Desideravo sapere se esisteva la possibilità di sciogliere i calcoli alla colecisti (ne ho molti ma piccolissimi): sto assumendo Nux Vomica (Heel) 20 gocce 3 volte al dì su consiglio di un'amica. Soffro anche di reflusso gastroesofageo e leggera gastrite.
La possibilità di sciogliere i calcoli dipende dalla loro particolare combinazione: se trattassi di calcoli esclusivamente colesterinici, sicuramente qualche possibilità di scioglierli con una buona cura omeopatica - che permetta a tutto il suo organismo di ritrovare un’adeguata vitalità delle funzioni metaboliche, e nello specifico di quella bilio-panceatica, unita ad una dieta alimentare opportuna - effettivamente esiste, laddove si trattasse invece di calcoli con componente calcifica (la differenziazione è possibile tramite un semplice esame ecografico o una radiografia diretta dell’addome) sarà sicuramente molto più improbabile riuscire a solubilizzarli.
Spero possiate aiutarmi a trovare un prodotto omeopatico in grado di aumentare le piastrine nel sangue. Spero possiate darmi qualche indicazione in merito.
Prima di poter indicare qualsiasi prodotto, è necessario sapere qual è il motivo della sua piastrinopenia, nonché il valore aggiornato della conta piastrinica, i possibili effetti clinici che questo può aver determinato sul suo organismo e tutti gli accertamenti eventualmente già effettuati. Dopodiché, che io personalmente sappia, non esiste un prodotto omeopatico direttamente in grado di stimolare, in maniera fisiologica, la produzione delle piastrine, ma, esclusi fatti genetici irreversibili, condizioni cliniche scadenti, cronico stato d’intossicazione, ecc, in tutte le altre circostanze attraverso una visita omeopatica si può arrivare a comprendere il rimedio più adatto al suo specifico caso, che sia capace di stimolare la ripresa funzionale di tutto il suo organismo compresa quella preposta proprio alla produzione e immissione nel circolo ematico delle piastrine.
Da un po' di tempo soffro di reflusso gastroesofageo (dopo la seconda gravidanza) con bruciori che si irradiano al dorso e alla cervicale, e senso di corpo estraneo in gola. Sto seguendo una terapia farmacologica (consigliata dal mio medico curante) Lucen 20mg la sera prima di cena e Gaviscon dopo i pasti, già da 40 giorni, e nonostante un lieve miglioramento, non mi sento ancora al 100%. Il medico asserisce che devo andare avanti per mesi, e non dovessero esserci risultati, allora meglio effettuare la Gastroscopia (ho effettuato il test per l'Helicobacter P., ma è risultato negativo). Le premetto che sono sotto stress per via del lavoro, e soffro da anni di colon irritabile, che si accentua in primavera e in autunno. Sinceramente vorrei trovare un approccio più delicato per curare questo mio disturbo: esistono delle alternative omeopatiche ai farmaci tradizionali?.
Certamente l’approccio omeopatico a patologie come la sua, oltre ad essere più delicato è anche in grado di individuare e trattare all’origine i suoi disturbi, differenziandosi per questo da una cura tradizionale e farmacologica, che al più mira a lenire i sintomi, ma non è in grado di agire sulle motivazioni personali che provocano e mantengono le affezioni croniche. Proprio perché la cura omeopatica deve sempre essere il più possibilmente individualizzata al singolo caso, perché solo in questa maniera può arrivare a trattare i motivi che hanno provocato la sua malattia, è necessario inizialmente sottoporsi ad una visita che, oltre a interessarsi al disturbo locale e preminente, verifichi tutto quello che non va a carico di altri organi e apparati. Dall’insieme di questi sintomi si potrà così arrivare a scegliere il rimedio più adatto al suo caso, e in grado di trattarla terapeuticamente nel rispetto della sua naturale complessità psicofisica.
Sono una donna di circa 42 anni affetta da ipertiroidismo: si può curare con l'omeopatia?
L’ipertiroidismo è un termine generico che indica una serie di condizioni caratterizzate da un’eccessiva immissione in circolo di ormoni tiroidei, condizioni tra le quali, le più frequenti sono il Morbo di Basedow e l’Adenoma tossico di Plummer, oltre a forme transitorie nell’ambito di processi distruttivi della ghiandola, come le tiroiditi subacute. In tutti i casi una cura omeopatica ben fatta è in grado o di arrestare l’evoluzione della malattia o comunque di tenere a bada i sintomi che derivano dall’eccesso ormonale e in alcuni casi di far rientrare del tutto il disturbo, tutto questo mediante rimedi che sono al contempo in grado di rispettare la complessità psicofisica dell’organismo umano, e di non apportare nel tempo spiacevoli effetti collaterali.
La mia domanda è semplice: volevo sapere se si possono curare i disturbi della premenopausa con l'omeopatia? Nell'attesa di un gentile cenno di riscontro in merito, porgo distinti saluti..
Sicuramente l'omeopatia è in grado di curare in maniera efficace, e priva di effetti collaterali, i disturbi cui lei fa riferimento nella sua, e permetterle di giungere alla menopausa in condizioni tali, che anche tutti gli altri squilibri organici ad essa legati - principalmente quelli del tono dell'umore e la decalcificazione delle ossa - risultino essere ben controllati, evitandole così di esporsi ai possibili effetti nocivi della terapia ormonale sostitutiva, nonché alla pericolosa progressione della malattia osteoporotica.
Sono una ragazza di poco più di 20 anni, e soffro di sindrome dell’ovaio policistico: vorei sapere se potete aiutarmi a curarlo.
L'ovaio policistico è spesso l’aspetto più evidente di un'alterazione funzionale dell'asse ipotalamo-ipofisario che regola le diverse fasi del ciclo mestruale, preposte normalmente alla liberazione di una cellula uovo da fecondare, ed alla preparazione della parete uterina, che si predispone a ricevere, in caso, il prodotto del concepimento. L'ovaio policistico spesso consegue appunto ad un'anomalia funzionale di questo complesso processo, con la trasformazione dei follicoli ovarici, da cui emerge di norma una cellula uovo, in elementi cistici, che spesso si accompagnano alla secrezione in circolo di ormoni androgeni. La conseguenza di tutto ciò è spesso un ciclo anovulatorio, e la comparsa di peluria in quantità eccessiva e in sedi anomale, nonchè di possibili errori del metabolismo riguardanti i grassi nel sangue e la tolleranza agli zuccheri. La medicina tradizionale cura quest’affezione somministrando ormoni estroprogestinici, che arrestano la normale ovulazione, e quindi bloccano la funzione alterata senza guarirla. L'approccio omeopatico mira invece a riequilibrare nel complesso il suo organismo, in modo che il disturbo scompaia non per soppressione di una funzione, ma per cura delle condizioni, anche emotive ed esistenziali, che lo hanno provocato, e che ne favoriscono la persistenza nel tempo.
