La mia nipotina di 8 mesi soffre di dermatite atopica da quando aveva 5 mesi, la dermatite è letteralmente "scoppiata" a seguito di una vaccinazione obbligatoria: fino al settimo mese è stata allattata al seno, poi è iniziato lo svezzamento. La mamma, che la allatta ancora un paio di volte a notte, è molto scrupolosa per quanto riguarda la sua alimentazione, ha eliminato il latte e tutti i suoi derivati, le uova, il pesce e molte verdure. La bambina durante il periodo estivo è migliorata molto, ma continua ad essere arrossata soprattutto nelle gambine e nelle braccia; il prurito la rende nervosa e agitata, dorme poco, piange e si gratta. La pediatra da sempre la sta curando con prodotti omeopatici, e solo nella fase acuta iniziale ha dovuto ricorrere al cortisone. So che i tempi con queste cure omeopatiche sono molto lunghi e, fatto da non trascurare, le cure costose: ma si arriverà ad una guarigione? Quando potrò vedere la mia nipotina dormire tranquilla?
Riguardo a cure omeopatiche generiche è difficile dare un giudizio, dal momento che oggi le tendenze terapeutiche in questo campo sono diverse e molto spesso decisamente lontane dalle indicazioni più classiche e ortodosse. Recentemente si è visto che la
dermatite atopica ha ben poco a che fare con una presunta
allergia al latte, ma risiederebbe, la sua tendenza, in una particolare predisposizione della cute dei bambini, che quindi si consiglia di tenere sufficientemente idratata attraverso opportuni balsami e creme, che ogni buon pediatra saprà suggerirle. Se la dermatite è iniziata sicuramente dopo una vaccinazione, provi a dare alla bambina
Thuya Occidentalis MCH: metà dose il primo giorno e metà dose il quindicesimo (il rimedio può essere sciolto in acqua e somministrato con cucchiaino, biberon o siringa senza ago, facendo attenzione a farlo sostare il più possibile nel cavo orale della bimba).
Sono mamma di un bambino di pochi mesi, che presenta con ricorrenza processi secretivi a carico delle prime vie aeree. Vorrei sapere gentilmente se può indicarmi un pediatra omeopata cui portarlo in visita, dal momento che quello tradizionale continua a somministrargli aerosol contenenti anche piccole quantità di cortisone, i quali apportano solo un breve miglioramento seguito presto dalla ricomparsa dei sintomi.
Qualsiasi medico omeopata che pratichi l'omeopatia in maniera corretta, rivolgendola cioè alla cura della persona affetta da una determinata malattia e non della sola malattia, è in grado di curare qualsiasi essere umano e a qualsiasi età. Per questo motivo può rivolgersi serenamente a qualunque omeopata, pediatra o non, sempre a patto, però, che segua un indirizzo terapeutico di tipo unicista: questo, infatti, è l’unico indirizzo che, per la sua particolare metodologia, assicura il pieno rispetto della naturale ed indivisibile complessità psicofisica dell’essere umano, evidente fin dalla sua più tenera età, e sia allo stesso modo capace di evitare così inopportune soppressioni dei sintomi, le quali, se ripetute, possono fin da subito alterare la corretta armonia funzionale dei nostri processi vitali.
Sono la mamma di una bambina di 5 anni alla quale da pochi mesi
hanno diagnosticato la
celiachia, i medici affermano che è una
malattia permanente. Io, invece, ho notizie di una bambina che,
sottoposta a cure omeopatiche, è perfettamente guarita; se
possibile vorrei un vostro parere in proposito.
