed efficiente.


Vorrei sapere dove posso trovare vari rimedi omeopatici al fine di poter curare tosse, raffreddore ed influenza per un bambino di tre anni. quale prodotto omeopatico potrei utilizzare?

La prescrizione di rimedi omeopatici, tanto in acuto che in cronico, segue modalità ben diverse da quelle della medicina tradizionale e quindi darle indicazioni di massima in tal senso, è sempre difficile. In linea di massima, infatti, nelle forme acute è importante conoscere prima di tutto le circostanze che hanno determinato la comparsa dei sintomi, e poi caratterizzare questi in base ad aspetti capaci di individualizzarli (caratteri dei sintomi, orari di aggravamento o peggioramento, situazioni che modificano i sintomi in meglio o peggio); se i disturbi che lei citati, invece, sono ricorrenti, accanto al trattamento degli stessi in acuto, è necessario sottoporre il bambino ad una cura cosiddetta costituzionale, che indaghi sulle condizioni fisiche generali del bimbo, mirando a rinforzarne quelle capacità di difesa che gli sono naturali, ma che in un certo periodo della vita, per le ragioni più svariate, possono essere poco efficienti: scopo di questa cura, sarà così rinforzare il terreno del piccolo in maniera fisiologica, riducendo la comparsa dei disturbi e l'intensità delle loro manifestazioni.


Buongiorno, sono la mamma di una bambina celiaca di 4 anni. Da più di un anno siamo alle prese con raffreddore, tosse, bronchite, che arrivano puntualmente tutte in quest'ordine. Lo scorso inverno la pediatra le ha prescritto ogni volta una cura antibiotica. Siamo arrivati da ottobre a giugno a dieci cicli somministrati. Vorrei sapere se nonostante il suo problema di intolleranza al glutine potrebbe ugualmente seguire delle cure omeopatiche.

Le cure omeopatiche utilizzano rimedi che generalmente sono compatibili con le persone affette da celiachia. Inoltre una buona cura omeopatica è certamente in grado di rinforzare le difese dell'organismo accompagnando lo sviluppo fisiologico del bambino, senza quegli effetti collaterali dei farmaci tradizionali, che sono principalmente caratterizzati, nel loro utilizzo ripetuto, dal progressivo intorpidimento dei naturali meccanismi di difesa con cui l'organismo umano, fin dalla nascita, è in grado autonomamente di difendersi.


Sono la mamma di un bambino di 8 anni fortemente allergico alle graminacee, parietarie, olivo. Da piccolo ha sofferto di dermatite atopica, ora di rinite allergica. Durante questo inverno ha avuto frequenti febbri con broncospasmi. Da ottobre, su consiglio di un pediatra omeopata sta prendendo 30 gocce di ribes nigrum al mattino, una fiala al giorno di manganese-rame, 3 granuli di pollensi' 2/3 volte al giorno e 3 granuli di histaminum 5 ch 2/3 volte al giorno. Da questa cura però mio figlio non ha tratto il giovamento sperato, infatti ha avuto recentemente un attacco di asma curato con cortisone e antistaminico. Mi chiedo, riuscirò mai ad aiutarlo ad uscire da questo problema o e' destinato solo a peggiorare?

La terapia omeopatica a cui fa riferimento nella sua in realtà non è strettamente tale. Può definirsi omeopatica al caso da curare solo una terapia che si basi sulla somministrazione di un solo rimedio della natura alla volta, opportunamente trattato, al fine di attenuarne il potere tossicologico sull'organismo umano, e scelto sulla base di una serie di sintomi che sono quelli che individualizzano il disturbo di suo figlio. Solo una terapia così personalizzata può divenire al contempo causale, e quindi avere la reale possibilità di condurre l'organismo del bambino alla piena guarigione dei suoi disturbi. A differenza di una terapia simile, che, a qualsiasi età, rispetta la naturale complessità dell'organismo umano, quella da lei riportata presenta ancora un approccio solo sintomatico, che finisce per ostacolare i naturali meccanismi di difesa del nostro organismo, quegli stessi, invece, che una buona terapia omeopatica è sempre in grado di rinforzare. Proseguendo inoltre ad agire così come sta curando ora il bambino, le sue difese subiranno un indebolimento sempre maggiore e l'approfondimento progressivo dei sintomi sarà l'espressione più evidente di tutto questo.


Sono la mamma di un bambino di 17 mesi, che ha passato l'inverno tra bronchiti (con conseguente assunzione di antibiotici e purtroppo anche cortisone) e forti raffreddori con tosse e muco. Frequenta un asilo nido, ma molto spesso si ammala nel fine settimana. Ho notato che la causa principale che scatena il problema, almeno ultimamente, è il fatto che spesso gli suda la testina (specialmente quando si addormenta sul passeggino mentre siamo fuori) e poi basta un poco di aria per farlo ammalare.