Gradirei un consiglio omeopatico per trattare una lieve ipertrofia prostatica.
Non posso suggerirle una cura omeopatica semplicemente in base al disturbo da lei indicato, semplicemente perché le cure omeopatiche sono sempre strettamente personalizzate. Questo approccio permette di trattare un insieme di sue personali caratteristiche individuali, comprendenti aspetti emotivi, e di reattività alle condizioni ambientali, e di trattare così il suo disturbo in maniera radicale, prevenendone in particolare ulteriori aggravamenti che, nel caso della sua patologia, possono provocare, nel tempo, un’ulteriore ingrossamento della ghiandola. Proprio per queste caratteristiche l’omeopatia si differenzia in maniera netta dalle cure tradizionali, che agiscono o con farmaci che distendono semplicemente la muscolatura vescicale, ma non curano la malattia, oppure che bloccano la cascata enzimatica che provoca la formazione di testosterone, l’ormone sessuale maschile, con conseguenti effetti collaterali che lei può facilmente immaginare. A livello fitoterapico il suo disturbo si tratta spesso con una sostanza, chiamata Serenoa Repens, di cui però non esistono al momento studi clinici così numerosi da validarne l’efficacia. Per tutti questi motivi la cura omeopatica, se ben fatta, rimane la cura capace di agire meglio sull’evoluzione clinica della malattia, e con effetti collaterali praticamente inesistenti quando sapientemente somministrata.
Sono una cinquantenne prima di effettuare una visita vera e propria desidererei sapere se ci sono valide cure omeopatiche per le emorroidi che, pur con una dieta alimentare, si ripresentano spesso e se mi può anticipare cosa poter assumere.
Le emorroidi sono un disturbo variegato che possono presentarsi in persone con una predisposizione genetica alla lassità della parete muscolare dei vasi venosi, in individui che soffrono di stipsi ostinata, o ancora in coloro che hanno uno stato cronico di affaticamento del circolo epatico, tale da provocare, a valle dell’organo, stati di congestione più o meno transitori. Le emorroidi poi si dividono in esterne e interne, e queste a loro volta in tre o quattro gradi a secondo del loro modo di presentazione. Omeopaticamente parlando poi, una volta effettuato il riscontro delle suddette caratteristiche, sarà importante modalizzare il tipo del disturbo e le eventuali sensazioni locali, individuare eventuali fattori scatenanti o aggravanti, ed eventuali errori comportamentali e alimentari che possono favorire il cronico ripresentarsi dei disturbi. In questa maniera, allora, definita nei dettagli la patologia, il disturbo verrà progressivamente individualizzato, e sarà così possibile agire alla sua radice, grazie ad una terapia strettamente personalizzata. Come vede si tratta di un approccio terapeutico sofisticato e comunque complesso, che non mi permette di darle un’indicazione di massima senza un precedente esame medico scrupoloso..
Soffro da molto di emicrania e mi sto curando con il Laroxyl che è un medicinale che funziona, ma a lungo andare fa ingrassare, e da dipendenza. Volevo sapere se esiste un prodotto omeopatico che posso usare come cura per l'emicrania e se me ne può dare il nome.
L’omeopatia è una terapia olistica, che rispetta, cioè, la naturale complessità psicofisica della persona. Tale complessità è poi ulteriormente complicata dall’incidenza sull’organismo umano di una serie di stimoli nocivi, ambientali come anche relazionali, che modificano in maniera permanente, e assolutamente individuale, la fisiologia dell’organismo. Su di una base ereditaria, dunque, una serie di circostanze personali rendono la patologia, ciascuna patologia, in parte del tutto analoga a quella di altri, che come lei soffrono di emicrania, e in parte caratterizzata da segni e sintomi assolutamente individuali; ecco, l’omeopatia, quando ben somministrata, agisce proprio su tale individualità, e in questa maniera vuole essere una cura radicale di disturbi a carattere cronico-recidivante, proprio come il suo. Per quanto appena dettole, lei ben comprende come un approccio simile mi impedisce di fornirle un rimedio unico valido per tutti, ma richiede una visita preliminare, atta proprio ad identificare il rimedio più adatto e profondamente curativo del suo specifico caso.
Ho difficoltà ad impormi verso gli altri, non riesco a dire mai di no, e a farmi rispettare. Poi ingrasso anche se mangio pochissimo, e anche se la tiroide funziona bene. C’è un rimedio adatto al mio caso?
Per disturbi come questi, che ormai sono ben radicati nella sua persona, bisogna sottoporsi ad una visita omeopatica preliminare: essi, infatti, verranno compresi all’interno di tutta un’altra serie di sintomi emotivi, e di reattività all’ambiente, che nell’insieme costituiscono il suo modo complessivamente non idoneo di relazionarsi con il circostante. Modificando, infatti, la sua reattività a stimoli personali e ambientali, e riportandola così ad una maniera più naturale e spontanea, molti dei suoi disturbi si attenueranno fino a scomparire del tutto.
Vorrei sapere quale cura omeopatica alternativa potrei seguire per curare il mal di testa che quasi tutti i giorni mi tormenta, e mi costringe ad assumere ogni volta, all'insorgere dei sintomi, una compressa di Aulin.
Quando un disturbo come quello da lei riferito diventa estremamente ricorrente, per non dire cronico, questo aspetto è la spia di un disordine funzionale di tutto il suo organismo che, a determinati stimoli, ambientali o personali, reagisce in maniera anomala, provocando la comparsa di sintomi patologici e spiacevoli. L’azione esclusivamente locale, sia allopatica (Aulin) che omeopatica non modifica questo stato di alterazione funzionale di tutto il suo organismo, e per questo motivo il disturbo tende a ripresentarsi con frequenza. Scopo di una cura omeopatica ben condotta è invece di identificare il rimedio più adatto alla sua persona, e arrivare così a trattare il suo mal di testa agendo sulle cause dello stesso: solo così potrà avere ragionevoli possibilità di ottenere una progressiva remissione sia della frequenza che dell’intensità dei sintomi, fino alla completa remissione degli stessi.
Soffro di endometriosi da tanti anni, e quando ho il ciclo devo assumere antinfiammatori per un periodo di circa sette giorni. Devo poi sospendere la terapia poichè comincio ad avere forti disturbi intestinali, tipo coliche gassose, e stipsi. Desidererei sapere se esistono antinfiammatori di tipo omeopatico che possano sostituire quelli tradizionali.
