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FAQ (Frequently Asked Questions)
 - Curarsi con l'Omeopatia (disturbi vari)
 


Da un po’ di mesi sudo moltissimo alle ascelle, mani e piedi in certe occasioni, credo sia un problema di origine nervosa. Vorrei sapere se tramite l'omeopatia è possibile risolvere il problema.

L’omeopatia può senza dubbio aiutarla a risolvere il suo problema, ancora di più se, come lei stesso dice, quasi sicuramente esso dipende in gran parte da una somatizzazione delle sue tensioni emotive. Proprio su queste ultime, infatti, l’omeopatia può agire egregiamente, riequilibrando nella maniera più fisiologica possibile il suo organismo al punto tale da permetterle di reagire adeguatamente agli stimoli che le provengono dall’esterno, e che trovano uno sfogo esteriore quando l’armonia funzionale del suo organismo è stata sensibilmente e permanentemente perturbata. Tale manifestazione esteriore rappresenta comunque il mezzo migliore con il quale il suo organismo si riporta in equilibrio, evitando che l’eccesso di tossine, prodottesi a seguito della disarmonia dei suoi processi vitali, finisca per intossicarla oltremodo e predisporla, così, ad ulteriori e più seri disturbi. L’omeopatia allora non agirà sopprimendo questa indispensabile eliminazione tossinica, ma riequilibrando al meglio l’armonia funzionale del suo organismo, così da far rientrare in breve tempo, e naturalmente, il suo disturbo.


Sarei molto interessato a seguire una cura omeopatica, ma prima di cominciarla devo dirle che sono molto sfiduciato da qualsiasi tipo di medicina convenzionale o alternativa che sia...ho un problema di dermatite seborroica sul cuoio capelluto e sul viso e questo mi sta procurando anche dei problemi psicologici abbastanza seri. Prima di venire, volevo sapere se attraverso l'omeopatia ho qualche possibilità di guarigione da questa fastidiosissima patologia (definita dal dermatologo "CRONICA").

Il termine cronico, cui fa riferimento il suo dermatologo, si riferisce al fatto che la patologia di cui lei soffre può presentare dei periodi di apparente miglioramento delle lesioni, ma mostra altresì la tendenza, in altri periodi dell'anno, a fasi di recrudescenza con conseguente intensificazione delle lesioni. Questo fatto sta a significare che al più, con la medicina tradizionale, è possibile ottenere una quiescenza parziale della malattia ma non la guarigione definitiva. L'omeopatia nasce proprio con lo scopo di ottenere, in ogni patologia, una guarigione duratura, in cui cioè i sintomi non abbiano la tendenza a ripresentarsi non appena smessa la cura o in presenza di determinate situazioni ambientali o personali.
Per far questo essa studia il paziente affetto da patologie come la sua in maniera totale, ovvero accanto alle lesioni evidenti sulla cute, si interessa di studiarne il carattere, le modalità di reazione agli stimoli meteorologici ed ambientali, ed altri eventuali sintomi locali apparentemente senza alcun collegamento con la patologia di cui lei soffre. Tutto questo per cercare di spostare l'obiettivo della cura dalla semplice malattia al malato affetto da quella specifica patologia, sforzandosi così di realizzare una cura causale che miri cioè alla rimozione dei fattori predisponenti l'insorgenza ed il continuo ritorno dei sintomi. Infatti, solo eliminando le cause che sono alla base dei suoi disturbi, e di cui tali disturbi sono l'aspetto esteriore più evidente, sarà possibile ottenere la progressiva attenuazione dei sintomi sino alla loro completa e definitiva scomparsa come conseguenza di una migliore ripresa funzionale di tutto il suo organismo.


Dopo un aborto provocato ho cominciato ad avere prurito e bruciore vaginale e negli ultimi anni anche anale. Inizialmente per molti anni si presentava soltanto nelle ore notturne, ora anche di giorno. Sono stata visitata da molti ginecologi che mi hanno prescritto farmaci, creme, candelette, ecc, ma senza mai nessun risultato definitivo. Sa darmi qualche consiglio, visto che ora sono un po' scettica delle medicine: esiste qualche cura omeopatica al riguardo?