Il carattere recidivante degli episodi infettivi delle prime vie aeree, indica una situazione di suscettibilità dell'organismo, che le terapie tradizionali, come lei giustamente afferma, se nell'immediato sembrano apportare un beneficio, è altresì evidente che, nel tempo, spesso finiscono per aggravare questa condizione di predisposizione del bambino che una terapia omeopatica costituzionale, particolarmente a questa età, sarà facilmente in grado di curare: una terapia di questo tipo, infatti, parte da informazioni circa l'andamento della gravidanza l'immediato post-partum oltre ovviamente a considerare tutti gli avvenimenti che hanno caratterizzato l' espulsione naturale o provocata del feto; si interessa inoltre di osservare scrupolosamente le caratteristiche morfologiche del bimbo, alcune sue peculiarità, come ad esempio proprio la traspirazione del capo, e il ricorso o meno ai vaccini. Si arriva così a definire un quadro estremamente individuale, che permette di curare il bimbo alla radice, favorendo a questa età lo sviluppo ottimale di tutti i suoi organi e apparati, che gli permetteranno così di difendersi sempre meglio da qualsiasi insulto esterno, compreso ovviamente quello microbico.


La mia domanda riguarda la salute di mia figlia maggiore di 11 anni. Da quando è nata, o meglio dal 1° anno di vita, ha cominciato a soffrire di mal di gola frequenti anche 5 o 6 in un anno. Veniva curata con antibiotici che sembrava la rendessero ancora più debole. È una bambina magra di buon appetito, alta 1.43, pesa circa 33 kg. Il suo problema è il fatto di sudare molto facilmente anche solo pattinando e di ammalarsi di conseguenza. Cosa potrei fare per aiutarla e soprattutto per ridurre l'uso degli antibiotici? Tengo ad informarla che tutta la famiglia fa scarso uso di latte e formaggi, carne rossa e prodotti dolciari industriali.

L'omeopatia, in casi come questo, affronta la persona nel rispetto della sua complessità psicofisica, studiando tutte le condizioni che possono averne negativamente influenzato il corretto sviluppo fisiologico, e anche tenendo in considerazione il ricorso a terapie farmacologiche che possono aver contribuito a diminuire le capacità di difesa dell'organismo. Attraverso una visita diretta dunque a tutto l'organismo, e alla storia biopatografica maturata sinora, si arriva ad individuare un rimedio cosiddetto di terreno, che mira appunto a rinforzare le difese della bambina in maniera naturale, ristabilendo una fisiologia efficace e intervenendo anche laddove insulti iatrogeni possano aver agito. Le terapie antibiotiche, infatti, hanno un'azione tossica, soprattutto quando ripetute troppo frequentemente, anche sull'organismo umano, finendo per ostacolare, particolarmente a questa età, il corretto sviluppo di tutti gli organi e apparati, che certamente si gioverebbe comunque anche di un'alimentazione più corretta e variata, in cui la componente proteica sia presente, e vada a costituire proprio i mattoncini del sistema immunitario.


Le volevo chiedere se ci sono cure omeopatiche per l'enuresi, mio figlio che ha ormai 10 anni continua a bagnare il letto praticamente tutte le notti, attualmente è seguito da una dott.ssa che ha escluso problemi fisici sia con esami che con ecografie e abbiamo fatto dei periodi di cura con il ditropan e il minirin che però hanno dato scarsi risultati mi chiedevo se era possibile tentare una cura omeopatica che possa aiutarlo.

Per una cura omeopatica efficace, in questi casi, è bene far sottoporre il bambino ad una visita omeopatica preliminare: attraverso questa, infatti, sarà possibile, individuare le caratteristiche costituzionali, caratteriali e soprattutto le influenze esterne al bambino che molto probabilmente, su un terreno predisposto, sono quelle che determinano il continuo ripetersi del disturbo, soprattutto avendone potuto escludere un'origine fisica. L'omeopatia, infatti, è una cura che considera tra le principali cause di qualsiasi malattia o disfunzione, proprio l'interazione dell'organismo umano con l'ambiente circostante, che in molti casi gli risulta ostile. In bambini timorosi, ad esempio, semplicemente perché costituzionalmente più fragili, o che hanno subito traumi importanti, il disturbo può allora essere facilmente curato se lo si aiuta, con una cura omeopatica mirata, a migliorare in maniera globale il buon funzionamento organico, oppure a fargli superare del tutto il trauma, che ne può aver ostacolato almeno in parte il pieno sviluppo psicofisico.