Per indicarle un sostituto dei normali antinfiammatori, è necessario che mi fornisca alcune delucidazioni circa le caratteristiche del dolore: localizzazione, tipo di dolore, eventuale irradiazione, da cosa è migliorato o peggiorato - eccetto ovviamente gli antidolorifici – se più intenso in un determinato momento della giornata e quanto più intenso rispetto al flusso mestruale. Tuttavia per alleviare in maniera sensibile i suoi disturbi, ed evitarle di ricorrere agli antidolorifici con eccessiva frequenza, cosa che, anche omeopaticamente parlando, può comportare nel tempo la comparsa di effetti iatrogeni, cioè indotti dalla cura stessa, le consiglio di sottoporsi ad una cura omeopatica di terreno, avente come fine proprio quello di facilitare la prevenzione dei suoi disturbi mensili.
Da anni soffro di dermatite seborroica localizzata al cuoio capelluto e al viso. Mi può consigliare qualche rimedio omeopatico (appartengo in pieno alla tipologia carbonico)?
Lo scopo di una cura omeopatica ben condotta, è quello di guarire dalle malattie, e specialmente da quelle croniche o recidivanti, proprio come la sua dermatite. Per fare questo, partendo dalla malattia, è necessario però arrivare ad individuare un rimedio specifico al suo caso, scelto su tutta la sua persona, che come tale risulterà effettivamente mirato alla causa del disturbo e quindi avrà ragionevoli probabilità di guarirla, e non semplicemente di alleviare i suoi sintomi, come nel caso delle terapie allopatiche. L'appartenenza ad un tipo particolare di costituzione non ci dice nulla di più sul rimedio adatto al suo caso, se non una predisposizione a determinati stati patologici che corrispondano in sequenza a rimedi diversi.
Da un po' di mesi sudo moltissimo alle ascelle, mani e piedi in certe occasioni, credo sia un problema di origine nervosa. Vorrei sapere se tramite l'omeopatia è possibile risolvere il problema.
L’omeopatia può senza dubbio aiutarla a risolvere il suo problema,
ancora di più se, come lei stesso dice, quasi sicuramente esso
dipende in gran parte da una somatizzazione delle sue tensioni
emotive. Proprio su queste ultime, infatti, l’omeopatia può agire
egregiamente, riequilibrando nella maniera più fisiologica
possibile il suo organismo al punto tale da permetterle di reagire
adeguatamente agli stimoli che le provengono dall’esterno, e che
trovano uno sfogo esteriore quando l’armonia funzionale del suo
organismo è stata sensibilmente e permanentemente perturbata. Tale
manifestazione esteriore rappresenta comunque il mezzo migliore
con il quale il suo organismo si riporta in equilibrio, evitando
che l’eccesso di tossine, prodottesi a seguito della disarmonia
dei suoi processi vitali, finisca per intossicarla oltremodo e
predisporla, così, ad ulteriori e più seri disturbi. L’omeopatia
allora non agirà sopprimendo questa indispensabile eliminazione
tossinica, ma riequilibrando al meglio l’armonia funzionale del
suo organismo, così da far rientrare in breve tempo, e
naturalmente, il suo disturbo.
Sarei molto interessato a seguire una cura omeopatica, ma prima di cominciarla devo dirle che sono molto sfiduciato da qualsiasi tipo di medicina convenzionale o alternativa che sia...ho un problema di dermatite seborroica sul cuoio capelluto e sul viso e questo mi sta procurando anche dei problemi psicologici abbastanza seri. Prima di venire, volevo sapere se attraverso l'omeopatia ho qualche possibilità di guarigione da questa fastidiosissima patologia (definita dal dermatologo "CRONICA").
Il termine cronico, cui fa riferimento il suo dermatologo, si riferisce al fatto che la patologia di cui lei soffre può presentare dei periodi di apparente miglioramento delle lesioni, ma mostra altresì la tendenza, in altri periodi dell'anno, a fasi di recrudescenza con conseguente intensificazione delle lesioni. Questo fatto sta a significare che al più, con la medicina tradizionale, è possibile ottenere una quiescenza parziale della malattia ma non la guarigione definitiva. L'omeopatia nasce proprio con lo scopo di ottenere, in ogni patologia, una guarigione duratura, in cui cioè i sintomi non abbiano la tendenza a ripresentarsi non appena smessa la cura o in presenza di determinate situazioni ambientali o personali.
Per far questo essa studia il paziente affetto da patologie come la sua in maniera totale, ovvero accanto alle lesioni evidenti sulla cute, si interessa di studiarne il carattere, le modalità di reazione agli stimoli meteorologici ed ambientali, ed altri eventuali sintomi locali apparentemente senza alcun collegamento con la patologia di cui lei soffre. Tutto questo per cercare di spostare l'obiettivo della cura dalla semplice malattia al malato affetto da quella specifica patologia, sforzandosi così di realizzare una cura causale che miri cioè alla rimozione dei fattori predisponenti l'insorgenza ed il continuo ritorno dei sintomi. Infatti, solo eliminando le cause che sono alla base dei suoi disturbi, e di cui tali disturbi sono l'aspetto esteriore più evidente, sarà possibile ottenere la progressiva attenuazione dei sintomi sino alla loro completa e definitiva scomparsa come conseguenza di una migliore ripresa funzionale di tutto il suo organismo.
Dopo un aborto provocato ho cominciato ad avere prurito e bruciore vaginale e negli ultimi anni anche anale. Inizialmente per molti anni si presentava soltanto nelle ore notturne, ora anche di giorno. Sono stata visitata da molti ginecologi che mi hanno prescritto farmaci, creme, candelette, ecc, ma senza mai nessun risultato definitivo. Sa darmi qualche consiglio, visto che ora sono un po' scettica delle medicine: esiste qualche cura omeopatica al riguardo?
Tutte le volte che un qualsiasi disturbo lamentato mostra tendenza a persistere, o comunque a recidivare, è perché i naturali processi di difesa dell’organismo umano si rivelano incapaci di pervenire spontaneamente alla guarigione, come conseguenza di una disarmonia generale delle funzioni vitali. In omeopatia, dunque, per guarire da disturbi come i suoi, si cerca, attraverso una visita accurata, proprio di curare questo stato di perturbazione funzionale che coinvolge tutto il suo organismo, e del quale il suo disturbo locale è solo l'aspetto terminale e più evidente. Agire su tale stato di perturbazione, significa pertanto agire sulle cause effettive dei suoi disturbi, solo eliminando le quali le sarà possibile ottenere una guarigione finalmente stabile e duratura.
