Omeopatia Roma
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FAQ (Frequently Asked Questions)
 - Omeopatia in gravidanza

 
Sono una donna al primo trimestre di gravidanza. Non ho nausee ma vomito. Stavo prendendo NAUSIL gocce ma ho smesso perché non riuscivo a prendere gocce. Ho preso allora in farmacia COCCULUS-HEEL compresse (medicinale omeopatico). Può essere di aiuto questo prodotto al mio problema senza controindicazioni?

Il rimedio che sta assumendo è un complesso omeopatico, cioè una miscela di sostanze unitarie che hanno una supposta azione sinergica e curativa al suo problema. Tuttavia il rimedio agisce ancora secondo un meccanismo vicino a quello della medicina tradizionale e quindi la sua eccessiva ripetizione può esporre lei e il feto a possibili effetti iatrogeni. I disturbi di nausea e vomito, particolarmente frequenti nel primo trimestre di gravidanza, si trattano in omeopatia con rimedi unitari, che si differenziano tra loro per sottili peculiarità, il cui riconoscimento nel paziente permette alla cura di agire presto, bene e senza rischio alcuno. In caso di persistenza dei disturbi, che mostrano tendenza a recidivare, è opportuno affrontarli all'interno di una visita più approfondita che valuterà tutte le situazioni che sostengono il disturbo, arrivando ad una cura incisiva che permetta di attenuare, fino alla loro completa scomparsa, i fastidiosi sintomi.


Il mio ciclo mestruale è irregolare, ritarda di circa un mese, le mestruazioni non sono molto dolorose e durano circa 5 giorni. Ho fatto l'ecografia pelvica e ho ovaie di dimensioni normali ma polifollicolari. Ho già usato la pillola Diane per sei mesi ma dopo avere smesso di prenderla il ciclo è tornato ad essere irregolare. il ginecologo mi ha nuovamente prescritto la pillola ma vorrei non prenderla più per diversi motivi. Può consigliarmi qualche cura omeopatica?

Il suo disturbo è senza dubbio l'esito di un'alterazione funzionale dell'asse ipotalamo-ipofisario che regola le ovaie, e quindi lo svolgimento di un ciclo mestruale armonico, caratterizzato da una prima fase follicolare, che porta al rilascio della cellula uovo, e da una successiva fase progestinica comprendente tutte quelle modificazioni dell'anatomia uterina che predispongono all'impianto della cellula fecondata. Quando questo non si verifica abbiamo lo sfaldamento della parete uterina e la sua eliminazione all'esterno, unitamente alla cellula non fecondata, cosa che comporta la comparsa del flusso mestruale. Questo ciclo di eventi ha una durata regolare di circa 28 gg, ma evidentemente gli organi che ne sottendono il perfetto svolgimento risentono anche d'influenze emotive che possono rompere l'equilibrio interno dell'organismo, e alterare dunque la funzionalità ovarica, come dimostra il quadro polifollicolare da lei descritto, che comporta la persistenza di unità follicolari non giunte a maturazione, e che spesso si può associare ad una sindrome complessa, caratterizzata da eccesso di peluria, acne della cute del volto, intolleranza agli zuccheri, sovrappeso e dislipidemia. Un approccio solo locale, come ha già fatto con l'assunzione del Diane, può solo mascherare i sintomi, ma non eliminarne le cause; queste invece saranno individuate in uno squilibrio complessivo di tutta la persona, dovuto a circostanze esistenziali e personali, attraverso una visita omeopatica preliminare che individuerà il rimedio più adatto al suo specifico caso, e permetterà così al ciclo di tornare regolare, così come alla funzione ovarica di ritrovare la sua armonia funzionale.


Ho avuto più aborti. Per i quali ho fatto numerosi esami per comprenderne l'origine, e quello che mi ha preoccupato maggiormente è la presenza eterozigote del FATTORE II. Le chiedo se esiste un qualsiasi farmaco o rimedio naturale che possa aumentare la vascolarizzazione dell'utero e se la mutazione eterozigote può influire nel concepimento. Ci sono delle terapie naturali che possono incrementare le probabilità' di concepimento?