Mio figlio è allergico al latte: lo abbiamo scoperto nel momento dello svezzamento dal seno materno. L'omeopata a cui mi sono rivolta mi ha dato questa cura (dice trattasi di carattere fosforico): Tubercolinum, Calcarea phosphorica, oligodrop gocce.

si tratta di una cura pluralista, in cui cioè vengono dati più rimedi in successione, almeno spero, prescritti su caratteristiche costituzionali e sintomatologia locale, in una visione però ancora troppo vicina a quella della medicina tradizionale, in cui la persona, bambino o adulto che sia, viene suddiviso in piani separati e distinti e ognuno di essi affrontato, in presenza di sintomi, come fosse cosa a se stante. In realtà l'organismo umano è sempre una cosa sola di mente e corpo, e quello che si ammala non è tanto l'organo singolo, ma una componente infinitesimale che lo mantiene, negli stati di massima salute, in perfetta armonia funzionale, e che chiamiamo, per le sue caratteristiche energia vitale. Questa è unica, e come tale va trattata, attraverso l'utilizzo quindi di un solo rimedio alla volta, scelto su una serie di sintomi che caratterizzino lo sforzo dell'organismo per ritornare in salute, proprio sotto l'azione di questa componente infinitesimale. In virtù di questo, ad ogni stadio patologico corrisponde un solo rimedio e non tanti insieme, come le ha prescritto il collega.


Vorrei sapere se esiste un rimedio omeopatico per il mio bambino di quasi 5 anni che soffre di encopresi.

Se è esclusa con certezza qualsiasi affezione anatomica che possa giustificare meccanicamente il disturbo, e quindi attribuirsi questo ad un difetto funzionale di incapacità dello sfintere a garantire la giusta continenza - sfintere su cui agiscono terminazioni nervose, a loro volta sotto il controllo centrale ed emotivo - una cura omeopatica appropriata potrà certamente risolvere il problema. Il bambino verrà studiato attraverso i suoi antecedenti fin dalla nascita e dalla gravidanza, verrà osservato nella sua costituzione e valutati fattori pregressi e attuali che favoriscono il mantenimento del disturbo. Si arriverà così ad individuare il rimedio più adatto al suo specifico caso che, antecedenti, costituzione, avvenimenti e stato attuale, permetteranno di personalizzare, realizzando così una terapia eziologia o causale.


Ho una bimba di un anno e tre settimane che frequenta da due mesi l'asilo nido e una volta ogni 10-15 giorni si ammala con raffreddore, tosse, febbre. Mi chiedevo: è possibile somministrare Engystol o Oscillococcinum a bambini al di sotto dei due anni proprio come cura preventiva per alzare le difese immunitarie? Perchè i pediatri non propongono mai l'utilizzo dell'omeopatia o della fitoterapia, almeno a scopo preventivo?

I prodotti che lei cita nella sua hanno come unico scopo quello di innalzare le difese immunitarie dell'organismo. Tuttavia qualsiasi stimolo che interessi solo una nostra funzione è uno stimolo che non rispetta la fisiologia umana, la quale, invece, solo quando stimolata nella sua interezza ci permetterà di ritrovare naturalmente e stabilmente la miglior efficienza possibile di ogni nostra funzione, compresa, ovviamente, quella deputata alla difesa dalle infezioni. Nei bambini, poi cure di questo tipo, che si dicono funzionali, son generalmente molto gradite e rapidamente efficaci, dato il fatto che, nella maggior parte dei casi ci si trova ad agire su di un organismo ancora minimamente compromesso sia dagli interventi farmacologici che da influenze nocive dell'ambiente sociale e circostante, cosa che invece si fa sentire decisamente di più tra gli adulti. Molti pediatri, infine, non conoscono l'omeopatia pienamente, e quindi o la rifiutano in maniera preconcetta, oppure addirittura la osteggiano; altri che non ne sono contrari evitano saggiamente di farvi ricorso semplicemente su suggerimento degli informatori di una certa casa – criterio di somministrazione di tutti coloro che invece si avventurano in campi che non sono di loro competenza - e rimandano a professionisti del settore interventi di cui loro non son capaci.


Sono la mamma di un bambino di 4 anni che dalla nascita presenta russamento notturno praticamente tutte le notti, tosse (soprattutto durante la notte) e naso chiuso. Abbiamo fatto diverse indagini dalle quali è emerso che ha una spiccata ipertrofia adenotonsillare e pertanto a detta dei medici che lo hanno visitato deve essere operato quanto prima.. Mi chiedo: potrebbe l'omeopatia aiutarlo e nel caso riuscire ad allontanare o quantomeno a procrastinare la possibilità di un intervento chirurgico?