Attraverso un esame ecografico hanno riscontrato, a mio padre, la presenza di un calcolo di circa un centimetro in una ghiandola salivare (sottomandibolare). Vorrei chiederle se c'è la possibilità di trattare con rimedi omeopatici il disturbo.
Un calcolo è una formazione solida che si può formare in ogni ghiandola secretoria del corpo umano quando il rapporto tra soluti e solventi si sbilancia a tal punto da determinare la precipitazione, in forma solida, dei soluti della soluzione. L’omeopatia non può certamente disciogliere direttamente un calcolo formatosi, ma può migliorare la funzionalità ghiandolare, così da permettere all’organo interessato di secernere un liquido naturalmente più fluido, in cui i suoi componenti, cioè, non abbiano più la tendenza a precipitare. Tuttavia per modificare l’alterazione fisiologica venutasi a creare a carico della ghiandola è necessario capirne le cause, cosa che, omeopaticamente parlando, si può fare solo attraverso una visita accurata che permetta di considerare il disturbo locale come facente parte di un ‘alterazione funzionale più complessa, coinvolgente cioè l’armonia funzionale di tutto l’organismo, e di cui la patologia locale rappresenta solo l’aspetto più evidente.
Il mio ragazzo soffre di insonnia. Dorme pochissime ore a notte; quando perde il sonno, si inizia ad agitare fortemente: gli viene fame, si mette a suonare la chitarra, guarda la tv.
Si riaddormenta solo di mattina, sfasando così la giornata. Tutto è derivato da quando gli è morto il papà in un bruttissimo incidente d'auto, che ha coinvolto anche la mamma e la sorella. Sebbene, non abbia competenze scientifiche, credo che l'insonnia, così come il suo rapporto errato con il cibo, trovi il suo nascere in quella tragedia. Le chiedo se secondo lei, questo disturbo può essere curato con l'omeopatia, e le chiedo anche un suggerimento su come convincerlo ad affrontare questa situazione e a "farsi curare", poichè lui è fortemente restio ad assumere farmaci di ogni tipo.
Certamente, nel caso del suo ragazzo, l’evento che ha subito avrà determinato un’ alterazione permanente dell’armonia funzionale di tutto il suo organismo, proprio in virtù della intensa drammaticità di ciò che gli è accaduto. Grazie all’omeopatia è possibile individuare tale alterazione funzionale dell’organismo, e trattarla con rimedi che hanno la capacità di rimuovere le modificazioni fisiologiche venutesi a creare, ripristinando un adeguato ordine delle funzioni vitali, che si tradurrà nella progressiva scomparsa dei sintomi più fastidiosi, e nel ritorno a quelle condizioni psicofisiche che precedevano il triste avvenimento. Quanto a convincerlo, le suggerisco di dirgli che la natura e il genio umano hanno permesso di trasformare sostanze apparentemente inerti o addirittura potenzialmente tossiche in potenti benefattori del nostro organismo, capaci di diventare i nostri migliori alleati proprio in situazioni difficili come quella che sta vivendo il suo ragazzo.
Sono affetto da epatite del tipo B: dal mese di settembre assumo Interferone e la cura sembra funzionare anche se le piastrine continuano a scendere: ai primi di febbraio ne risultavano 54mila.
Volevo sapere se c'è un rimedio per fermare la lenta ma continua discesa delle piastrine.
Esprimere un giudizio su quanto da lei scritto è cosa un po’ ardua, ma se la diminuzione delle piastrine dipende dall’interferone che sta assumendo, l’unico rimedio sarebbe quello di sospenderlo: non esistono infatti rimedi omeopatici in grado di innalzare direttamente le piastrine se non come conseguenza di un miglioramento funzionale di tutto l’organismo sotto lo stimolo del prodotto omeopatico che, però, nel suo caso si scontrerebbe inevitabilmente con l’azione collaterale dell’interferone, e dunque ne ostacolerebbe l’efficacia.
Lamento problemi intestinali (gonfiore e stipsi) ma in maniera incostante, e soffro inoltre di Herpes Zoster. Ogni volta che esco da un periodo particolarmente stressante torna: applico dell'aciclovir in crema, passa e poi ritorna a distanza di qualche tempo (di solito 2/3 mesi). Ultimamente lamento anche pesantezza alle gambe e cellulite nella parte esterna dei fianchi (nonostante non sia in sovrappeso). Visto che mi rendo conto esserci una ciclicità nel mio malessere/benessere, volevo cercare di risolvere il più definitivamente possibile i miei problemi, a partire dall'alimentazione ed andando poi ad approfondire i problemi più specifici (come l'herpes).
Vorrei quindi parlare con qualcuno di competente, fare un check up completo e capire come provare a risolvere questi problemi. Cosa mi consigliate?
Il suo è un quadro un po’ complesso, ma non certamente preoccupante che, proprio per il tipo di disturbi e la periodicità con cui si ripresentano, deve farle comprendere che, in questa fase, il suo organismo non è capace di risolvere autonomamente e definitivamente le manifestazioni patologiche che più l’assillano. L’omeopatia, attraverso una visita accurata, è sempre in grado di identificare l’alterazione funzionale di tutto il suo organismo che la espone al continuo ritorno dei sintomi e le impedisce di pervenire ad una guarigione soddisfacente. Proprio l’individuazione dello squilibrio che le ho detto, e il suo opportuno trattamento, ci permette di agire sulle cause dei suoi disturbi, e non solo sugli effetti, come probabilmente ha fatto fino ad ora, e di risolverli progressivamente in maniera stabile e duratura.
Soffro di dolori mestruali che mi obbligano a trascorrere molti dei giorni in cui sono indisposta al mio domicilio, senza potermi recare al lavoro. Gli antidolorifici che assumo attenuano un po’ le mie sofferenze, che però si ripresentano puntualmente ogni mese, all’arrivo di un nuovo flusso mestruale. Dalle indagini svolte non sembra esserci nessuna patologia in grado di giustificare i miei disturbi. Come può aiutarmi l’omeopatia?
I dolori, spesso anche molto intensi, che possono accompagnare l’arrivo delle mestruazioni, sono certamente l’espressione di una reattività abnorme del suo organismo agli adattamenti organici che subisce il suo fisico al termine di ogni ciclo, e che determinano la comparsa del flusso mestruale. Tali modificazioni vanno collocate, però, all’interno di un disordine funzionale di tutto il suo organismo, coinvolgente cioè anche la sua emotività e la sua reattività agli stimoli esterni di qualsiasi natura. Solo collocando il suo disturbo all’interno di un più complesso insieme di sintomi sarà possibile arrivarne a trattare le cause e risolverlo così progressivamente e in maniera definitiva. Per far questo, però, occorre sottoporsi ad una visita omeopatica preliminare.