Il suo assetto genetico sembra favorevole a manifestazioni di ipercoagulabilità del sangue, che potrebbero giustificare i due aborti. Tuttavia per una conferma di questa ipotesi è bene sentire, se non l'ha già fatto, il parere dello specialista. Dal punto di vista omeopatico tradizionale è difficile intervenire sull'assetto genetico di una persona, ma tuttavia, nella mia esperienza in donne in gravidanza con tendenza genetica alla poliabortività, associando agli anticoaugulanti tradizionali rimedi omeopatici capaci di migliorare nel suo insieme la fisiologia dell'organismo, siamo sempre riusciti a portare a termine la gravidanza senza particolari inconvenienti.


Ho sempre seguito regime alimentare corretto ed utilizzavo prodotti a base di ficus perché avevo il metabolismo molto lento e l'intestino pigro. Da circa 5 mesi non sto prendendo più nulla perché sono in gravidanza, ma giustamente mi sento gonfia e stanca. Cosa potrei prendere?

In tutti i disturbi a tendenza cronica e/o recidivante, anche in quelli apparentemente più banali, è necessario effettuare una visita omeopatica preliminare per individuare quali siano effettivamente le condizioni personali che la predispongono al continuo ritorno dei disturbi; solo un simile approccio, infatti, è in grado di realizzare una terapia causale, e quindi non semplicemente sintomatica, con il pregio da un lato di provocarle la progressiva remissione dei fastidi, e dall'altro di non esporla alla ripetizione troppo frequente di qualsiasi sostanza con un'azione farmacologica sugli esseri viventi, che nel tempo le provocherebbe comunque la comparsa di spiacevoli effetti collaterali, tanto meno auspicabili nella sua attuale condizione.


Sono oltre la 30esima settimana di gravidanza e, soprattutto in questo periodo, ho dei tremendi attacchi di fame, che capisco essere nervosa perché mangerei in continuazione. Vorrei sapere se esiste un rimedio omeopatico che mi può aiutare ora, e magari anche in seguito durante l'allattamento.

La medicina omeopatica è sempre tesa alla personalizzazione delle cure, attraverso un inquadramento globale della persona, che tenga conto di diverse variabili, oltre al sintomo principale e maggiormente lamentato dal paziente. Solo attraverso un simile approccio in cui il sintomo viene compreso all'interno di un quadro generale della persona, che permette di curarlo alla sua radice e quindi di attenuarlo fino a risoluzione, è possibile ottenere un risultato effettivamente soddisfacente e privo di effetti collaterali, cosa che, sia in gravidanza che in allattamento è un aspetto delle cure decisamente sentito da voi mamme.


Sono una donna di più di 30 anni d'età, che si appresta a fare la seconda inseminazione artificiale: mi chiedevo se c'è qualche rimedio naturale per favorire l'attecchimento dell'embrione.

La funzione riproduttiva, nell'organismo umano, è una caratteristica distintiva dell'essere umano in buona salute e adulto, che cioè ha terminato pienamente il suo sviluppo psicofisico, acquisendo appunto la proprietà di concepire e di portare correttamente a termine il frutto di questo concepimento, che è funzione del mantenimento-rinnovamento di ogni specie vivente. Questa funzione, ovviamente, può subire delle perturbazioni nel corso dell'esistenza, e divenire meno efficace, andando a costituire, nella coppia che desidera avere un figlio, quello stato definito di subfertirlità. In assenza di patologie genetiche, oppure di lesioni anatomiche che impediscano anche solo meccanicamente il concepimento e il suo avanzamento e termine naturale, questo stato di subfertilità è spesso valutabile, in termini omeopatici, come una sospensione di una funzione che può comportare disagi ulteriori all'organismo, e quindi è finalizzato a preservare di questo il miglior stato di salute possibile. Se dunque forzare questa situazione spesso comporta futuri disagi per la persona, la cura omeopatica personalizzata è invece in grado di riportare in naturale equilibrio l'organismo umano perturbato da situazioni contingenti, rendendo dunque la funzione riproduttiva nuovamente efficace in un organismo che ha ritrovato, però, proprio per la cura omeopatica, una maggior efficienza di tutti i suoi organi e apparati.


Vorrei sapere quali sono i rimedi omeopatici, fiori, erbe od oli essenziali che non vanno assunti in gravidanza. Al contrario, ci sono elementi che possono favorire un buono svolgimento di essa? Esiste qualche libro in merito?