In effetti, la possibilità di guarire dalla celiachia è
realizzabile, omeopaticamente parlando, giacché la terapia
omeopatica, se ben condotta, mira proprio a modificare la
reattività generale dell’organismo a stimoli atmosferici,
ambientali e, come nel caso della sua bambina, alimentari, stimoli
che, per la maggior parte della popolazione, sono assolutamente
innocui. La giovanissima età ci fa inoltre sperare in una più
rapida guarigione, per cui rappresenta un ulteriore fattore
prognostico positivo per intraprendere una cura omeopatica. Questa
comunque dovrebbe essere sempre secondaria all’instaurarsi di una
dieta senza glutine, da provare poi lentamente a sostituire con
una dieta normale, via via che la terapia omeopatica ristabilisca,
con la sua azione, la naturale fisiologia nell’organismo della sua
bambina.
Sono papà da quasi 6 mesi e in diversi ospedali mi hanno informato
che mio figlio ha un problema di
blefarofimosi (riduzione generale
dell'apertura palpebrale), ptosi palpebrale, telecanto (distanza
aumentata tra i canti interni), epicanto inverso (una plica
cutanea che si diparte dalle ciglia inferiori e sale verso l'alto,
coprendo parzialmente il canto interno). Con la crescita
spariranno i problemi di telecanto ed epicanto (se non del tutto,
con un intervento sarà possibile eliminarli definitivamente)
mentre per la ptosi palpebrale la situazione è un pò più
complicata: ci vuole un intervento a circa 5 anni che alzerà un
po’ la palpebra, e questo sarà possibile usando il tessuto di un
muscolo dalla coscia. Il fatto è, però, che mi hanno confermato
che mio figlio, anche dopo l'intervento, non potrà avere gli occhi
come una persona normale perché il muscolo purtroppo non
funzionerà normalmente: in parole povere avrà solo gli occhi un pò
più aperti. La mia domanda è la seguente: nel suo campo esiste un
rimedio o una possibilità di miglioramento alla situazione di mio
figlio?
Le malattie di origine genetica rappresentano sicuramente uno dei
principali limiti dell'omeopatia. Nel suo caso specifico quello
che posso dirle è che effettuare fin da questa età una terapia
omeopatica costituzionale può certamente migliorare la ripresa
funzionale dell'organo sede della malformazione, ma non può
modificarla del tutto. Senza dubbio, però, col passare del tempo
questa condizione potrebbe avere un risvolto psicologico negativo
sul suo bambino, ed anche per questo, per la sua azione dolce e
preventiva, mi permetto di consigliarle di iniziare presto una
terapia omeopatica che, se anche non risolvesse del tutto il
problema fisico, sarebbe sicuramente in grado di migliorare il
livello di accettazione dello stesso, e quindi di fiducia in sé di
suo figlio, potenziandone quella forza di carattere che compenserà
al meglio il difetto fisico, e lo aiuterà nelle relazioni con gli
altri.
Da quando mio figlio ha cominciato la scuola, quasi regolarmente una settimana si ed una no si ammala, a volte dovendo ricorrere a farmaci antibiotici. Sono in generale contrario alle terapie convenzionali e per questo chiedevo un suo consulto, non per qualcosa in particolare, ma per migliorare (se possibile), la qualità di vita in generale. Anche perchè vivendo in una metropoli come Roma siamo ormai tartassati dallo smog e dalle conseguenze che riporta, tipo allergie dovute ai gas di scarico, bronchiti ed altre patologie molto comuni.
L’omeopatia è una cura che si rivolge primariamente a migliorare le capacità reattive dell’organismo umano, che stress, disordini nello stile di vita ed ereditarietà, contribuiscono a rendere sempre meno efficaci, esponendoci sempre più all’azione di agenti potenzialmente dannosi. L’approccio omeopatico, inoltre, è in grado di rispettare la naturale complessità psicofisica dell’organismo umano sia direttamente, in quanto non lo grava di effetti dannosi, sia indirettamente, in quanto non viene mai ad alterarne la sua fisiologia. Nei bambini e nei giovani adulti, infine, l’efficacia è spesso molto evidente già dalle prime somministrazioni dei rimedi.