Tutte le volte che un qualsiasi disturbo lamentato mostra tendenza a persistere, o comunque a recidivare, è perché i naturali processi di difesa dell’organismo umano si rivelano incapaci di pervenire spontaneamente alla guarigione, come conseguenza di una disarmonia generale delle funzioni vitali. In omeopatia, dunque, per guarire da disturbi come i suoi, si cerca, attraverso una visita accurata, proprio di curare questo stato di perturbazione funzionale che coinvolge tutto il suo organismo, e del quale il suo disturbo locale è solo l'aspetto terminale e più evidente. Agire su tale stato di perturbazione, significa pertanto agire sulle cause effettive dei suoi disturbi, solo eliminando le quali le sarà possibile ottenere una guarigione finalmente stabile e duratura.


Attraverso un esame ecografico hanno riscontrato, a mio padre, la presenza di un calcolo di circa un centimetro in una ghiandola salivare (sottomandibolare). Vorrei chiederle se c'è la possibilità di trattare con rimedi omeopatici il disturbo.

Un calcolo è una formazione solida che si può formare in ogni ghiandola secretoria del corpo umano quando il rapporto tra soluti e solventi si sbilancia a tal punto da determinare la precipitazione, in forma solida, dei soluti della soluzione. L’omeopatia non può certamente disciogliere direttamente un calcolo formatosi, ma può migliorare la funzionalità ghiandolare, così da permettere all’organo interessato di secernere un liquido naturalmente più fluido, in cui i suoi componenti, cioè, non abbiano più la tendenza a precipitare. Tuttavia per modificare l’alterazione fisiologica venutasi a creare a carico della ghiandola è necessario capirne le cause, cosa che, omeopaticamente parlando, si può fare solo attraverso una visita accurata che permetta di considerare il disturbo locale come facente parte di un ‘alterazione funzionale più complessa, coinvolgente cioè l’armonia funzionale di tutto l’organismo, e di cui la patologia locale rappresenta solo l’aspetto più evidente.



Il mio ragazzo soffre di insonnia. Dorme pochissime ore a notte; quando perde il sonno, si inizia ad agitare fortemente: gli viene fame, si mette a suonare la chitarra, guarda la tv. Si riaddormenta solo di mattina, sfasando così la giornata. Tutto è derivato da quando gli è morto il papà in un bruttissimo incidente d'auto, che ha coinvolto anche la mamma e la sorella. Sebbene, non abbia competenze scientifiche, credo che l'insonnia, così come il suo rapporto errato con il cibo, trovi il suo nascere in quella tragedia. Le chiedo se secondo lei, questo disturbo può essere curato con l'omeopatia, e le chiedo anche un suggerimento su come convincerlo ad affrontare questa situazione e a "farsi curare", poichè lui è fortemente restio ad assumere farmaci di ogni tipo.

Certamente, nel caso del suo ragazzo, l’evento che ha subito avrà determinato un’ alterazione permanente dell’armonia funzionale di tutto il suo organismo, proprio in virtù della intensa drammaticità di ciò che gli è accaduto. Grazie all’omeopatia è possibile individuare tale alterazione funzionale dell’organismo, e trattarla con rimedi che hanno la capacità di rimuovere le modificazioni fisiologiche venutesi a creare, ripristinando un adeguato ordine delle funzioni vitali, che si tradurrà nella progressiva scomparsa dei sintomi più fastidiosi, e nel ritorno a quelle condizioni psicofisiche che precedevano il triste avvenimento. Quanto a convincerlo, le suggerisco di dirgli che la natura e il genio umano hanno permesso di trasformare sostanze apparentemente inerti o addirittura potenzialmente tossiche in potenti benefattori del nostro organismo, capaci di diventare i nostri migliori alleati proprio in situazioni difficili come quella che sta vivendo il suo ragazzo.


Sono affetto da epatite del tipo B: dal mese di settembre assumo Interferone e la cura sembra funzionare anche se le piastrine continuano a scendere: ai primi di febbraio ne risultavano 54mila. Volevo sapere se c'è un rimedio per fermare la lenta ma continua discesa delle piastrine.

Esprimere un giudizio su quanto da lei scritto è cosa un po’ ardua, ma se la diminuzione delle piastrine dipende dall’interferone che sta assumendo, l’unico rimedio sarebbe quello di sospenderlo: non esistono infatti rimedi omeopatici in grado di innalzare direttamente le piastrine se non come conseguenza di un miglioramento funzionale di tutto l’organismo sotto lo stimolo del prodotto omeopatico che, però, nel suo caso si scontrerebbe inevitabilmente con l’azione collaterale dell’interferone, e dunque ne ostacolerebbe l’efficacia.