I rimedi omeopatici provengono dai tre regni della natura, minerale, vegetale e animale, ma sono trattati in una maniera tale da ridurne al massimo l'impatto tossicologico sugli organismi viventi e sull'uomo in particolare. Tuttavia un utilizzo non professionale della materia espone ugualmente la persona, indipendentemente dal suo stato, al rischio di contrarre conseguenze iatrogene dai rimedi, perché il loro potere tossicologico è molto attenuato, ma mai eliminato del tutto. Tra i rimedi di sicura controindicazione, nei primi tre mesi di gravidanza, vi è il solo Apis. Proprio per le cose appena dette, comunque, le sconsiglio di seguire l'autoprescrizione, in quanto la somministrazione dei rimedi, in omeopatia, è certamente ancora più complessa di quella dei comuni farmaci e, come ho cercato di farle capire, non completamente priva di possibili effetti collaterali.


Sono una donna alla seconda gravidanza e alla 22esima settimana di gestazione, ho subito un taglio cesareo nelle mia precedente gravidanza, 5 anni fa, e ora vorrei, terminare questa mia seconda gravidanza con un parto naturale. Ho sentito parlare molto dei rimedi fitoterapici ed erboristici, quali Olio di enotera, tisane di foglie di Lampone, e anche di rimedi omeopatici, quali i granuli di Apermus e Caulophyllum per favorire un travaglio indolore, o quantomeno per provare meno dolore. Potrebbe dirmi se realmente potrei trarrebeneficio da queste sostanze ed eventualmente una loro posologia generica

Personalmente sono molto scettico che dopo un primo parto cesareo se ne possano effettuare altri naturali, tuttavia, in ogni caso, i due rimedi omeopatici più utilizzati durante il travaglio, sono Caulophillum e Actea Racemosa, che in caso potrà alternare ogni 1-2h, a partire dalle prime fasi del travaglio. Acquisti i rimedi alla 15 CH e ne assuma ogni volta due granuli sub-linguali.


Ho poco più di 30 anni e sono incinta da poche settimane. Soffro di colite e gastrite e in questi giorni entrambi si sono riaccesi. So che non posso più assumere i farmaci che prendevo prima e vorrei sapere se l'omeopatia potrebbe essere di aiuto in questo caso? Anzi, per sentito parlare, ho capito che l'omeopatia addirittura potrebbe guarire tali problemi perchè cura la causa e cura a fondo

Effettivamente l'omeopatia mira a guarire i cosiddetti disturbi a carattere cronico o recidivante, perché il suo approccio in questi casi non è mai semplicemente sintomatico, come di norma avviene con la medicina tradizionale, ma è finalizzato ad individuare le condizioni organiche che predispongono il suo organismo al ripetersi dei disturbi, attraverso un approccio globale, che rispetta la naturale complessità psicofisica della sua persona. Nel suo caso la riaccensione dei disturbi può essere provocata in parte dalla compressione, non ancora così esagerata per la verità, del feto sulla circolazione portale, in parte dal riassorbimento di prodotti metabolici liberati dal feto stesso, e ancora da un aumento della pressione intraaddominale, che favorisce il reflusso acido dallo stomaco all'esofago. Per un approccio terapeutico importante sarebbe tuttavia meglio fin da adesso sottoporsi ad una visita omeopatica preliminare che, oltre a permetterle di attenuare i sintomi da lei lamentati, le consentirà di portare a termine, senza ulteriori seri disturbi, la gravidanza, evitandole comunque il ricorso ai farmaci di sintesi che possono danneggiare comunque il feto.


Ho circa trent'anni e da 7-8 anni soffro di asma allergico con importante iperreattività bronchiale. Sono costretta alla terapia cortisonica e broncodilatatrice. Sto ancora allattando un bambino (di due anni) e vorrei intraprendere un'altra gravidanza. Le premetto che durante la precedente gravidanza ho avuto un aggravamento consistente dei sintomi asmatici. Mi chiedevo se fosse possibile intervenire per l'asma con l'omeopatia sia prima che durante la gravidanza. Ho molta paura, però, di una possibile riacutizzazione dei sintomi nel caso dovessi sospendere la terapia tradizionale a favore di quella omeopatica. Lei cosa ne pensa?