La nostra bambina, secondo un pediatra di ottima fama nella mia zona, è un soggetto allergico, e da qui, secondo lui, deriverebbero i motivi per cui, circa due anni fa, aveva la febbre in media una volta al mese. Quello che all'epoca era il pediatra "ufficiale" la curava solo con cortisone, antibiotici ecc... Il pediatra di fama, invece, propose una cura omeopatica atta a rinforzare le difese immunitarie e , con soddisfazione, le diciamo per certo che nostra figlia ebbe subito un evidente miglioramento. Attualmente, però, ha dei fastidiosi pruriti nelle zone dietro le ginocchia, dove, visibilmente si vedono delle macchie bianche (più evidenti dopo l'abbronzatura) circoscritte da dei piccoli brufolini rossi (senza pus). Sarà anche questa una reazione allergica? E’ il caso di continuare la cura omeopatica?
La comparsa di manifestazioni cutanee in seguito alla somministrazione di una cura omeopatica è spesso un evento particolarmente favorevole, che indica che i meccanismi di difesa dell'organismo umano, sotto lo stimolo omeopatico, hanno ripreso a funzionare correttamente, e mirano così a portare verso l'esterno tutto ciò che può essere nocivo. Se tale reazione cutanea è seguita in particolare modo anche da un miglioramento delle condizioni respiratorie e, addirittura, era già presente in una fase precedente della vita della sua bambina, va considerata un segno prognostico assolutamente positivo, da non sopprimere in alcuna maniera, pena l'indebolimento iatrogeno che si provocherebbe, una volta ancora, alle naturali difese della bambina.
Mia figlia fin da piccolina soffre al meno due o tre volte l'anno di ossiuri, a volte arrivando a contaminare anche il resto della famiglia. Le norme igieniche di casa e della persona sono rispettate, e non riesco a capire perchè spesso ci ricasca. La settimana scorsa ha avuto un episodio ancora più marcato e da allora soffre di una grossa cistite (da 7 giorni) curata dalla pediatra con Bactrim, due volte al dì. Ho cercato di far capire al nostro medico che secondo me esiste una correlazione con le due cose, ma penso che mi prenda per matta! Adesso siamo in attesa di alcuni esami che ho "forzatamente" richiesto (esame delle urine con antibiogramma e tampone vaginale); la ragazza tuttavia non migliora e comincio ad essere un pò preoccupata. Potrebbe dirmi se esiste un rimedio omeopatico per evitare le reinfestazioni?
L'omeopatia, nella sua forma più vera e più efficace, non è rivolta alla semplice cura della malattia, bensì a quella del paziente affetto da una determinata malattia. In altre parole la terapia è sempre individualizzata, e questa maniera è l’unica che ci permette di agire e curare le cause dei disturbi, dal momento che una buona terapia omeopatica è sempre capace di individuare la ragione della persistenza di qualsiasi disturbo in una personalissima incapacità dell'organismo a liberarsene e, trattando proprio tale incapacità, è in grado di apportare guarigioni definitive.
Navigando in cerca di rimedi omeopatici per la
pediculosi
(mio
figlio di 6 anni e mezzo ne è affetto, me ne sono accorta da una
settimana, e tra l'altro ho una bimba di 14 mesi che vorrei
proteggere) ho trovato il suo nominativo. Sarebbe così gentile da
indicarmi rimedi omeopatici che si possono utilizzare a tal fine?
Ritiene che possa essere utile assumere i granuli di Pediculus
Capitis ed eventualmente a che diluizione?
Il trattamento eradicante della pediculosi è sicuramente un
trattamento lungo e difficile, che non sempre ha la capacità di
liberare in maniera definitiva la persona che ne è affetta, questo
perché, a fronte dei possibili contatti, che sicuramente la
comunità scolastica facilita, c’è sempre una predisposizione
individuale che rende certi bambini più suscettibili di altri a
parità di esposizione al contagio. Per modificare tale stato di
suscettibilità, omeopaticamente parlando, sarebbe meglio
sottoporre il suo bambino ad una terapia costituzionale che ne
rinforzi le difese e prevenga in tal modo il ritorno del problema.