Soffro di spondiloartrite reattiva da chlamydia da ca 6 mesi. Ovviamente mi hanno curato il motivo scatenante (la chlamydia) ma ho ancora dei sintomi forti di artrite e
a forza di prendere antinfiammatori ora ho dolori allo stomaco.
Lei pensa che l’omeopatia potrebbe aiutarmi?
L'omeopatia è una terapia che, attraverso uno studio approfondito del malato affetto da una determinata patologia, come nel suo caso l'artrite reattiva, mira a identificare lo squilibrio funzionale che ha determinato l'insorgenza della malattia e, contemporaneamente, impedisce al suo organismo di pervenire spontaneamente alla guarigione. In questa maniera non si curano solamente gli effetti dei disturbi, ad esempio i dolori articolari o l'agente microbiologico responsabile dell'artrite, ma se ne affrontano direttamente le cause organiche, aiutando in tal modo l'organismo a ritornare spontaneamente ed efficacemente alla salute, senza gravarlo di ulteriori effetti collaterali.
L'omeopatia può curare le disfunzioni tiroidee? Io prendo Eutirox 100 da circa 10 anni, e quando mi capita di dimenticarlo mi sento male.
Scopo di una buona cura omeopatica, nei casi come il suo, è permettere alla sua ghiandola di riprendere il più possibile l'attività spontanea che, a differenza di quanto avviene con l’Eutirox, garantisce al suo organismo una maggiore adattabilità alle diverse situazioni a cui è quotidianamente sottoposta. Per questo motivo, tutte le volte che l'omeopatia riesce a sostituire l’Eutirox, e a recuperare in toto o in parte alla sua naturale attività la tiroide, i risultati sono certamente più soddisfacenti che con la tradizionale terapia farmacologica.
Da molti anni soffro di bruciori gasrtici, reflusso gastroesofageo, e ho fatto anche il test del respiro nel quale risulta presente l'helycobacter pilory. Le domanda è la seguente: si può eradicare il batterio con una cura omeopatica vista la mia sofferenza nell'assunzione di antibiotici?
La presenza nella mucosa del suo stomaco dell'h.p. indica una sua suscettibilità al germe, che in condizioni ottimali non è in grado di colonizzare l'ambiente gastrico. Lo scopo di una corretta terapia omeopatica sarà proprio quello di ricondurla alle condizioni di salute antecedenti l'inizio dei suoi disturbi e, conseguentemente, l’insorgenza dello stato di suscettibilità al batterio, così da provocarne una naturale eradicazione, come effetto della migliorata sorveglianza immunitaria del suo organismo.
Da un po’ di tempo mi sto avvicinando all'omeopatia nel tentativo di estirpare i virus di cui sono stato affetto e sono affetto tuttora: quello della mononucleosi, presa alle medie e curata, credo, con cortisonici, e i condilomi contratti pù recentemente. L'omeopatia può essermi di aiuto, oppure sono stato consigliato male?
In affezioni come quelle che lei riferisce l'omeopatia offre grandi vantaggi rispetto alla terapia tradizionale: questa infatti è sempre diretta ad attaccare, e possibilmente eliminare, gli agenti causa dei suoi disturbi, senza peraltro modificare in meglio lo stato di suscettibilità del suo organismo, che anzi molto spesso subisce un ulteriore aggravamento a seguito della somministrazione dei farmaci comuni, che posseggono sempre un'azione altrettanto tossica anche nei confronti dell'essere umano. L'approccio omeopatico, invece, in simili affezioni, è proprio rivolto ad individuare e trattare lo stato di suscettibilità venutosi a creare per le ragioni più disparate, solo risolvendo il quale le sarà possibile assistere alla definitiva eliminazione dei germi in causa nella maniera più naturale e fisiologica possibile.
Vorrei esporle in breve il mio problema: Sono una ragazza poco più che ventenne e purtroppo ho una grande, ma grande quantità di testosterone in corpo. Sono andata da diversi ematologi e mi hanno detto che l'unica soluzione per far diminuire la peluria è prendere la pillola. Anche così, però,
non risolverei dato che smettendo di prenderla sarei di nuovo allo stesso punto. L'omeopatia potrebbe risolvere il problema o ci metto una pietra sopra?
L'omeopatia si differenzia dalla medicina tradizionale dal momento che nelle persone che soffrono di uno stesso disturbo, riesce ad individuarne le caratteristiche peculiari che conferiscono individualità ad uno stesso malanno. E' proprio questo approccio che ci permette di arrivare a trattare la causa delle singole patologie: un’ alterazione permanente dell'ordine fisiologico dell'organismo umano, venutasi a creare per le circostanze più disparate (stress, errori nello stile di vita, traumi affettivi o fisici) e comunque diverse tra persone che soffrono di una stessa patologia. Inoltre la medicina omeopatica rispetta sempre la naturale complessità psicofisica dell'essere umano utilizzando pertanto rimedi che, quando ben somministrati, non sono assolutamente in grado di apportare quei fastidiosi effetti collaterali delle tradizionali cure, e di quelle ormonali in particolare.
Vorrei sapere quale rimedio omeopatico si può utilizzare in caso
di
acne
sul viso contenente quel liquido biancastro proprio del disturbo.
Gentile paziente, l'acne è un disturbo della cute che ha la
tendenza a perdurare nel tempo, mostrando fasi di riacutizzazione
e di miglioramento in seguito ad influenze meteorologiche o
alimentari. Il carattere di cronicità del disturbo, pertanto,
indica che qualcosa nel fisiologico funzionamento del suo
organismo si è andato perturbando in maniera permanente al punto
che non gli è più possibile pervenire spontaneamente alla
guarigione. La medicina tradizionale, nella maggior parte dei
casi, cura le malattie della cute cercando di sopprimerne gli
effetti a livello locale, ma così facendo interferisce sui normali
processi di difesa del nostro organismo che hanno sempre lo scopo
di portare verso l'esterno, e quindi lontano da organi e funzioni
vitali eccellenti, tutto ciò che gli è nocivo. Omeopaticamente è
possibile curare e guarire il suo disturbo solo attraverso una
visita accurata, che abbia lo scopo di individuare proprio ciò che
nei suoi processi vitali si è andato alterando in maniera stabile,
e riportare così il suo organismo, attraverso la prescrizione di
opportuni rimedi, al funzionamento più corretto, che le permetterà
di vedere la progressiva e definitiva scomparsa delle lesioni
cutanee come effetto della ritrovata armonia funzionale dei suoi
organi ed apparati.
