Volevo chiederle: ma quanto tempo impiega l'effetto di una cura omeopatica su un disturbo d'ansia?
In omeopatia oltre alla malattia si cura la persona nella sua interezza, allo scopo di personalizzare le cure, e agire così alla radice dei disturbi. Ciò implica il fatto che ogni caso di malattia è un caso a sé, e quindi non si può dire con certezza la tempistica di una guarigione. Tuttavia la sfera mentale è generalmente la prima a giovarsi delle cure omeopatiche, e quindi ad avere comunque dei miglioramenti, magari non definitivi, ma sensibili. Se ciò non avviene due sono essenzialmente le cause: il rimedio somministrato non è quello adeguato, o non lo è la sua potenza, oppure esistono circostanze di blocco all’azione del rimedio che vanno rimosse.
Da anni sto assumendo Prozac per una lieve depressione bipolare. Però, pur avendo dei miglioramenti, a volte ricado in depressione. Il medico mi ha consigliato degli stabilizzatori dell’umore ma non so come fare. Lei può suggerirmi qualcosa di alternativo?
Il fatto che con le terapie tradizionali ottiene benefici solo parziali, dipende essenzialmente dall’azione dei farmaci tradizionali, in generale azioni unicamente locali e non in grado di modificare stabilmente, e in meglio, la fisiologia del suo organismo, perturbatasi per ereditarietà genetica e influenze ambientali e locali sull’organismo, e non più in grado di secernere adeguatamente quelle sostanze neurotrasmettitrici che regolano le diverse manifestazioni dell’umore della persona e che, in condizioni ottimali, determinano un rapido ritorno ad una condizione di massimo equilibrio susseguente a qualsiasi stimolo. La somministrazione di farmaci che stabilizzano l’umore dovrebbe, in casi come il suo, proseguirsi indefinitamente, con il rischio di farle comparire sintomi collaterali dovuti ai farmaci. L’omeopatia, attraverso uno studio attento di tutta la sua persona, del suo vissuto, e delle circostanze ambientali e personali che incidono sul suo organismo, è in grado invece di ricondurla a quella fisiologia ottimale, attraverso una cura personalizzata, che può però realizzarsi solo dopo una visita preliminare.
Sono una donna di circa 40 anni sempre stata una persona ansiosa, e per l'aggravarsi dei miei stati ansiosi, accompagnati a depressione e spesso senso di solitudine, sono stata costretta x il quieto vivere con la mia famiglia, a ricorrere a farmaci. Attualmente trovo sollievo utilizzando il farmaco "FRONTAL". Vorrei chiederle se nel mondo dell'omeopatia ci sono prodotti alternativi che potrebbero sostituire il farmaco di cui patisco alcuni effetti collaterali. Premetto che, dietro consiglio del Farmacista ho provato a prendere anche i fiori di BACH, ma non ho avuto buoni risultati.
Le cure omeopatiche affrontano ogni disturbo come espressione di un’alterazione funzionale di tutto l’organismo, di cui il disturbo locale è solo l’aspetto più evidente. Senza una cura, dunque, che rispetti la sua naturale e indivisibile complessità psicofisica, lei potrà avere al massimo una semplice palliazione dei sintomi ma, nei casi cronici, mai la completa risoluzione degli stessi, proprio perché non viene ad essere toccato il disturbo complessivo, che sostiene la sua ansia e la sua depressione. Per questo motivo non posso indicarle un rimedio omeopatico generico, in quanto una cura ottimale, in tal senso, volta cioè al miglioramento complessivo della persona, è sempre personalizzata, e solo in questa maniera efficace, e priva di effetti collaterali, che altrimenti possono insorgere anche con rimedi diluiti come quelli omeopatici. L’inefficacia dei fiori di Bach, d’altronde, conferma quanto detto: anche se per alcuni aspetti più vicini alla maniera di somministrazione dei rimedi omeopatici, essi sono ancora somministrati in base ad una sintomatologia generica e non specifica della sua persona, e quindi non in grado di assecondare lo sforzo dell’organismo comunque già proteso alla guarigione, ma semplicemente diretti, come i comuni farmaci tradizionali, a ridurre l’intensità dei sintomi, destinati nel tempo a ricomparire alla loro sospensione.
Faccio uso di omeopatia da diversi anni, e devo dire che molti dei miei problemi, insicurezze, nevrosi, ansia
e depressione son riuscita a sconfiggerli: mi sento decisamente più sicura di me stessa. Immagino che qualche piccola controindicazione, tuttavia, possa esserci se si prendono in dosaggi sbagliati: potreste schiarirmi le idee?
Diciamo che in mani esperte e professionali l’omeopatia è sicura ed efficace, ma i risultati devono essere valutati attraverso il rispetto di quella che è l’attesa evolutiva di ogni prescrizione effettuata correttamente, al fine di escludere che il miglioramento sia stato il frutto di una semplice palliazione, piuttosto che di una vera e propria guarigione. La prima spesso si ottiene ripetendo eccessivamente un rimedio, anche unitario, che ha data miglioramento, oppure utilizzando delle miscele di rimedi omeopatici che altro non fanno che agire come le medicine tradizionali, sebbene siano stati opportunamente diluiti. La soppressione di un sintomo è in genere un’alterazione dei normali processi di difesa dell’organismo che così si trova a passare da uno stato di suscettibilità di grado inferiore ad uno più profondo, ed espone quindi la persona a rischi futuri. In definitiva possiamo dire che se l’omeopatia è gestita da professionisti validi del settore, essi sono sempre in grado di valutare l’andamento clinico delle cure nel rispetto della fisiologia della persona, altrimenti c’è comunque la possibilità sempre di esporsi a effetti collaterali anche di rimedi diluiti ma mal gestiti.