L'omeopatia ha sempre un'azione rapidamente favorevole nei confronti dei bambini, anche se il fatto di far uso già di molti farmaci complica un po' il quadro. Parte dell'ipertrofia adenotensillare è sicuramente dovuta ad un'infiammazione cronica dei tessuti, che ne provoca un processo favorente tra l'altro l'aumento delle dimensioni. L'esistenza di un'infiammazione cronica è la conseguenza di una ridotta rapidità di risposta dell'organismo a germi e batteri, che si concretizza, appunto, in un equilibrio tra difese e aggressori senza che l'organismo, però, riesca a superare autonomamente il disagio. Ebbene, l'omeopatia può indagare sulle ragioni più profonde di una simile condizione, e somministrare rimedi che ne potenzino le naturali difese, così da ridurre lo stato infiammatorio cronico e permettere all'anello linfatico di ritrovare dimensioni che ostacolino sempre meno la respirazione del bambino. Ovviamente tutto questo richiederà un certo periodo di tempo di adesione alle cure, alcuni controlli per verificarne l'efficacia e modificarne i dosaggi, e il ricorso sempre meno frequente a quei farmaci tradizionali che, insieme all'infiammazione, bloccano e intorpidiscono sempre di più le difese immunitarie del bambino.


La mia nipotina di 8 mesi soffre di dermatite atopica da quando aveva 5 mesi, la dermatite è letteralmente "scoppiata" a seguito di una vaccinazione obbligatoria: fino al settimo mese è stata allattata al seno, poi è iniziato lo svezzamento. La mamma, che la allatta ancora un paio di volte a notte, è molto scrupolosa per quanto riguarda la sua alimentazione, ha eliminato il latte e tutti i suoi derivati, le uova, il pesce e molte verdure. La bambina durante il periodo estivo è migliorata molto, ma continua ad essere arrossata soprattutto nelle gambine e nelle braccia; il prurito la rende nervosa e agitata, dorme poco, piange e si gratta. La pediatra da sempre la sta curando con prodotti omeopatici, e solo nella fase acuta iniziale ha dovuto ricorrere al cortisone. So che i tempi con queste cure omeopatiche sono molto lunghi e, fatto da non trascurare, le cure costose: ma si arriverà ad una guarigione? Quando potrò vedere la mia nipotina dormire tranquilla?

Riguardo a cure omeopatiche generiche è difficile dare un giudizio, dal momento che oggi le tendenze terapeutiche in questo campo sono diverse e molto spesso decisamente lontane dalle indicazioni più classiche e ortodosse. Recentemente si è visto che la dermatite atopica ha ben poco a che fare con una presunta allergia al latte, ma risiederebbe, la sua tendenza, in una particolare predisposizione della cute dei bambini, che quindi si consiglia di tenere sufficientemente idratata attraverso opportuni balsami e creme, che ogni buon pediatra saprà suggerirle. Se la dermatite è iniziata sicuramente dopo una vaccinazione, provi a dare alla bambina Thuya Occidentalis MCH: metà dose il primo giorno e metà dose il quindicesimo (il rimedio può essere sciolto in acqua e somministrato con cucchiaino, biberon o siringa senza ago, facendo attenzione a farlo sostare il più possibile nel cavo orale della bimba).


Sono mamma di un bambino di pochi mesi, che presenta con ricorrenza processi secretivi a carico delle prime vie aeree. Vorrei sapere gentilmente se può indicarmi un pediatra omeopata cui portarlo in visita, dal momento che quello tradizionale continua a somministrargli aerosol contenenti anche piccole quantità di cortisone, i quali apportano solo un breve miglioramento seguito presto dalla ricomparsa dei sintomi.

Qualsiasi medico omeopata che pratichi l'omeopatia in maniera corretta, rivolgendola cioè alla cura della persona affetta da una determinata malattia e non della sola malattia, è in grado di curare qualsiasi essere umano e a qualsiasi età. Per questo motivo può rivolgersi serenamente a qualunque omeopata, pediatra o non, sempre a patto, però, che segua un indirizzo terapeutico di tipo unicista: questo, infatti, è l'unico indirizzo che, per la sua particolare metodologia, assicura il pieno rispetto della naturale ed indivisibile complessità psicofisica dell'essere umano, evidente fin dalla sua più tenera età, e sia allo stesso modo capace di evitare così inopportune soppressioni dei sintomi, le quali, se ripetute, possono fin da subito alterare la corretta armonia funzionale dei nostri processi vitali.


Sono la mamma di una bambina di 5 anni alla quale da pochi mesi hanno diagnosticato la celiachia, i medici affermano che è una malattia permanente. Io, invece, ho notizie di una bambina che, sottoposta a cure omeopatiche, è perfettamente guarita; se possibile vorrei un vostro parere in proposito.