Una terapia siffatta necessita inevitabilmente dell’effettuazione
di una visita accurata, avente lo scopo di individuare qual è la
disarmonia funzionale dell’organismo che favorisce il ritorno del
problema. Tutti gli altri trattamenti, infatti, sia quelli
tradizionali, sia quelli omeopatici sintomatici, come quello
relativo al rimedio da lei citato, non sono capaci che di fornire
un sollievo temporaneo al problema, perché non in grado di agire
sulle cause che lo sostengono, appunto la disarmonia dei processi
vitali, e che, in condizioni ottimali, invece, hanno il supremo
scopo di mantenere in buona salute psicofisica l’essere umano in
ogni circostanza a lui sfavorevole.
Vorrei gentilmente sapere che tipo di prevenzione c'è riguardo a bronchiti ricorrenti: mia figlia ha 4 anni, e da quando va a scuola materna si ammala continuamente. Dalle prove allergologiche non è risultato niente. Le viene una tosse secca e anche la febbre intorno ai 38.5. Vorrei saper se ci sono cure omeopatiche in grado di prevenire questi episodi. Cosa mi consiglia, invece, quando la bronchite ha già fatto il suo corso?
La migliore terapia preventiva omeopatica è quella cosiddetta costituzionale, comprendente lo studio delle caratteristiche morfologiche, caratteriali e temperamentali della sua bambina, che permettono di intervenire adeguatamente, modificando la reattività dell’organismo in modo tale da rinforzarne le capacità di difesa e prevenire così sempre meglio il continuo verificarsi degli episodi infettivi. Poiché una terapia costituzionale necessita sempre uno studio attento e approfondito del paziente, è sempre opportuno farla precedere da una visita accurata. Nel caso, invece, di strascichi conseguenti agli episodi bronchiali, il rimedio varia a seconda dei sintomi: se permangono secrezioni bronchiali dense e giallastre, e facili stancabilità, il rimedio più adatto sarà sulfur iodatum; se permane tosse secca e debolezza sarà utile sulfur. Entrambi vanno somministrati alla 15 ch, tre volte al giorno per 4-5 gg.
Sono diventato papà da una quindicina di giorni. Vivo a Roma e se permette vorrei chiederle se è anche pediatra omeopata. Qualora non lo fosse, la pregherei di consigliarmene uno nella zona, visto che vorrei indirizzare mio figlio a questa nuova medicina meno invasiva e più salutare.
Nella mia zona, che io conosca, esercitano alcuni pediatri che utilizzano l’omeopatia solo per la cura di affezioni acute, dove peraltro ritengo non escludano sempre il contemporaneo ricorso alla medicina tradizionale. Si tratta di un approccio lodevole, ma ben diverso dal rispetto unitario della realtà umana che, se seguito fin da piccolissimi, aiuta sicuramente a fortificare l'organismo ed evita molti insulti provocati proprio dalle terapie farmacologiche. Sarebbe dunque meglio affidarsi ad un pediatra omeopata integralista, che solo in casi selezionati utilizzi anche i farmaci (ma che purtroppo non conosco, e tanto meno in zona) oppure ad un buon omeopata generale, riservando in questo caso le visite pediatriche tradizionali solo per la diagnosi delle malattie proprie dei bambini e i comuni controlli di peso e crescita.