Vorrei rivolgerle una domanda: il piano di assistenza sanitaria
nazionale prevede la possibilità per un qualsiasi paziente di
rivolgersi ad un medico omeopata? Mi spiego meglio, mi scusi
l'ignoranza in materia: esistono dei centri presso i quali sia
possibile sottoporsi alla visita di un medico omeopata pagando
solo il TICKET oppure è necessario fare tutto privatamente? Il
sistema sanitario garantisce la possibilità di fruire delle
prestazioni offerte da voi medici omeopati? Potrei avere, oltre al
mio medico di base, anche il mio omeopata di fiducia senza dover
pagare ogni volta i controlli?
Al momento la medicina omeopatica non è riconosciuta dal SSN per
il rimborso di visite o dei rimedi acquistati in farmacia.
Esistono comunque poche e distribuite realtà su tutto il
territorio nazionale, soprattutto in ambito ospedaliero, dove è
prevista l’effettuazione di visite con il solo pagamento di un
ticket, e comunque attualmente non è possibile avere un medico
omeopata di fiducia con le caratteristiche del medico di base del
SSN. Mi permetto comunque di fare un commento alla sua, poiché
molto spesso il fatto di dover pagare per l’effettuazione di una
visita, e soprattutto dei relativi controlli, è visto da molti
pazienti come uno spauracchio che li porta a preferire le comuni
medicine quasi solo per un fatto di risparmio. Si tratta di un
risparmio che, a mio avviso, ha poco senso, poiché aldilà degli
effetti collaterali provocati dalla ripetizione dei farmaci
tradizionali, l’effetto collaterale più grande, e al tempo stesso
meno valutato, è che tali preparati di sintesi spesso agiscono
contrastando, e finendo per indebolire, i naturali mezzi di difesa
del nostro organismo, e così quando anche diano la sensazione di
guarire, in realtà finiscono sempre per perturbare la naturale
fisiologia del nostro organismo, predisponendolo ad imprevedibili
conseguenze future. Pertanto, in mancanza di un rimborso delle
terapie omeopatiche previsto dallo Stato e, soprattutto, di una
selezione che non omologhi tutti gli omeopati, ma discrimini tra
coloro che effettivamente hanno acquisito esperienza e padronanza
della metodica, consideri la possibilità di scegliere liberamente
ancora un privilegio, e il pagamento delle visite e dei controlli
una quota in più che va a coprire ciò che lo Stato non può o non
vuole offrirle e, casomai, provi a risparmiare su qualcos’altro
che non sia la sua salute.
Da alcuni anni soffro di episodi ricorrenti di emicrania senza aura. Ho fatto diverse cure, ma i disturbi si ripresentano più o meno sempre con la stessa frequenza. Vorrei saper se con l’omeopatia è possibile intervenire, e qual è effettivamente la sua efficacia in questi casi.
Sicuramente con la medicina omeopatica è possibile ottenere risultati decisamente migliori di quelli che si ottengono con la medicina tradizionale, nei casi di emicrania, in quanto una corretta cura omeopatica non si limita a curare i singoli episodi, ma ho lo scopo di prevenire il loro ripetersi, agendo sulle tensioni emotive che spesso si nascondono dietro tali disturbi, e di cui il sintomo è semplicemente una sorta di trasferimento fisico. Attraverso una visita accurata, pertanto, è possibile individuare le cause nascoste del suo disturbo, cause che, proprio per la sua tendenza ad essere prevalentemente sintomatica, di norma rimangono nascoste alla medicina tradizionale, sebbene di esse la sua emicrania sia solo l’aspetto più evidente.
Sono una donna di poco più di cinquant’anni, che soffre di periartrite scapolo-omerale con leggera calcificazione dei tessuti periarticolari. Ho anche dei sintomi notturni di congelamento dell'arto e immobilità. Attualmente non sto seguendo nessuna cura. Volevo chiederle gentilmente se poteva consigliarmi qualche terapia per migliorare questa sintomatologia.
Per le calcificazioni venutesi a creare, le consiglio di prendere in considerazione la terapia laser, in quanto sono di difficile rimozione con la sola terapia omeopatica. In caso fosse necessario intervenire in tal modo, può successivamente prendere in considerazione l’omeopatia come terapia di prevenzione, in grado cioè di modificare la predisposizione del suo organismo all’infiammazione cronica dei tessuti periarticolari, e soprattutto alla successiva organizzazione calcifica del processo infiammatorio cronico.
Volevo domandarle se ritiene che, quando il ciclo mestruale dura molto poco (massimo due giorni) ed il dosaggio ormonale constata una riduzione degli estrogeni, la somministrazione di questi ultimi rappresenti effettivamente la sola possibilità terapeutica? Esiste, in altre parole, un qualche rimedio omeopatico per questo problema? A parte questo non ho nessun disturbo (dall'esame ecografico le ovaie non presentano alterazioni), sono solo in sovrappeso.
Il quadro deporrebbe per una menopausa precoce, ma non ho sufficienti elementi per dirlo con certezza. Senta anche il parere del ginecologo, ed effettui di nuovo un dosaggio degli estrogeni e in più dell’FSH. Omeopaticamente non è possibile darle un rimedio, senza prima effettuare prima una visita, e poter arrivare a comprendere, così, se si tratti di un fatto ereditario - difficilmente modificabile con un cura omeopatica - oppure di un aspetto secondario ad alterazione funzionale del suo organismo, probabilmente provocata da traumi, stress o disordini nello stile di vita, che in qualche maniera possono aver influito sulla sua capacità riproduttiva, e che si sono a tal punto radicati da ripresentarsi puntualmente ad ogni ciclo mestruale.
Mia figlia a seguito di un rapido dimagramento causato da una dieta particolarmente rigida, soffre di amenorrea da circa due mesi. Finora il medico di base ha ritenuto opportuno farle innanzitutto le analisi del sangue, che sono tutte fortunatamente nella norma. Fermo restando che a questo punto dovrà sottoporsi anche ai dosaggi ormonali, volevo sapere se, in attesa di questi e di ulteriori analisi più specifiche, posso somministrarle il rimedio Pulsatilla, ed eventualmente in quale concentrazione e dosi. Infatti, l'omeopata che la seguiva da piccola le somministrava Pulsatilla come farmaco di fondo, ed inoltre ho letto che può essere d'aiuto in caso di amenorrea. Esiste comunque qualche altro prodotto più efficace oltre alla Pulsatilla, per questo problema?