In effetti, la possibilità di guarire dalla celiachia è realizzabile, omeopaticamente parlando, giacché la terapia omeopatica, se ben condotta, mira proprio a modificare la reattività generale dell'organismo a stimoli atmosferici, ambientali e, come nel caso della sua bambina, alimentari, stimoli che, per la maggior parte della popolazione, sono assolutamente innocui. La giovanissima età ci fa inoltre sperare in una più rapida guarigione, per cui rappresenta un ulteriore fattore prognostico positivo per intraprendere una cura omeopatica. Questa comunque dovrebbe essere sempre secondaria all'instaurarsi di una dieta senza glutine, da provare poi lentamente a sostituire con una dieta normale, via via che la terapia omeopatica ristabilisca, con la sua azione, la naturale fisiologia nell'organismo della sua bambina.


Sono papà da quasi 6 mesi e in diversi ospedali mi hanno informato che mio figlio ha un problema di blefarofimosi (riduzione generale dell'apertura palpebrale), ptosi palpebrale, telecanto (distanza aumentata tra i canti interni), epicanto inverso (una plica cutanea che si diparte dalle ciglia inferiori e sale verso l'alto, coprendo parzialmente il canto interno). Con la crescita spariranno i problemi di telecanto ed epicanto (se non del tutto, con un intervento sarà possibile eliminarli definitivamente) mentre per la ptosi palpebrale la situazione è un pò più complicata: ci vuole un intervento a circa 5 anni che alzerà un po' la palpebra, e questo sarà possibile usando il tessuto di un muscolo dalla coscia. Il fatto è, però, che mi hanno confermato che mio figlio, anche dopo l'intervento, non potrà avere gli occhi come una persona normale perché il muscolo purtroppo non funzionerà normalmente: in parole povere avrà solo gli occhi un pò più aperti. La mia domanda è la seguente: nel suo campo esiste un rimedio o una possibilità di miglioramento alla situazione di mio figlio?

Le malattie di origine genetica rappresentano sicuramente uno dei principali limiti dell'omeopatia. Nel suo caso specifico quello che posso dirle è che effettuare fin da questa età una terapia omeopatica costituzionale può certamente migliorare la ripresa funzionale dell'organo sede della malformazione, ma non può modificarla del tutto. Senza dubbio, però, col passare del tempo questa condizione potrebbe avere un risvolto psicologico negativo sul suo bambino, ed anche per questo, per la sua azione dolce e preventiva, mi permetto di consigliarle di iniziare presto una terapia omeopatica che, se anche non risolvesse del tutto il problema fisico, sarebbe sicuramente in grado di migliorare il livello di accettazione dello stesso, e quindi di fiducia in sé di suo figlio, potenziandone quella forza di carattere che compenserà al meglio il difetto fisico, e lo aiuterà nelle relazioni con gli altri.


Da quando mio figlio ha cominciato la scuola, quasi regolarmente una settimana si ed una no si ammala, a volte dovendo ricorrere a farmaci antibiotici. Sono in generale contrario alle terapie convenzionali e per questo chiedevo un suo consulto, non per qualcosa in particolare, ma per migliorare (se possibile), la qualità di vita in generale. Anche perchè vivendo in una metropoli come Roma siamo ormai tartassati dallo smog e dalle conseguenze che riporta, tipo allergie dovute ai gas di scarico, bronchiti ed altre patologie molto comuni.

L'omeopatia è una cura che si rivolge primariamente a migliorare le capacità reattive dell'organismo umano, che stress, disordini nello stile di vita ed ereditarietà, contribuiscono a rendere sempre meno efficaci, esponendoci sempre più all'azione di agenti potenzialmente dannosi. L'approccio omeopatico, inoltre, è in grado di rispettare la naturale complessità psicofisica dell'organismo umano sia direttamente, in quanto non lo grava di effetti dannosi, sia indirettamente, in quanto non viene mai ad alterarne la sua fisiologia. Nei bambini e nei giovani adulti, infine, l'efficacia è spesso molto evidente già dalle prime somministrazioni dei rimedi.


La nostra bambina, secondo un pediatra di ottima fama nella mia zona, è un soggetto allergico, e da qui, secondo lui, deriverebbero i motivi per cui, circa due anni fa, aveva la febbre in media una volta al mese. Quello che all'epoca era il pediatra "ufficiale" la curava solo con cortisone, antibiotici ecc... Il pediatra di fama, invece, propose una cura omeopatica atta a rinforzare le difese immunitarie e , con soddisfazione, le diciamo per certo che nostra figlia ebbe subito un evidente miglioramento. Attualmente, però, ha dei fastidiosi pruriti nelle zone dietro le ginocchia, dove, visibilmente si vedono delle macchie bianche (più evidenti dopo l'abbronzatura) circoscritte da dei piccoli brufolini rossi (senza pus). Sarà anche questa una reazione allergica? E' il caso di continuare la cura omeopatica?