Lamento problemi intestinali (gonfiore e stipsi) ma in maniera incostante, e soffro inoltre di Herpes Zoster. Ogni volta che esco da un periodo particolarmente stressante torna: applico dell'aciclovir in crema, passa e poi ritorna a distanza di qualche tempo (di solito 2/3 mesi). Ultimamente lamento anche pesantezza alle gambe e cellulite nella parte esterna dei fianchi (nonostante non sia in sovrappeso). Visto che mi rendo conto esserci una ciclicità nel mio malessere/benessere, volevo cercare di risolvere il più definitivamente possibile i miei problemi, a partire dall'alimentazione ed andando poi ad approfondire i problemi più specifici (come l'herpes). Vorrei quindi parlare con qualcuno di competente, fare un check up completo e capire come provare a risolvere questi problemi. Cosa mi consigliate?

Il suo è un quadro un po’ complesso, ma non certamente preoccupante che, proprio per il tipo di disturbi e la periodicità con cui si ripresentano, deve farle comprendere che, in questa fase, il suo organismo non è capace di risolvere autonomamente e definitivamente le manifestazioni patologiche che più l’assillano. L’omeopatia, attraverso una visita accurata, è sempre in grado di identificare l’alterazione funzionale di tutto il suo organismo che la espone al continuo ritorno dei sintomi e le impedisce di pervenire ad una guarigione soddisfacente. Proprio l’individuazione dello squilibrio che le ho detto, e il suo opportuno trattamento, ci permette di agire sulle cause dei suoi disturbi, e non solo sugli effetti, come probabilmente ha fatto fino ad ora, e di risolverli progressivamente in maniera stabile e duratura.


Soffro di dolori mestruali che mi obbligano a trascorrere molti dei giorni in cui sono indisposta al mio domicilio, senza potermi recare al lavoro. Gli antidolorifici che assumo attenuano un po’ le mie sofferenze, che però si ripresentano puntualmente ogni mese, all’arrivo di un nuovo flusso mestruale. Dalle indagini svolte non sembra esserci nessuna patologia in grado di giustificare i miei disturbi. Come può aiutarmi l’omeopatia?

I dolori, spesso anche molto intensi, che possono accompagnare l’arrivo delle mestruazioni, sono certamente l’espressione di una reattività abnorme del suo organismo agli adattamenti organici che subisce il suo fisico al termine di ogni ciclo, e che determinano la comparsa del flusso mestruale. Tali modificazioni vanno collocate, però, all’interno di un disordine funzionale di tutto il suo organismo, coinvolgente cioè anche la sua emotività e la sua reattività agli stimoli esterni di qualsiasi natura. Solo collocando il suo disturbo all’interno di un più complesso insieme di sintomi sarà possibile arrivarne a trattare le cause e risolverlo così progressivamente e in maniera definitiva. Per far questo, però, occorre sottoporsi ad una visita omeopatica preliminare.


Soffro di spondiloartrite reattiva da chlamydia da ca 6 mesi. Ovviamente mi hanno curato il motivo scatenante (la chlamydia) ma ho ancora dei sintomi forti di artrite e a forza di prendere antinfiammatori ora ho dolori allo stomaco. Lei pensa che l’omeopatia potrebbe aiutarmi?

L'omeopatia è una terapia che, attraverso uno studio approfondito del malato affetto da una determinata patologia, come nel suo caso l'artrite reattiva, mira a identificare lo squilibrio funzionale che ha determinato l'insorgenza della malattia e, contemporaneamente, impedisce al suo organismo di pervenire spontaneamente alla guarigione. In questa maniera non si curano solamente gli effetti dei disturbi, ad esempio i dolori articolari o l'agente microbiologico responsabile dell'artrite, ma se ne affrontano direttamente le cause organiche, aiutando in tal modo l'organismo a ritornare spontaneamente ed efficacemente alla salute, senza gravarlo di ulteriori effetti collaterali.


L'omeopatia può curare le disfunzioni tiroidee? Io prendo Eutirox 100 da circa 10 anni, e quando mi capita di dimenticarlo mi sento male.