Ho una bambina di 15 mesi che da l'età di sei combatte con un eczema presente in varie parti del corpo, ma più accentuato sulla piega di entrambi i polsi. C'è da sottolineare il fatto che ciò si è presentato con l'arrivo dei dentini. A 10 mesi ha fatto le prove allergiche e non è risultata positiva a niente, però tenga presente che io sono allergica al nichel e alla polvere gialla del pino e che mio marito è anche lui allergico agli acari e la sorellina alla parietaria. Purtroppo l'eredità non è delle migliori!La piccola ha fatto per un pò di tempo una cura con crema al cortisone Eloicon, ma il problema non si è risolto; ho provato anche una cura omeopatica: all'inizio con Sulfur 30 ch granuli, 10 gr.sciolti in acqua in un unica somministrazione e sembrava funzionare; poi con il susseguirsi dei dentini anche questo rimedio sembra non avere più efficacia.Il medico mi ha prescritto poi Graphites 30 ch 10 granuli in unica somministrazione. La pelle è rossa, secca e squamata, con crosticine color giallo ocra.La bambina nell'insieme è tranquilla dorme abbastanza, e non mi sembra che le abbia prurito, però non vuole che le si tocchino i polsi. Io gradirei da lei un consiglio su come comportarmi e un eventuale rimedio da somministrare alla piccola per farle passare questo problema.
In casi come questi è inutile avventurarsi alla somministrazione di rimedi a caso, che abbiano un'azione al più semplicemente palliativa, ma certamente sarà molto più proficuo sottoporre la bambina ad una visita accurata: attraverso infatti una serie di domande che indaghino sugli antecedenti familiari, sulla gravidanza e sul post-partuum, e proseguendo ancora all'analisi dei primi mesi di vita della sua bambina, dell'alimentazione, delle funzioni fisiologiche e della vaccinazioni eventualmente eseguite, sarà possibile individuare la circostanza predisponente l'insorgenza delle manifestazioni cutanee e soprattutto favorente la loro persistenza, e trovare così una cura che, agendo proprio su tali predisposizioni, e modificandole, potrà condurre alla risoluzione definitiva del problema, senza alterare la fisiologia della sua bambina.
Le chiedo un parere su mia figlia che soffre di allergia agli acari di una certa entità che periodicamente hanno determinato degli attacchi di broncospasmo, oggi fortunatamente sotto controllo grazie ad una cura con il MONTAGEN. Tuttavia recentemente sono emersi ulteriori problemi respiratori. In pratica la bambina, di tre anni, respira praticamente a bocca aperta e la notte russa pesantemente. Il problema sembra siano le adenoidi.
Il problema attuale di sua figlia è molto probabilmente ricollegabile all’allergia agli acari, e in particolare al tipo di cura cui la bambina è stata sottoposta: una terapia volta esclusivamente a migliorare un sintomo locale senza comprenderlo quale espressione di un’alterazione funzionale della fisiologica armonia di tutto l’organismo, finisce molto spesso per spostare il problema da un livello superficiale ad uno più profondo. In casi come questi perciò, omeopaticamente parlando, è necessario riconsiderare tutto il quadro della sua bambina, dalla nascita fino ad oggi, e verificare quanto le terapie esclusivamente locali possano aver ridotto le capacità di difesa dell’organismo della piccola, così da iniziare con una terapia omeopatica adeguata a rinforzarle di nuovo, affinché la salute locale diventi l’aspetto più evidente del buon funzionamento di tutto l’organismo.
Le scrivo per domandarLe se Lei, operando nel campo delle medicine non convenzionali, si occupa anche dell'eliminazione del virus di Epstein Barr dall'organismo. Ho un problema ormai da cinque mesi con mia figlia, che ha tre anni, e puntualmente ogni due settimane, torna ad avere attacchi febbrili da Mononucleosi, il cui episodio principale risale ad Ottobre, con successivo ricovero per comparsa di petecchie sul tronco. Visto che abito a Roma, sarebbe importante per me avere un punto di riferimento nella mia città.
