Sono un sanissimo ragazzo di 26 anni, ho un lavoro che mi piace,
sto organizzando il mio matrimonio, ho tutti i motivi per essere
pieno di energia e di forze. Mi rivolgo a Lei per chiederle, se
potrà darmeli, dei chiarimenti in quanto nonostante tutto, già da
mesi forse da anni,
sono
sempre stanco, mi dimentico tutto e tutto ciò che vorrei fare poi
mi pesa e lo vedo come un dovere; mi trascino le cose fino
all'inverosimile, e tendo in tutto a non concludere. Ho anche un
fungo sulla pelle distribuito per tutto il corpo che non riesco a
guarire. Mi sono rivolto al mio medico ma si è limitato a farmi
fare esami, e prescrivermi dei ricostituenti che non mi hanno
risolto il problema, poi mi sono rivolto ad un omeopata che, anche
per mia incostanza, credo non abbia centrato la causa del mio
malessere. Può darmi qualche indizio?
I sintomi che lei riferisce sono quelli di uno stato di
sovraffaticamento psicofisico, dovuto molto probabilmente a
surmenage lavorativo o di altra natura, ma non sono sufficienti
per indicarle, tramite pc, una cura omeopatica risolutiva adatta
al suo caso. In qualsiasi disturbo, infatti, l'omeopatia, nella
sua forma più classica e vera, partendo dalla malattia, si
prefigge l'ambizioso proposito di curare il malato che si nasconde
dietro essa. E per far questo è necessario indagare oltre che sui
sintomi fisici di cui lei può soffrire in questo periodo, anche su
eventuali modificazioni del carattere recentemente insorte,
comprese ansie e paure apparentemente irragionevoli, per arrivare
a studiare, infine, le sue particolari reazioni alle diverse
condizioni atmosferiche ed ambientali. Solo agendo in questa
maniera, infatti, è possibile individuare il disordine fisiologico
del suo organismo che ha favorito l'insorgenza ed il perdurare di
questo stato di sovraffaticamento, arrivando a curare in altre
parole le cause dei suoi disturbi e non semplicemente i suoi
effetti, come invece ha già fatto con la terapia ricostituente del
suo medico curante e la precedente terapia omeopatica, che molto
probabilmente si è limitata ad un’analisi eccessivamente
superficiale dei suoi disturbi.
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