La comparsa di manifestazioni cutanee in seguito alla somministrazione di una cura omeopatica è spesso un evento particolarmente favorevole, che indica che i meccanismi di difesa dell'organismo umano, sotto lo stimolo omeopatico, hanno ripreso a funzionare correttamente, e mirano così a portare verso l'esterno tutto ciò che può essere nocivo. Se tale reazione cutanea è seguita in particolare modo anche da un miglioramento delle condizioni respiratorie e, addirittura, era già presente in una fase precedente della vita della sua bambina, va considerata un segno prognostico assolutamente positivo, da non sopprimere in alcuna maniera, pena l'indebolimento iatrogeno che si provocherebbe, una volta ancora, alle naturali difese della bambina.


Mia figlia fin da piccolina soffre al meno due o tre volte l'anno di ossiuri, a volte arrivando a contaminare anche il resto della famiglia. Le norme igieniche di casa e della persona sono rispettate, e non riesco a capire perchè spesso ci ricasca. La settimana scorsa ha avuto un episodio ancora più marcato e da allora soffre di una grossa cistite (da 7 giorni) curata dalla pediatra con Bactrim, due volte al dì. Ho cercato di far capire al nostro medico che secondo me esiste una correlazione con le due cose, ma penso che mi prenda per matta! Adesso siamo in attesa di alcuni esami che ho "forzatamente" richiesto (esame delle urine con antibiogramma e tampone vaginale); la ragazza tuttavia non migliora e comincio ad essere un pò preoccupata. Potrebbe dirmi se esiste un rimedio omeopatico per evitare le reinfestazioni?

L'omeopatia, nella sua forma più vera e più efficace, non è rivolta alla semplice cura della malattia, bensì a quella del paziente affetto da una determinata malattia. In altre parole la terapia è sempre individualizzata, e questa maniera è l'unica che ci permette di agire e curare le cause dei disturbi, dal momento che una buona terapia omeopatica è sempre capace di individuare la ragione della persistenza di qualsiasi disturbo in una personalissima incapacità dell'organismo a liberarsene e, trattando proprio tale incapacità, è in grado di apportare guarigioni definitive.


Navigando in cerca di rimedi omeopatici per la pediculosi (mio figlio di 6 anni e mezzo ne è affetto, me ne sono accorta da una settimana, e tra l'altro ho una bimba di 14 mesi che vorrei proteggere) ho trovato il suo nominativo. Sarebbe così gentile da indicarmi rimedi omeopatici che si possono utilizzare a tal fine? Ritiene che possa essere utile assumere i granuli di Pediculus Capitis ed eventualmente a che diluizione?

Il trattamento eradicante della pediculosi è sicuramente un trattamento lungo e difficile, che non sempre ha la capacità di liberare in maniera definitiva la persona che ne è affetta, questo perché, a fronte dei possibili contatti, che sicuramente la comunità scolastica facilita, c'è sempre una predisposizione individuale che rende certi bambini più suscettibili di altri a parità di esposizione al contagio. Per modificare tale stato di suscettibilità, omeopaticamente parlando, sarebbe meglio sottoporre il suo bambino ad una terapia costituzionale che ne rinforzi le difese e prevenga in tal modo il ritorno del problema. Una terapia siffatta necessita inevitabilmente dell'effettuazione di una visita accurata, avente lo scopo di individuare qual è la disarmonia funzionale dell'organismo che favorisce il ritorno del problema. Tutti gli altri trattamenti, infatti, sia quelli tradizionali, sia quelli omeopatici sintomatici, come quello relativo al rimedio da lei citato, non sono capaci che di fornire un sollievo temporaneo al problema, perché non in grado di agire sulle cause che lo sostengono, appunto la disarmonia dei processi vitali, e che, in condizioni ottimali, invece, hanno il supremo scopo di mantenere in buona salute psicofisica l'essere umano in ogni circostanza a lui sfavorevole.


Vorrei gentilmente sapere che tipo di prevenzione c'è riguardo a bronchiti ricorrenti: mia figlia ha 4 anni, e da quando va a scuola materna si ammala continuamente. Dalle prove allergologiche non è risultato niente. Le viene una tosse secca e anche la febbre intorno ai 38.5. Vorrei saper se ci sono cure omeopatiche in grado di prevenire questi episodi. Cosa mi consiglia, invece, quando la bronchite ha già fatto il suo corso?

La migliore terapia preventiva omeopatica è quella cosiddetta costituzionale, comprendente lo studio delle caratteristiche morfologiche, caratteriali e temperamentali della sua bambina, che permettono di intervenire adeguatamente, modificando la reattività dell'organismo in modo tale da rinforzarne le capacità di difesa e prevenire così sempre meglio il continuo verificarsi degli episodi infettivi. Poiché una terapia costituzionale necessita sempre uno studio attento e approfondito del paziente, è sempre opportuno farla precedere da una visita accurata. Nel caso, invece, di strascichi conseguenti agli episodi bronchiali, il rimedio varia a seconda dei sintomi: se permangono secrezioni bronchiali dense e giallastre, e facili stancabilità, il rimedio più adatto sarà sulfur iodatum; se permane tosse secca e debolezza sarà utile sulfur. Entrambi vanno somministrati alla 15 ch, tre volte al giorno per 4-5 gg.