in un caso in cui il virus ha tendenza a persistere nell’organismo, anche dopo la fase acuta, l’omeopatia offre le maggiori possibilità di debellare definitivamente l’infezione senza gravare di ulteriori e spiacevoli effetti collaterali l’organismo umano. Questo risultato, pèrò, può raggiungersi solo tramite una visita preliminare che indaghi accuratamente ed estesamente sulle circostanze che hanno reso l’organismo di sua figlia suscettibile all’infezione, e le impediscono altresì di pervenire ad una guarigione soddisfacente. Solo, infatti, trattando opportunamente questa condizione di predisposizione e al contempo di insufficienza dei poteri di difesa della sua bambina, si potrà pervenire ad una guarigione duratura che sia espressione della corretta ripresa funzionale di tutto l’organismo, cui si assoceranno le migliori capacità di autodifesa e di autoguarigione.
Sono la mamma di una bambina di 32 mesi. Le scrivo per chiederle un consiglio riguardo una cura da poter dare a mia figlia che ultimamente si ammala spesso di bronchite asmatica (comparsa sempre con il picco dell'influenza): ogni volta dobbiamo fare cure di cortisone sia per bocca che per aerosol di settimane intere, con tutte le conseguenze della somministrazione di questi farmaci: irritabilità, inappetenza ecc.; ritrovandoci non appena riprende le sue attività quotidiane (asilo nido) a combattere di nuovo con raffreddori e bronchiti, un circolo vizioso dal quale non riesco a vedere l'uscita. Ho provato a somministrarle la pappa reale per aiutarla a sviluppare le difese immunitarie, ma non ne vuole sapere. Da qualche giorno poi ha degli attacchi di tosse che arrivano all'improvviso e scompaiono altrettanto all'improvviso: il sospetto che sia di origine allergica si fa più forte ogni giorno che passa, ma il pediatra mi ha detto che è troppo piccola per effettuare delle prove allergiche, che bisogna attendere almeno i tre anni, ma nel frattempo la bimba sta male.Mi potrebbe dare qualche consiglio in merito? E' necessario che la bimba venga visitata o vista la tenera età non è ancora consigliabile intraprendere un percorso di cura omeopatico?
In tutti i disturbi a carattere cronico-recidivante, qualsiasi sia l’età del soggetto in esame, da un punto di vista omeopatico è sempre raccomandabile effettuare una visita preliminare: solo attraverso questa, infatti, i disturbi potranno essere compresi in relazione ad uno stato di alterazione funzionale dell’organismo della bimba, che si è determinato come conseguenza, in primo luogo dell’ereditarietà, e successivamente di interventi terapeutici innaturali. In questa maniera si arriverà a comprendere i veri motivi che predispongono la bambina al continuo ritorno dei sintomi - che peraltro stanno anche aggravandosi come effetto delle cure allopatiche a cui ogni volta viene di nuovo sottoposta - e così, eliminandone le cause effettive,si potrà ricondurre l’organismo a quell’originale armonia, che corrisponde anche alla sua più ottimale capacità di difesa.
Vorrei chiederle cosa ne pensa dei vaccini obbligatori per legge, perchè vorrei farli fare al mio bambino.
La vaccinazione è una pratica medica ormai consolidata che ha storicamente una sua indubbia validità, ma che si è poi diffusa oltremisura anche quando le condizioni ambientali sono comunque di molto migliorate rispetto alla loro originaria introduzione. Una esposizione eccessiva ai vaccini sicuramente non rispetta la fisiologia umana, ed anzi espone l'organismo dei piccoli ad un insulto iatrogeno non indifferente, anche se le conseguenze non sempre sono per fortuna così evidenti, soprattutto al momento della loro effettuazione. Il consiglio che le do è di limitare i vaccini a quelli strettamente necessari e comunque per legge obbligatori, senza ricorrere invece ai facoltativi. Quando sottoporrà il bambino alla vaccinazione consulti l'omeopata prescelto che le saprà indicare un opportuno trattamento omeopatico, da far fare al suo bambino prima e dopo ogni vaccinazione, per ridurne comunque i possibili effetti collaterali.
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