Scopo di una buona cura omeopatica, nei casi come il suo, è permettere alla sua ghiandola di riprendere il più possibile l'attività spontanea che, a differenza di quanto avviene con l’Eutirox, garantisce al suo organismo una maggiore adattabilità alle diverse situazioni a cui è quotidianamente sottoposta. Per questo motivo, tutte le volte che l'omeopatia riesce a sostituire l’Eutirox, e a recuperare in toto o in parte alla sua naturale attività la tiroide, i risultati sono certamente più soddisfacenti che con la tradizionale terapia farmacologica.


Da molti anni soffro di bruciori gasrtici, reflusso gastroesofageo, e ho fatto anche il test del respiro nel quale risulta presente l'helycobacter pilory. Le domanda è la seguente: si può eradicare il batterio con una cura omeopatica vista la mia sofferenza nell'assunzione di antibiotici?

La presenza nella mucosa del suo stomaco dell'h.p. indica una sua suscettibilità al germe, che in condizioni ottimali non è in grado di colonizzare l'ambiente gastrico. Lo scopo di una corretta terapia omeopatica sarà proprio quello di ricondurla alle condizioni di salute antecedenti l'inizio dei suoi disturbi e, conseguentemente, l’insorgenza dello stato di suscettibilità al batterio, così da provocarne una naturale eradicazione, come effetto della migliorata sorveglianza immunitaria del suo organismo.


Da un po’ di tempo mi sto avvicinando all'omeopatia nel tentativo di estirpare i virus di cui sono stato affetto e sono affetto tuttora: quello della mononucleosi, presa alle medie e curata, credo, con cortisonici, e i condilomi contratti pù recentemente. L'omeopatia può essermi di aiuto, oppure sono stato consigliato male?

In affezioni come quelle che lei riferisce l'omeopatia offre grandi vantaggi rispetto alla terapia tradizionale: questa infatti è sempre diretta ad attaccare, e possibilmente eliminare, gli agenti causa dei suoi disturbi, senza peraltro modificare in meglio lo stato di suscettibilità del suo organismo, che anzi molto spesso subisce un ulteriore aggravamento a seguito della somministrazione dei farmaci comuni, che posseggono sempre un'azione altrettanto tossica anche nei confronti dell'essere umano. L'approccio omeopatico, invece, in simili affezioni, è proprio rivolto ad individuare e trattare lo stato di suscettibilità venutosi a creare per le ragioni più disparate, solo risolvendo il quale le sarà possibile assistere alla definitiva eliminazione dei germi in causa nella maniera più naturale e fisiologica possibile.


Vorrei esporle in breve il mio problema: Sono una ragazza poco più che ventenne e purtroppo ho una grande, ma grande quantità di testosterone in corpo. Sono andata da diversi ematologi e mi hanno detto che l'unica soluzione per far diminuire la peluria è prendere la pillola. Anche così, però, non risolverei dato che smettendo di prenderla sarei di nuovo allo stesso punto. L'omeopatia potrebbe risolvere il problema o ci metto una pietra sopra?

L'omeopatia si differenzia dalla medicina tradizionale dal momento che nelle persone che soffrono di uno stesso disturbo, riesce ad individuarne le caratteristiche peculiari che conferiscono individualità ad uno stesso malanno. E' proprio questo approccio che ci permette di arrivare a trattare la causa delle singole patologie: un’ alterazione permanente dell'ordine fisiologico dell'organismo umano, venutasi a creare per le circostanze più disparate (stress, errori nello stile di vita, traumi affettivi o fisici) e comunque diverse tra persone che soffrono di una stessa patologia. Inoltre la medicina omeopatica rispetta sempre la naturale complessità psicofisica dell'essere umano utilizzando pertanto rimedi che, quando ben somministrati, non sono assolutamente in grado di apportare quei fastidiosi effetti collaterali delle tradizionali cure, e di quelle ormonali in particolare.


Vorrei sapere quale rimedio omeopatico si può utilizzare in caso di acne sul viso contenente quel liquido biancastro proprio del disturbo.