In tutte le malattie croniche perché una cura omeopatica sia realmente efficace, è necessario effettuare una visita preliminare: attraverso questa sarà possibile individuare le condizioni del suo organismo che sostengono l'infiammazione e l'iperreattività bronchiale, cui lei fa riferimento nella sua, e così trattarla con un rimedio estremamente personalizzato che, solo in tale maniera, risulterà eziologico o causale. Logicamente nel corso della cura, i rimedi tradizionali non saranno mai bruscamente sospesi, ma solo progressivamente ridotti, in concomitanza con la loro efficace sostituzione da parte dei rimedi omeopatici, che peraltro non hanno controindicazioni sia in gravidanza che durante l'allattamento.


Sono una donna di circa 40 anni al II mese di gravidanza, e sono ormai 9 mesi che soffro di una forma acuta di cistite; finora non ho trovato una cura per sconfiggerla, ho sentito un urologo che però non mi ha soddisfatto, poi un secondo urologo che mi ha prescritto varie analisi da fare e una volta fatte, prima della sua cura, ho scoperto di essere incinta, quindi non ho potuto fare alcuna terapia antibiotica, ma solo integratori, risultati inefficaci. Questa infiammazione si ripresenta più o meno una o due volte a settimana, con bruciori al livello del condotto urinario e alla vescica e bisogno di urinare in tempi abbastanza ravvicinati all'interno della giornata. Non potendo prendere farmaci specifici, ho pensato di rivolgere le mie attenzioni verso un'eventuale cura omeopatica. E' possibile applicare l'omeopatia durante la gravidanza?

Nelle affezioni a tendenza recidivante, come la sua, è effettivamente necessario effettuare una visita omeopatica preliminare: questa, infatti, è rivolta ad individuare la condizione di disarmonia funzionale di tutto il suo organismo, che la predispone al continuo ritorno dei sintomi; senza trattare questa, infatti, i disturbi sono comunque destinati a ritornare, anche se sottoposti ad un (inizialmente) efficace trattamento locale. Inoltre l'omeopatia, durante la gravidanza, è la più sicura delle terapie mediche, in quanto i rimedi che utilizza sono preparati in modo da sfruttarne unicamente il potere terapeutico per l'organismo vivente, evitandogli qualsiasi effetto tossicologico.


Sono una donna in gravidanza che soffre di insonnia e dolori cervicali. E' possibile ricorrere in gravidanza alla medicina omeopatica per curare i disturbi del sonno?

Il periodo della gravidanza è senza dubbio quello in cui una medicina dolce e sicura come quella omeopatica appunto, trova più frequentemente utilizzo. Oltre che per la cura del disturbo d'insonnia a cui lei fa riferimento, è certamente molto utile per accompagnarla senza pericoli durante tutto il periodo di gestazione e facilitare altresì il parto e i primi istanti di vita del nascituro. Le ricordo comunque che tutte le volte che il disturbo di cui lei soffre abbia la tendenza a recidivare con frequenza o comunque a cronicizzare, indipendentemente dall'età e dal particolare momento che si sta vivendo - la gravidanza nel suo specifico caso - è sempre necessario effettuare una visita accurata, che abbia come scopo quello di individuare e curare le cause profonde del suo disturbo, non rimuovendo le quali qualsiasi malessere, anche se sottoposto alla più accurata terapia sintomatica, avrà sempre la tendenza a ripresentarsi.


Vorrei rivolgermi a lei per un consulto circa due aborti spontanei di cui ho avuto esperienza nello scorso anno. Per la medicina tradizionale sono assolutamente sana, e non vi sono incompatibilità tra me e mio marito, ma ora ho forti timori nel mettere in progetto una terza gravidanza, anche perché la ginecologa che mi segue, mi ha prospettato l'idea di prendere del cortisone durante i primi tre mesi, per attenuare i miei anticorpi, che secondo lei sono all'origine di queste interruzioni… ma il pensiero del cortisone mi lascia assolutamente perplessa. E' possibile approfondire questo tema con l'aiuto della sua competenza e della medicina omeopatica?