La Pulsatilla effettivamente è tra i rimedi omeopatici più indicati per problematiche legate alla regolare comparsa, o meno, delle mestruazioni, ma lo è in particolare nei casi di ritardata comparsa del menarca (la prima mestruazione), mentre dalla sua si evince che l’ attuale amenorrea è secondaria ad un forte dimagrimento: dobbiamo pertanto supporre che le condizioni di sua figlia rispetto a quando assumeva la Pulsatilla si sono sicuramente modificate, e per questo motivo, dopo aver effettuato tutte le ricerche biomediche utili nei casi come questo, le consiglio di sottoporla ad una nuova visita omeopatica, che saprà identificare i cambiamenti intercorsi, e permetterà così di individuare il rimedio più adatto a questa specifica fase della vita di sua figlia.
Mio padre alcuni anni fa è stato operato al cuore per la sostituzione della valvola aortica con una meccanica. Il recupero fisico, dopo l’intervento, è stato rapido, mentre quello psicologico, a distanza di tutti questi anni, non è ancora avvenuto in maniera soddisfacente: caratterialmente è sempre stato una persona molto forte, iperattiva e sportiva fino all'eccesso, ora invece ha smesso tutte le attività sportive ed è diventato ipocondriaco. Ha iniziato ad accusare vertigini notturne, poi disturbi digestivi e bruciori gastrici, tensioni alle spalle e al collo, pesantezza alla testa, confusione, mancanza di concentrazione, poca memoria; inoltre ha cominciato a sentirsi inutile e di peso agli altri. Abbiamo consultato vari specialisti che hanno escluso qualsiasi patologia, se non una piccola ernia iatale e un
po' di artrosi cervicale. Essendo lui agente di commercio, e viaggiando spesso in macchina, sono un
po' preoccupata per questa sua insicurezza. Le chiedo se con l'Omeopatia si possano ottenere dei risultati positivi e risolutivi in casi come quello descrittole.
Certamente che si possono ottenere, soprattutto alla luce di quanto lei dice, e cioè che lo ha visto cambiare emotivamente all’indomani della sostituzione valvolare. In omeopatia, infatti, il rimedio viene spesso dato proprio sulla nozione dell’evento scatenante che ha provocato la modificazione complessiva della persona, fisica, cioè, così come caratteriale. Per ottenere risultati migliori sarà comunque opportuno sottoporlo ad una visita approfondita, che valuterà lo stato emozionale di suo padre all’indomani della operazione e le possibili modificazioni ulteriormente intercorse, nel frattempo, nel tentativo di ritrovare la precedente efficienza.
Sono un dipendente dell’INAIL di quasi cinquant’anni di età, con stipendio mensile di
1000 euro circa. Soffro di colon irritabile, che mi procura diversi fastidi e problemi, e mi è stato detto che l'omeopatia cura efficacemente questo disturbo. Ho chiesto ad alcuni amici di mettermi in contatto con un bravo medico omeopata della mia residenza, e così è avvenuto. Quando ho telefonato ho chiesto il costo della visita che è di 160 euro. Considerando che anche mio figlio soffre della mia stessa patologia se avessi preso appuntamento quel giorno avrei speso 320 euro. In sostanza le chiedo se esiste qualche struttura pubblica magari in intramoenia o privata dove curarsi con l'omeopatia non significhi non poter mangiare per il
resto del mese.
Attualmente l'omeopatia non è riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale come terapia rimborsabile, per cui esistono, qua e là nel nostro paese, sporadiche strutture che erogano le prestazioni in regime di totale o, più spesso, parziale rimborsabilità. Tra le regioni italiane un po'
più attrezzate in questo senso vi è certamente la Toscana, dove in parte la medicina omeopatica, ed altre terapie cosiddette alternative, sono riconosciute come rimborsabili, ed esistono a tal proposito ambulatori pubblici che erogano in regime di convenzione simili prestazioni. La sua mail, comunque, mi permette di fare una breve riflessione: forse se avrà pazienza di continuare la sua ricerca tra i medici omeopati privati, potrà sicuramente trovare prezzi ancora inferiori a quello citato nella sua (io ad esempio per la prima visita chiedo sicuramente meno), ma lei sa meglio di me che in medicina la bravura dell'operatore sanitario è spesso correlata all'entità del suo onorario, e così, persone che non possono arrivare a certe cifre, o sono tagliate fuori, oppure sono costrette a cercare esclusivamente nel SSN. A mio avviso nelle prestazioni mediche in generale dovrà attuarsi da parte di tutti un evidente cambio di mentalità: la prestazione medica, qualunque essa sia, richiede sempre un impegno non indifferente della persona che la eroga, e un'accoglienza da parte della struttura sanitaria in cui viene erogata, che non possono essere svalutate, come spesso accade in tante realtà del nostro servizio sanitario dove, a prestazioni a basso o nessun costo, corrispondono spesso tempi di visita, di attesa e strutture sanitarie per lo meno indegne di una persona che soffre; ma proprio la
sofferenza, che rende tutti uguali, deve spingere a richiedere cifre, per lo meno in privato, che esprimano il senso compassionevole che ha animato da sempre, e sempre animerà, più o meno palesemente, il senso ultimo di ogni vero atto medico.
Da molto tempo soffro di: gastrite, esofagite da reflusso/ernia iatale e colon irritabile, e le terapie tradizionali, che ho effettuato con scrupolo, non mi hanno aiutato a risolvere definitivamente i miei problemi. Posso provare a curarli con l'omeopatia?
In effetti i disturbi di cui lei soffre sono generalmente a carattere cronico-recidivante. In tutti questi casi per giungere ad una guarigione omeopatica soddisfacente, è necessario individuare, attraverso una visita estesa anche a quelle funzioni fisiche, intellettive e psichiche apparentemente non interessate da alcun disturbo, il disordine funzionale di tutto il suo organismo, che le impedisce di pervenire spontaneamente a guarigione, come invece di norma deve accadere quando lo stato di salute complessivo non appare stabilmente perturbato.
Volevo chiederle come curarsi dall'Herpes Simplex, del quale soffro molto spesso, con comparsa delle tipiche bollicine intorno alle labbra. Sono stato in erboristeria e mi hanno suggerito di assumere per diversi giorni opercoli di Echinacea, che sarebbero capaci di rinforzare le difese immunitarie. Mi hanno detto che funziona, magari associandovi due / tre tazze giornaliere di Melissa, per le proprietà anti-virali di quest’ultima. Sarà sufficiente secondo lei?
I prodotti che lei ha acquistato sono dei fitoterapici, e non degli omeopatici, questi ultimi, i soli di mia specifica competenza professionale. L’omeopatia, però, si basa sul riscontro esperenziale che sostanze della natura, quando somministrate a lungo, e in dosi ponderali, sviluppano nella persona dei sintomi, che sono quegli stessi per i quali si somministrano, a dosi opportunamente diluite (tipiche ed esclusive dei prodotti omeopatici) quando, per similitudine, li si riscontra anche nei malati. Questo significa, in sintesi, che qualsiasi prodotto della natura dotato di proprietà farmacologiche, a dosi ponderali risulterà a lungo andare tossico al nostro organismo (le dosi dei fitoterapici per intenderci), mentre se diluito (omeopatici) sarà in grado di esprimere tutto il suo potere terapeutico, senza mai gravare l’essere umano di ulteriori e spiacevoli effetti collaterali.