Sono un sanissimo ragazzo di 26 anni, ho un lavoro che mi piace,
sto organizzando il mio matrimonio, ho tutti i motivi per essere
pieno di energia e di forze. Mi rivolgo a Lei per chiederle, se
potrà darmeli, dei chiarimenti in quanto nonostante tutto, già da
mesi forse da anni,
sono
sempre stanco, mi dimentico tutto e tutto ciò che vorrei fare poi
mi pesa e lo vedo come un dovere; mi trascino le cose fino
all'inverosimile, e tendo in tutto a non concludere. Ho anche un
fungo sulla pelle distribuito per tutto il corpo che non riesco a
guarire. Mi sono rivolto al mio medico ma si è limitato a farmi
fare esami, e prescrivermi dei ricostituenti che non mi hanno
risolto il problema, poi mi sono rivolto ad un omeopata che, anche
per mia incostanza, credo non abbia centrato la causa del mio
malessere. Può darmi qualche indizio?
I sintomi che lei riferisce sono quelli di uno stato di
sovraffaticamento psicofisico, dovuto molto probabilmente a
surmenage lavorativo o di altra natura, ma non sono sufficienti
per indicarle, via web, una cura omeopatica risolutiva adatta
al suo caso. In qualsiasi disturbo, infatti, l'omeopatia, nella
sua forma più classica e vera, partendo dalla malattia, si
prefigge l'ambizioso proposito di curare il malato che si nasconde
dietro essa. E per far questo è necessario indagare oltre che sui
sintomi fisici di cui lei può soffrire in questo periodo, anche su
eventuali modificazioni del carattere recentemente insorte, comprese ansie e paure apparentemente irragionevoli, per arrivare
a studiare, infine, le sue particolari reazioni alle diverse
condizioni atmosferiche ed ambientali. Solo agendo in questa
maniera, infatti, è possibile individuare il disordine fisiologico
del suo organismo che ha favorito l'insorgenza ed il perdurare di
questo stato di sovraffaticamento, arrivando a curare in altre
parole le cause dei suoi disturbi e non semplicemente i suoi
effetti, come invece ha già fatto con la terapia ricostituente del
suo medico curante e la precedente terapia omeopatica, che molto
probabilmente si è limitata ad un’analisi eccessivamente
superficiale dei suoi disturbi.
Dopo un periodo di circa 3 anni di depressione, la mia compagna soffre di un fortissimo calo della libido. Premesso che certamente è collegato al suo cattivo umore ed alle sue generali
condizioni psicologiche, la mia domanda è: le sembra appropriata la somministrazione di Agnus
Castus 15 ch, 2 granuli al mattino e 2 alla sera? Prima di cominciare la cura, circa 3 mesi fa, era anche molto irritabile e spesso aggressiva. Adesso spesso si sente fiacca, e il desiderio sessuale resta sempre estremamente raro. E' forse ancora troppo presto? Per quanto tempo continuare con la cura?
Non so chi le ha somministrato il rimedio, ma certamente posso dirle che questa non è la maniera più idonea per curarsi con l'omeopatia. Si tratta, infatti, di un'omeopatia sintomatica e dunque allopatizzata, ovverosia prescritta su criterio più simile a quello della medicina tradizionale che a quello realmente omeopatico, con la possibilità di far insorgere, nella ripetizione frequente e protratta del rimedio, un quadro sintomatico iatrogeno, indotto cioè dal rimedio stesso, che può sovrapporsi alla patologia esistente e complicarla. La esorto quindi a rivolgersi, per il problema da lei descritto, ad un omeopata più esperto.
Sono una donna di quasi trent'anni, sposata e mamma di due bambini rispettivamente di 2 e 5 anni. Ho avuto dopo entrambe le gravidanze problemi di depressione, che con l'aiuto di farmaci e della musicoterapia ho quasi risolto. Ora il mio problema è un altro: scalando le gocce di un farmaco antidepressivo che assumo da un po', non riesco a controllarmi più nel mangiare, o meglio sento sempre bisogno di mangiare, e soprattutto desiderio di cioccolata. La dottoressa che mi segue, mi ha consigliato di rivolgermi a qualche suo collega che usa i rimedi omeopatici, perchè secondo lei avrei bisogno di una qualche integrazione per superare anche questo periodo di assestamento e poter poi riuscire a fare una dieta per eliminare i chili di troppo.
Il ricorso frequente ad un cibo come la cioccolata, indica in realtà che, alla diminuzione del farmaco antidepressivo, i sintomi stanno puntualmente riaffacciandosi, e istintivamente il suo organismo si rivolge ad un cibo, come la cioccolata appunto, contenente sostanze che, in qualche maniera, riproducono i benefici effetti sull'umore di sostanze stimolanti del nostro organismo dette amine biogene (serotonina e adrenalina in particolare). Tutto questo perché l'azione del farmaco da lei assunto fin qui, è esclusivamente locale, non modifica cioè le alterazioni funzionali del suo organismo che, da dopo le due gravidanze, hanno provocato l'insorgenza della depressione. Prima di intraprendere qualsiasi terapia, però, compresa una terapia omeopatica, l'unica capace di agire sullo squilibrio funzionale responsabile della sua depressione, le consiglio di verificare la funzione tiroidea, in quanto spesso sensibile a processi infiammatori autoimmuni tipici del dopo parto.
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