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FAQ (Frequently Asked Questions)
 - Omeopatia pediatrica
 


Sono mamma di un bambino di pochi mesi, che presenta con ricorrenza processi secretivi a carico delle prime vie aeree. Vorrei sapere gentilmente se può indicarmi un pediatra omeopata cui portarlo in visita, dal momento che quello tradizionale continua a somministrargli aerosol contenenti anche piccole quantità di cortisone, i quali apportano solo un breve miglioramento seguito presto dalla ricomparsa dei sintomi.

Qualsiasi medico omeopata che pratichi l'omeopatia in maniera corretta, rivolgendola cioè alla cura della persona affetta da una determinata malattia e non della sola malattia, è in grado di curare qualsiasi essere umano e a qualsiasi età. Per questo motivo può rivolgersi serenamente a qualunque omeopata, pediatra o non, sempre a patto, però, che segua un indirizzo terapeutico di tipo unicista: questo, infatti, è l’unico indirizzo che, per la sua particolare metodologia, assicura il pieno rispetto della naturale ed indivisibile complessità psicofisica dell’essere umano, evidente fin dalla sua più tenera età, e sia allo stesso modo capace di evitare così inopportune soppressioni dei sintomi, le quali, se ripetute, possono fin da subito alterare la corretta armonia funzionale dei nostri processi vitali.


Sono la mamma di una bambina di 5 anni alla quale da pochi mesi hanno diagnosticato la celiachia, i medici affermano che è una malattia permanente. Io, invece, ho notizie di una bambina che, sottoposta a cure omeopatiche, è perfettamente guarita; se possibile vorrei un vostro parere in proposito.

In effetti, la possibilità di guarire dalla celiachia è realizzabile, omeopaticamente parlando, giacché la terapia omeopatica, se ben condotta, mira proprio a modificare la reattività generale dell’organismo a stimoli atmosferici, ambientali e, come nel caso della sua bambina, alimentari, stimoli che, per la maggior parte della popolazione, sono assolutamente innocui. La giovanissima età ci fa inoltre sperare in una più rapida guarigione, per cui rappresenta un ulteriore fattore prognostico positivo per intraprendere una cura omeopatica. Questa comunque dovrebbe essere sempre secondaria all’instaurarsi di una dieta senza glutine, da provare poi lentamente a sostituire con una dieta normale, via via che la terapia omeopatica ristabilisca, con la sua azione, la naturale fisiologia nell’organismo della sua bambina.


Sono papà da quasi 6 mesi e in diversi ospedali mi hanno informato che mio figlio ha un problema di blefarofimosi (riduzione generale dell'apertura palpebrale), ptosi palpebrale, telecanto (distanza aumentata tra i canti interni), epicanto inverso (una plica cutanea che si diparte dalle ciglia inferiori e sale verso l'alto, coprendo parzialmente il canto interno). Con la crescita spariranno i problemi di telecanto ed epicanto (se non del tutto, con un intervento sarà possibile eliminarli definitivamente) mentre per la ptosi palpebrale la situazione è un pò più complicata: ci vuole un intervento a circa 5 anni che alzerà un po’ la palpebra, e questo sarà possibile usando il tessuto di un muscolo dalla coscia. Il fatto è, però, che mi hanno confermato che mio figlio, anche dopo l'intervento, non potrà avere gli occhi come una persona normale perché il muscolo purtroppo non funzionerà normalmente: in parole povere avrà solo gli occhi un pò più aperti. La mia domanda è la seguente: nel suo campo esiste un rimedio o una possibilità di miglioramento alla situazione di mio figlio?