La medicina omeopatica può sicuramente esserle di aiuto laddove non esistano, come mi sembra di capire dalla sua, impedimenti meccanici al fisiologico proseguimento della gravidanza. Lo scopo di una corretta cura omeopatica, infatti, è quello di ristabilire, in maniera del tutto naturale, e senza spiacevoli effetti collaterali, l'armonico funzionamento dell'organismo umano che spesso, per le cause più disparate, comprendenti situazioni protratte di stress, dispiaceri molto intensi, traumi fisici o emotivi ripetuti, subisce una modificazione permanente dei suoi fisiologici processi vitali, rendendo problematico lo svolgimento di funzioni naturali, come nel suo caso quella riproduttiva, che in condizioni normali si realizzano senza alcuna difficoltà.


Informandomi su internet a proposito della presenza in omozigosi del MTHFR ho letto che è opportuno far fare questo esame anche a mia sorella. Eventualmente, ci sono cure omeopatiche che possano essere di prevenzione nel corso degli anni? Le mie preoccupazioni derivano dal fatto che i nostri genitori hanno presentato purtroppo eventi di infarto del miocardio, vasculopatia cerebrale, episodi ischemici.

L'omeopatia non può modificare il corredo enzimatico di un adulto, ma sicuramente può aiutare a prevenire l'insorgenza delle malattie cardiovascolari sia migliorando il funzionamento fisiologico dell'organismo sia, come conseguenza di questo miglioramento, rendendo più facile l'adozione di quelle misure preventive consigliabili a tutta la popolazione e soprattutto a chi, come nel caso suo e di sua sorella, abbia una familiarità così evidente per le malattie cardiovascolari; queste misure preventive comprendono la pratica regolare di attività fisica, un'alimentazione corretta, che non ecceda in proteine animali e cibi ad alto contenuto di colesterolo, il controllo regolare dei valori pressori ed il mantenimento dei valori della glicemia entro il range di normalità. Inoltre l'omeopatia, effettuata regolarmente durante il periodo della gravidanza, può evitare che alterazioni del corredo genetico, codificanti varianti enzimatiche anomale, possano trasmettersi al feto, realizzando così un intervento di prevenzione in utero che prende il nome di eugenetica.


Da qualche mese soffro di una forte allergia agli acari. Dopo diverse settimane di cure con l'antistaminico, su consiglio del mio farmacista ho deciso di passare all'omeopatia. Prendo ora il Ribes Nigrum e mi sembra di stare meglio. Poiché sospetto di essere incinta, vorrei sapere se tale sostanza può essere nociva per il feto. Da ultimo: posso continuare ad assumere le classiche tisane diuretiche anche nel caso in cui i miei sospetti di gravidanza fossero fondati?

Il prodotto che le è stato consigliato, almeno in base al dosaggio che lei riferisce, mi sembra più un fitoterapico che un omeopatico vero e proprio; a questo proposito le ricordo la differenza: l'omeopatia utilizza anche rimedi di origine vegetale, ma diluiti e dinamizzati, e precedentemente somministrati alla persona sana, al fine di determinarne, per analogia, i sintomi per i quali, nel malato, potranno venir somministrati. Proprio perché diluiti e dinamizzati, i rimedi omeopatici hanno molto attenuato il potere tossicologico, e sfruttano principalmente quello terapeutico di stimolo dei naturali processi di difesa dell'organismo umano. I rimedi fitoterapici, pur avendo una minore tossicità dei farmaci di sintesi, possono comunque provocare nella persona effetti collaterali per i quali, al pari delle tisane, se utilizzati in maniera eccessiva, non sono mai completamente sicuri durante la gravidanza.



Soffro di amenorrea per ovaio policistico, per il quale ho assunto per 7 anni la pillola (l'amenorrea dura da quando ne ho smesso l'assunzione). Dopo una serie di esami la mia ginecologa mi ha detto che tutto è ok e di attendere semplicemente il ritorno del ciclo. Poiché desidero una gravidanza, vorrei che tutto tornasse a posto in breve tempo, e per questo motivo mi chiedevo se mai esistesse un prodotto omeopatico capace di agevolare il ritorno alla normalità e la ricomparsa delle mestruazioni.