Sono diventato papà da una quindicina di giorni. Vivo a Roma e se permette vorrei chiederle se è anche pediatra omeopata. Qualora non lo fosse, la pregherei di consigliarmene uno nella zona, visto che vorrei indirizzare mio figlio a questa nuova medicina meno invasiva e più salutare.

Nella mia zona, che io conosca, esercitano alcuni pediatri che utilizzano l'omeopatia solo per la cura di affezioni acute, dove peraltro ritengo non escludano sempre il contemporaneo ricorso alla medicina tradizionale. Si tratta di un approccio lodevole, ma ben diverso dal rispetto unitario della realtà umana che, se seguito fin da piccolissimi, aiuta sicuramente a fortificare l'organismo ed evita molti insulti provocati proprio dalle terapie farmacologiche. Sarebbe dunque meglio affidarsi ad un pediatra omeopata integralista, che solo in casi selezionati utilizzi anche i farmaci (ma che purtroppo non conosco, e tanto meno in zona) oppure ad un buon omeopata generale, riservando in questo caso le visite pediatriche tradizionali solo per la diagnosi delle malattie proprie dei bambini e i comuni controlli di peso e crescita.


Ho una bambina di 15 mesi che da l'età di sei combatte con un eczema presente in varie parti del corpo, ma più accentuato sulla piega di entrambi i polsi. C'è da sottolineare il fatto che ciò si è presentato con l'arrivo dei dentini. A 10 mesi ha fatto le prove allergiche e non è risultata positiva a niente, però tenga presente che io sono allergica al nichel e alla polvere gialla del pino e che mio marito è anche lui allergico agli acari e la sorellina alla parietaria. Purtroppo l'eredità non è delle migliori!La piccola ha fatto per un pò di tempo una cura con crema al cortisone Eloicon, ma il problema non si è risolto; ho provato anche una cura omeopatica: all'inizio con Sulfur 30 ch granuli, 10 gr.sciolti in acqua in un unica somministrazione e sembrava funzionare; poi con il susseguirsi dei dentini anche questo rimedio sembra non avere più efficacia.Il medico mi ha prescritto poi Graphites 30 ch 10 granuli in unica somministrazione. La pelle è rossa, secca e squamata, con crosticine color giallo ocra.La bambina nell'insieme è tranquilla dorme abbastanza, e non mi sembra che le abbia prurito, però non vuole che le si tocchino i polsi. Io gradirei da lei un consiglio su come comportarmi e un eventuale rimedio da somministrare alla piccola per farle passare questo problema.

In casi come questi è inutile avventurarsi alla somministrazione di rimedi a caso, che abbiano un'azione al più semplicemente palliativa, ma certamente sarà molto più proficuo sottoporre la bambina ad una visita accurata: attraverso infatti una serie di domande che indaghino sugli antecedenti familiari, sulla gravidanza e sul post-partuum, e proseguendo ancora all'analisi dei primi mesi di vita della sua bambina, dell'alimentazione, delle funzioni fisiologiche e della vaccinazioni eventualmente eseguite, sarà possibile individuare la circostanza predisponente l'insorgenza delle manifestazioni cutanee e soprattutto favorente la loro persistenza, e trovare così una cura che, agendo proprio su tali predisposizioni, e modificandole, potrà condurre alla risoluzione definitiva del problema, senza alterare la fisiologia della sua bambina.


Le chiedo un parere su mia figlia che soffre di allergia agli acari di una certa entità che periodicamente hanno determinato degli attacchi di broncospasmo, oggi fortunatamente sotto controllo grazie ad una cura con il MONTAGEN. Tuttavia recentemente sono emersi ulteriori problemi respiratori. In pratica la bambina, di tre anni, respira praticamente a bocca aperta e la notte russa pesantemente. Il problema sembra siano le adenoidi.

Il problema attuale di sua figlia è molto probabilmente ricollegabile all'allergia agli acari, e in particolare al tipo di cura cui la bambina è stata sottoposta: una terapia volta esclusivamente a migliorare un sintomo locale senza comprenderlo quale espressione di un'alterazione funzionale della fisiologica armonia di tutto l'organismo, finisce molto spesso per spostare il problema da un livello superficiale ad uno più profondo. In casi come questi perciò, omeopaticamente parlando, è necessario riconsiderare tutto il quadro della sua bambina, dalla nascita fino ad oggi, e verificare quanto le terapie esclusivamente locali possano aver ridotto le capacità di difesa dell'organismo della piccola, così da iniziare con una terapia omeopatica adeguata a rinforzarle di nuovo, affinché la salute locale diventi l'aspetto più evidente del buon funzionamento di tutto l'organismo.