Le malattie di origine genetica rappresentano sicuramente uno dei principali limiti dell'omeopatia. Nel suo caso specifico quello che posso dirle è che effettuare fin da questa età una terapia omeopatica costituzionale può certamente migliorare la ripresa funzionale dell'organo sede della malformazione, ma non può modificarla del tutto. Senza dubbio, però, col passare del tempo questa condizione potrebbe avere un risvolto psicologico negativo sul suo bambino, ed anche per questo, per la sua azione dolce e preventiva, mi permetto di consigliarle di iniziare presto una terapia omeopatica che, se anche non risolvesse del tutto il problema fisico, sarebbe sicuramente in grado di migliorare il livello di accettazione dello stesso, e quindi di fiducia in sé di suo figlio, potenziandone quella forza di carattere che compenserà al meglio il difetto fisico, e lo aiuterà nelle relazioni con gli altri.


Da quando mio figlio ha cominciato la scuola, quasi regolarmente una settimana si ed una no si ammala, a volte dovendo ricorrere a farmaci antibiotici. Sono in generale contrario alle terapie convenzionali e per questo chiedevo un suo consulto, non per qualcosa in particolare, ma per migliorare (se possibile), la qualità di vita in generale. Anche perchè vivendo in una metropoli come Roma siamo ormai tartassati dallo smog e dalle conseguenze che riporta, tipo allergie dovute ai gas di scarico, bronchiti ed altre patologie molto comuni.

L’omeopatia è una cura che si rivolge primariamente a migliorare le capacità reattive dell’organismo umano, che stress, disordini nello stile di vita ed ereditarietà, contribuiscono a rendere sempre meno efficaci, esponendoci sempre più all’azione di agenti potenzialmente dannosi. L’approccio omeopatico, inoltre, è in grado di rispettare la naturale complessità psicofisica dell’organismo umano sia direttamente, in quanto non lo grava di effetti dannosi, sia indirettamente, in quanto non viene mai ad alterarne la sua fisiologia. Nei bambini e nei giovani adulti, infine, l’efficacia è spesso molto evidente già dalle prime somministrazioni dei rimedi.


La nostra bambina, secondo un pediatra di ottima fama nella mia zona, è un soggetto allergico, e da qui, secondo lui, deriverebbero i motivi per cui, circa due anni fa, aveva la febbre in media una volta al mese. Quello che all'epoca era il pediatra "ufficiale" la curava solo con cortisone, antibiotici ecc... Il pediatra di fama, invece, propose una cura omeopatica atta a rinforzare le difese immunitarie e , con soddisfazione, le diciamo per certo che nostra figlia ebbe subito un evidente miglioramento. Attualmente, però, ha dei fastidiosi pruriti nelle zone dietro le ginocchia, dove, visibilmente si vedono delle macchie bianche (più evidenti dopo l'abbronzatura) circoscritte da dei piccoli brufolini rossi (senza pus). Sarà anche questa una reazione allergica? E’ il caso di continuare la cura omeopatica?

La comparsa di manifestazioni cutanee in seguito alla somministrazione di una cura omeopatica è spesso un evento particolarmente favorevole, che indica che i meccanismi di difesa dell'organismo umano, sotto lo stimolo omeopatico, hanno ripreso a funzionare correttamente, e mirano così a portare verso l'esterno tutto ciò che può essere nocivo. Se tale reazione cutanea è seguita in particolare modo anche da un miglioramento delle condizioni respiratorie e, addirittura, era già presente in una fase precedente della vita della sua bambina, va considerata un segno prognostico assolutamente positivo, da non sopprimere in alcuna maniera, pena l'indebolimento iatrogeno che si provocherebbe, una volta ancora, alle naturali difese della bambina.


Mia figlia fin da piccolina soffre al meno due o tre volte l'anno di ossiuri, a volte arrivando a contaminare anche il resto della famiglia. Le norme igieniche di casa e della persona sono rispettate, e non riesco a capire perchè spesso ci ricasca. La settimana scorsa ha avuto un episodio ancora più marcato e da allora soffre di una grossa cistite (da 7 giorni) curata dalla pediatra con Bactrim, due volte al dì. Ho cercato di far capire al nostro medico che secondo me esiste una correlazione con le due cose, ma penso che mi prenda per matta! Adesso siamo in attesa di alcuni esami che ho "forzatamente" richiesto (esame delle urine con antibiogramma e tampone vaginale); la ragazza tuttavia non migliora e comincio ad essere un pò preoccupata. Potrebbe dirmi se esiste un rimedio omeopatico per evitare le reinfestazioni?