Il consiglio che posso darle è di attendere ancora un poco per verificare il ritorno spontaneo del ciclo. Dal punto di vista omeopatico, invece, qualora il disturbo avesse comunque tendenza a mantenersi, le rammento che, in presenza di una malattia a carattere cronico-recidivante, è sempre necessario effettuare una visita accurata: l'omeopatia, infatti, non cura semplicemente la malattia, ma l'alterazione funzionale, probabilmente provocata in parte anche dall'assunzione della "pillola", del suo organismo, alterazione che ha favorito il verificarsi e il mantenersi del suo attuale disturbo. Solo, infatti, con una visita appropriata è possibile individuare le cause effettive della sua amenorrea, e riuscire così a ristabilire il corretto equilibrio delle sue funzioni, che la condurranno a ritrovare lo stato di salute come effetto di una rinnovata armonia dei suoi processi vitali.


Ho un problema di prolattina alta, volevo solo sapere se l'omeopatia può aiutarmi a riportare i valori a livello normale (premetto che sto cercando una gravidanza). In questo periodo sono un po' in ansia per dei problemi di salute di un familiare, forse influisce anche questo?

Sicuramente l'omeopatia può esserle di aiuto, riportando nella maniera più fisiologica possibile i valori da lei presentati nell'ambito di quelli considerati normali. Per far questo, però, è necessario sottoporsi ad una visita accurata: solo questa, infatti, può permetterci di individuare le cause reali che determinano l'innalzamento della sua prolattina, che a sua volta è semplicemente da intendersi come l'effetto terminale di uno squilibrio funzionale coinvolgente tutto il suo organismo. Proprio per questo motivo, anche lei capisce bene come la preoccupazione legata allo stato di salute di un suo conoscente può avere effetti oltremodo negativi su quanto da lei sofferto.


La contatto perché cerco di avere un secondo figlio con il mio marito. Prima di avere mio figlio, avevo visto una dottoressa specializzata in omeopatia a Parigi. Mi aveva prescritto un trattamento che aveva funzionato benissimo. Io, purtroppo ho degli problemi alle ovaie, con microcisti. Mi sembra che la dr.ssa francese mi aveva prescritto Folliculinum e anche un'altra cosa, credo LH. Avevo delle piccole dosi da prendere durante il ciclo ( 2 o 3 mattine durante diversi giorni del ciclo) e poi altri granuli da prendere mattina e sera tutti giorni. Comunque, volevo sapere se lei può rispiegarmi e aiutarmi a trovare la cura giusta che mi aiuterà ad avere questo secondo figlio.

I prodotti che lei cita nella sua non sono omeopatici in senso stretto, ma semplicemente gli ormoni normalmente presenti nel nostro organismo, e stimolanti la funzionalità ovarica, diluiti, però, secondo tecniche che possono ricordare la preparazione dei prodotti omeopatici più tradizionali. Tali sostanze, che lei ha già assunto, sono state evidentemente in grado di stimolare per un po' la funzionalità ovarica, ma non hanno del tutto risolto il suo problema che si è ripresentato puntualmente alla sospensione della predetta cura. Personalmente non utilizzo quei prodotti, in quanto il mio indirizzo terapeutico consiste nel riequilibrare l'intero organismo, e non una sola sua funzione, cercando così di agire sulle cause effettive dei problemi, solo eliminando le quali il disturbo potrà sparire definitivamente.


Sono una donna di poco più di trent'anni. Recentemente ho subito un'interruzione di gravidanza per malformazione del feto: assenza totale del corpo calloso ed idrocefalia. Ritiene che l'omeopatia possa prevenire il ripetersi di simili eventi?

Se esiste una aberrazione cromosomica a carico del corredo genetico di uno dei due genitori, verificabile con un semplice cariotipo, assolutamente non è possibile effettuare alcuna prevenzione omeopatica. Se invece trattasi di semplice disarmonia nella formazione e nel prosieguo evolutivo dell'abbozzo embrionale, allora sicuramente l'omeopatia può effettuare un serio intervento di prevenzione. Le consiglio pertanto di effettuare una ricerca accurata presso un consultorio di genetica medica che possa escludere alterazioni cromosomiche irreversibili e, solo in questo caso, di affidarsi successivamente all'omeopatia.

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