Gentile paziente, l'acne è un disturbo della cute che ha la tendenza a perdurare nel tempo, mostrando fasi di riacutizzazione e di miglioramento in seguito ad influenze meteorologiche o alimentari. Il carattere di cronicità del disturbo, pertanto, indica che qualcosa nel fisiologico funzionamento del suo organismo si è andato perturbando in maniera permanente al punto che non gli è più possibile pervenire spontaneamente alla guarigione. La medicina tradizionale, nella maggior parte dei casi, cura le malattie della cute cercando di sopprimerne gli effetti a livello locale, ma così facendo interferisce sui normali processi di difesa del nostro organismo che hanno sempre lo scopo di portare verso l'esterno, e quindi lontano da organi e funzioni vitali eccellenti, tutto ciò che gli è nocivo. Omeopaticamente è possibile curare e guarire il suo disturbo solo attraverso una visita accurata, che abbia lo scopo di individuare proprio ciò che nei suoi processi vitali si è andato alterando in maniera stabile, e riportare così il suo organismo, attraverso la prescrizione di opportuni rimedi, al funzionamento più corretto, che le permetterà di vedere la progressiva e definitiva scomparsa delle lesioni cutanee come effetto della ritrovata armonia funzionale dei suoi organi ed apparati.


Vorrei rivolgerle una domanda: il piano di assistenza sanitaria nazionale prevede la possibilità per un qualsiasi paziente di rivolgersi ad un medico omeopata? Mi spiego meglio, mi scusi l'ignoranza in materia: esistono dei centri presso i quali sia possibile sottoporsi alla visita di un medico omeopata pagando solo il TICKET oppure è necessario fare tutto privatamente? Il sistema sanitario garantisce la possibilità di fruire delle prestazioni offerte da voi medici omeopati? Potrei avere, oltre al mio medico di base, anche il mio omeopata di fiducia senza dover pagare ogni volta i controlli?

Al momento la medicina omeopatica non è riconosciuta dal SSN per il rimborso di visite o dei rimedi acquistati in farmacia. Esistono comunque poche e distribuite realtà su tutto il territorio nazionale, soprattutto in ambito ospedaliero, dove è prevista l’effettuazione di visite con il solo pagamento di un ticket, e comunque attualmente non è possibile avere un medico omeopata di fiducia con le caratteristiche del medico di base del SSN. Mi permetto comunque di fare un commento alla sua, poiché molto spesso il fatto di dover pagare per l’effettuazione di una visita, e soprattutto dei relativi controlli, è visto da molti pazienti come uno spauracchio che li porta a preferire le comuni medicine quasi solo per un fatto di risparmio. Si tratta di un risparmio che, a mio avviso, ha poco senso, poiché aldilà degli effetti collaterali provocati dalla ripetizione dei farmaci tradizionali, l’effetto collaterale più grande, e al tempo stesso meno valutato, è che tali preparati di sintesi spesso agiscono contrastando, e finendo per indebolire, i naturali mezzi di difesa del nostro organismo, e così quando anche diano la sensazione di guarire, in realtà finiscono sempre per perturbare la naturale fisiologia del nostro organismo, predisponendolo ad imprevedibili conseguenze future. Pertanto, in mancanza di un rimborso delle terapie omeopatiche previsto dallo Stato e, soprattutto, di una selezione che non omologhi tutti gli omeopati, ma discrimini tra coloro che effettivamente hanno acquisito esperienza e padronanza della metodica, consideri la possibilità di scegliere liberamente ancora un privilegio, e il pagamento delle visite e dei controlli una quota in più che va a coprire ciò che lo Stato non può o non vuole offrirle e, casomai, provi a risparmiare su qualcos’altro che non sia la sua salute.


Da alcuni anni soffro di episodi ricorrenti di emicrania senza aura. Ho fatto diverse cure, ma i disturbi si ripresentano più o meno sempre con la stessa frequenza. Vorrei saper se con l’omeopatia è possibile intervenire, e qual è effettivamente la sua efficacia in questi casi.

Sicuramente con la medicina omeopatica è possibile ottenere risultati decisamente migliori di quelli che si ottengono con la medicina tradizionale, nei casi di emicrania, in quanto una corretta cura omeopatica non si limita a curare i singoli episodi, ma ho lo scopo di prevenire il loro ripetersi, agendo sulle tensioni emotive che spesso si nascondono dietro tali disturbi, e di cui il sintomo è semplicemente una sorta di trasferimento fisico. Attraverso una visita accurata, pertanto, è possibile individuare le cause nascoste del suo disturbo, cause che, proprio per la sua tendenza ad essere prevalentemente sintomatica, di norma rimangono nascoste alla medicina tradizionale, sebbene di esse la sua emicrania sia solo l’aspetto più evidente.

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