L'omeopatia, nella sua forma più vera e più efficace, non è rivolta alla semplice cura della malattia, bensì a quella del paziente affetto da una determinata malattia. In altre parole la terapia è sempre individualizzata, e questa maniera è l’unica che ci permette di agire e curare le cause dei disturbi, dal momento che una buona terapia omeopatica è sempre capace di individuare la ragione della persistenza di qualsiasi disturbo in una personalissima incapacità dell'organismo a liberarsene e, trattando proprio tale incapacità, è in grado di apportare guarigioni definitive.


Navigando in cerca di rimedi omeopatici per la pediculosi (mio figlio di 6 anni e mezzo ne è affetto, me ne sono accorta da una settimana, e tra l'altro ho una bimba di 14 mesi che vorrei proteggere) ho trovato il suo nominativo. Sarebbe così gentile da indicarmi rimedi omeopatici che si possono utilizzare a tal fine? Ritiene che possa essere utile assumere i granuli di Pediculus Capitis ed eventualmente a che diluizione?

Il trattamento eradicante della pediculosi è sicuramente un trattamento lungo e difficile, che non sempre ha la capacità di liberare in maniera definitiva la persona che ne è affetta, questo perché, a fronte dei possibili contatti, che sicuramente la comunità scolastica facilita, c’è sempre una predisposizione individuale che rende certi bambini più suscettibili di altri a parità di esposizione al contagio. Per modificare tale stato di suscettibilità, omeopaticamente parlando, sarebbe meglio sottoporre il suo bambino ad una terapia costituzionale che ne rinforzi le difese e prevenga in tal modo il ritorno del problema. Una terapia siffatta necessita inevitabilmente dell’effettuazione di una visita accurata, avente lo scopo di individuare qual è la disarmonia funzionale dell’organismo che favorisce il ritorno del problema. Tutti gli altri trattamenti, infatti, sia quelli tradizionali, sia quelli omeopatici sintomatici, come quello relativo al rimedio da lei citato, non sono capaci che di fornire un sollievo temporaneo al problema, perché non in grado di agire sulle cause che lo sostengono, appunto la disarmonia dei processi vitali, e che, in condizioni ottimali, invece, hanno il supremo scopo di mantenere in buona salute psicofisica l’essere umano in ogni circostanza a lui sfavorevole.


Vorrei gentilmente sapere che tipo di prevenzione c'è riguardo a bronchiti ricorrenti: mia figlia ha 4 anni, e da quando va a scuola materna si ammala continuamente. Dalle prove allergologiche non è risultato niente. Le viene una tosse secca e anche la febbre intorno ai 38.5. Vorrei saper se ci sono cure omeopatiche in grado di prevenire questi episodi. Cosa mi consiglia, invece, quando la bronchite ha già fatto il suo corso?

La migliore terapia preventiva omeopatica è quella cosiddetta costituzionale, comprendente lo studio delle caratteristiche morfologiche, caratteriali e temperamentali della sua bambina, che permettono di intervenire adeguatamente, modificando la reattività dell’organismo in modo tale da rinforzarne le capacità di difesa e prevenire così sempre meglio il continuo verificarsi degli episodi infettivi. Poiché una terapia costituzionale necessita sempre uno studio attento e approfondito del paziente, è sempre opportuno farla precedere da una visita accurata. Nel caso, invece, di strascichi conseguenti agli episodi bronchiali, il rimedio varia a seconda dei sintomi: se permangono secrezioni bronchiali dense e giallastre, e facili stancabilità, il rimedio più adatto sarà sulfur iodatum; se permane tosse secca e debolezza sarà utile sulfur. Entrambi vanno somministrati alla 15 ch, tre volte al giorno per 4-5 gg.

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