Le scrivo per domandarLe se Lei, operando nel campo delle medicine non convenzionali, si occupa anche dell'eliminazione del virus di Epstein Barr dall'organismo. Ho un problema ormai da cinque mesi con mia figlia, che ha tre anni, e puntualmente ogni due settimane, torna ad avere attacchi febbrili da Mononucleosi, il cui episodio principale risale ad Ottobre, con successivo ricovero per comparsa di petecchie sul tronco. Visto che abito a Roma, sarebbe importante per me avere un punto di riferimento nella mia città.

in un caso in cui il virus ha tendenza a persistere nell'organismo, anche dopo la fase acuta, l'omeopatia offre le maggiori possibilità di debellare definitivamente l'infezione senza gravare di ulteriori e spiacevoli effetti collaterali l'organismo umano. Questo risultato, pèrò, può raggiungersi solo tramite una visita preliminare che indaghi accuratamente ed estesamente sulle circostanze che hanno reso l'organismo di sua figlia suscettibile all'infezione, e le impediscono altresì di pervenire ad una guarigione soddisfacente. Solo, infatti, trattando opportunamente questa condizione di predisposizione e al contempo di insufficienza dei poteri di difesa della sua bambina, si potrà pervenire ad una guarigione duratura che sia espressione della corretta ripresa funzionale di tutto l'organismo, cui si assoceranno le migliori capacità di autodifesa e di autoguarigione.


Sono la mamma di una bambina di 32 mesi. Le scrivo per chiederle un consiglio riguardo una cura da poter dare a mia figlia che ultimamente si ammala spesso di bronchite asmatica (comparsa sempre con il picco dell'influenza): ogni volta dobbiamo fare cure di cortisone sia per bocca che per aerosol di settimane intere, con tutte le conseguenze della somministrazione di questi farmaci: irritabilità, inappetenza ecc.; ritrovandoci non appena riprende le sue attività quotidiane (asilo nido) a combattere di nuovo con raffreddori e bronchiti, un circolo vizioso dal quale non riesco a vedere l'uscita. Ho provato a somministrarle la pappa reale per aiutarla a sviluppare le difese immunitarie, ma non ne vuole sapere. Da qualche giorno poi ha degli attacchi di tosse che arrivano all'improvviso e scompaiono altrettanto all'improvviso: il sospetto che sia di origine allergica si fa più forte ogni giorno che passa, ma il pediatra mi ha detto che è troppo piccola per effettuare delle prove allergiche, che bisogna attendere almeno i tre anni, ma nel frattempo la bimba sta male.Mi potrebbe dare qualche consiglio in merito? E' necessario che la bimba venga visitata o vista la tenera età non è ancora consigliabile intraprendere un percorso di cura omeopatico?

In tutti i disturbi a carattere cronico-recidivante, qualsiasi sia l'età del soggetto in esame, da un punto di vista omeopatico è sempre raccomandabile effettuare una visita preliminare: solo attraverso questa, infatti, i disturbi potranno essere compresi in relazione ad uno stato di alterazione funzionale dell'organismo della bimba, che si è determinato come conseguenza, in primo luogo dell'ereditarietà, e successivamente di interventi terapeutici innaturali. In questa maniera si arriverà a comprendere i veri motivi che predispongono la bambina al continuo ritorno dei sintomi - che peraltro stanno anche aggravandosi come effetto delle cure allopatiche a cui ogni volta viene di nuovo sottoposta - e così, eliminandone le cause effettive,si potrà ricondurre l'organismo a quell'originale armonia, che corrisponde anche alla sua più ottimale capacità di difesa.


Vorrei chiederle cosa ne pensa dei vaccini obbligatori per legge, perchè vorrei farli fare al mio bambino.

La vaccinazione è una pratica medica ormai consolidata che ha storicamente una sua indubbia validità, ma che si è poi diffusa oltremisura anche quando le condizioni ambientali sono comunque di molto migliorate rispetto alla loro originaria introduzione. Una esposizione eccessiva ai vaccini sicuramente non rispetta la fisiologia umana, ed anzi espone l'organismo dei piccoli ad un insulto iatrogeno non indifferente, anche se le conseguenze non sempre sono per fortuna così evidenti, soprattutto al momento della loro effettuazione. Il consiglio che le do è di limitare i vaccini a quelli strettamente necessari e comunque per legge obbligatori, senza ricorrere invece ai facoltativi. Quando sottoporrà il bambino alla vaccinazione consulti l'omeopata prescelto che le saprà indicare un opportuno trattamento omeopatico, da far fare al suo bambino prima e dopo ogni vaccinazione, per ridurne comunque i possibili effetti collaterali.

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