Mia moglie soffre di frequenti vampate di calore associate a intensa sudorazione, conseguenti alla sopravvenuta menopausa: esiste qualche cura efficace ad attenuare tali disturbi?
Le vampate di calore sono solo uno dei disturbi che a volte si manifestano in seguito al sopravvenire della menopausa. Sono sicuramente uno dei disturbi meno facilmente tollerabili, ma per averne ragione in maniera sempre più definitiva definitiva, omeopaticamente parlando, è consigliabile effettuare una visita globale della persona, che valuti, oltre a questi, altri sintomi insorti in seguito all’instaurarsi della menopausa, tra i quali i più frequenti sono le variazioni del tono dell’umore, modificazioni dello stato di trofismo delle mucose genitali e la riduzione del tono calcico. Si tratta di disturbi che una cura omeopatica ben fatta, che li consideri cioè nella loro interezza, è in grado di contenere in maniera sempre decisamente soddisfacente.
Sono un uomo di più di 40 anni, in cura dal novembre del 2004 per Ipotiroidismo da tiroidite autoimmune di Hashimoto. Da circa un anno assumo, a giorni alterni, una compressa di Eutirox 100 ed Eutirox 125. Finora la malattia ha avuto un decorso subclinico, senza effetti evidenti: tale patologia è curabile con i rimedi omeopatici? Ci sono speranze di guarigione, dato che per la medicina tradizionale è una patologia cronica? Un' eventuale terapia di mantenimento a lungo termine, che benefici apporterebbe rispetto all'assunzione della comune levotiroxina?
L’omeopatia in una malattia come la sua può avere diversi effetti benefici: in primo luogo cercare di portarla a ridurre l’assunzione del farmaco, che ha effetti collaterali noti sul metabolismo del calcio, particolarmente se assunto a lungo termine; in secondo luogo cercare di preservare della ghiandola la parte ancora integra, e dunque potenzialmente funzionante, che per questo assicurerebbe al suo organismo una migliore capacità di adattamento, dal momento che la tiroide regola in maniera indiretta tutte le principali funzioni metaboliche del nostro organismo; conseguenza proprio di quest’ultimo aspetto, una migliorata sensazione complessiva di vitalità del suo organismo, proprio perché nuovamente in grado di modificarsi naturalmente e appropriatamente agli stimoli esterni.
Volevo sapere se è possibile acquistare come medicinali omeopatici in grado di curare il gonfiore che si verifica alla sera sulle mie gambe: sono impiegata, e trascorro molto tempo seduta; ho già operato anni fa la safena e, nonostante faccia sport – bici e corsa quasi tutti i giorni - la sera ho sempre le gambe gonfie, molto gonfie.
Per problemi come il suo, può assumere rimedi come Pulsatilla se il gonfiore alle gambe si verifica indipendentemente dalla temperatura esterna, Natrum Carbonicum se si accentua, o compare prevalentemente nei mesi estivi, Hamamelis se sono presenti vene varicose dolorose al tatto. Al bisogno assuma uno dei rimedi, alla 15 ch, in numero di due granuli ogni tre ore, diradando al miglioramento, fino a sospenderlo nel giro di 5-7gg. Localmente può applicare una pomata sempre di Hamamelis, tutte le sere, con tipico massaggio dal basso verso l’alto. Le regole comportamentali per l’insufficienza venosa sono le seguenti: evitare di stare troppo in posizione eretta, indossare calze elastiche al mattino prima di alzarsi, riposare con la parte terminale del letto rialzata di 15-20 cm e utilizzare un poggiapiedi tutte le volte che sta a lungo seduta. Ottimo il proseguire l’attività fisica, così come nella sua. Tutte queste cure però saranno solo da intendersi come palliativi, perché per prevenire possibili complicazioni del disturbo, tra cui la malattia varicosa e le flebiti, sarà necessario effettuare una cura cosiddetta costituzionale, che permetta di identificare le cause predisponesti del suo organismo ed eliminarle radicalmente quanto più possibile.
Mia figlia, poco più che ventenne, ha scoperto di essere intollerante al nichel, dopo aver effettuato varie prove allergiche, che abbiamo deciso di fare a causa di manifestazioni cutanee alle mani, che comunque si verificano sempre all'avvicinarsi del ciclo mestruale. Dato che le cure dermatologiche non hanno risolto il problema, ho preferito rivolgermi ad un omeopata per farle personalizzare una dieta adeguata, al fine anche di farle perdere diversi chili, in quanto in sovrappeso. Premetto che mia figlia è anche affetta da asma allergico sin dall'età infantile, e per anni ha curato tale asma con l'omeopatia, con enorme successo.
La dieta prescritta dal dietologo-omeopata ha ovviamente escluso tutti i cibi che contengono il nichel, quindi solo alcuni tipi di verdure, pane di kamut, mozzarella, pasta di riso, frutta fuori dai pasti principali, carni bianche e carne di vitellina, solo alcune specie di pesce, inoltre un drenante omeopatico da assumere due volte al giorno. Ma dopo un mese di cura il risultato non è stato ottimale, peso perso 3 kg. e la manifestazione cutanea, è temporaneamente scomparsa per ricomparire all'avvicinarsi della data prevista per il ciclo mestruale. Vorrei quindi un suo consiglio su ulteriori indagini da fare (sottolineo che ha già effettuato controllo ecografico ed ormonale tiroideo - dal quale non è risultato niente di anomalo – e che il ciclo mestruale non è mai di 28 gg. ma, da circa sei mesi, di 33/35 giorni).
Premetto che il caso di sua figlia è piuttosto articolato e quindi non facilmente affrontabile con una semplice mail. Se non l’ha effettuata, le suggerirei di sottoporre sua figlia ad una ecografia pelvica, per escludere una sindrome da ovaio policistico che, a volte, si accompagna a problemi di obesità. Sulle terapie omeopatiche non posso esprimere giudizi perché oggi gli approcci così denominati sono molteplici, ma la gran parte poco ortodossi, e quindi poco capaci di curare, nel rispetto della naturale fisiologia dell’essere umano. Raccomando, comunque, accanto alla dieta alimentare per i chili in eccesso, un’ adeguata attività fisica, che è comunque il fattore determinante per una perdita di peso efficace e soprattutto duratura.
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