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FAQ (Frequently
Asked Questions)
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Omeopatia rimedi e prodotti |
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Sono una ragazza di circa 30 anni, e da un po' di tempo soffro a causa
di un'ernia iatale da scivolamento e
reflusso gastroesofageo.
Dato che sono allergica a molti farmaci utilizzabili per ill mio problema, mi
hanno consigliato di prendere come rimedio omeopatico Homeos
14: vorrei un suo parere in proposito
Il prodotto cui fa riferimento nella sua è un complesso omeopatico,
cioè una miscela di rimedi unitari, che dovrebbero avere indicazioni ed
efficacia simile nel curare la patologia di cui lei soffre. In realtà si
tratta di un prodotto ben lontano dall’omeopatia tradizionale, in cui
la prescrizione non viene fatta esclusivamente sul nome della malattia,
ma su un insieme di sintomi che individualizzano il suo disturbo e
permettono quindi di agire terapeuticamente alla radice dello stesso:
questo approccio è l’unico che possa garantire risultati al tempo stesso
benefici e duraturi, e non semplicemente palliativi, come nel caso dei
complessi che, dovendosi proprio per questo ripetere a lungo termine, possono
a loro volta associarsi all’insorgenza di sgradevoli effetti collaterali.
Sono insegnante.. Ho eseguito una laringoscopia
e mi hanno trovato le corde vocali
sottili e molto ravvicinate con un piccolo
nodulo. Esistono rimedi
omeopatici per il mio caso?
La sua particolare professione la espone senza dubbio ad una patologia professionale,
che come la gran parte delle patologie a tendenza cronica-degenerativa, presenta fasi
di riacutizzazione in corrispondenza di sforzi eccessivi e/o continuativi e di
variazioni climatiche, su una base però cronica di infiammazione, che già si è
organizzata nella formazione di un nodulo delle corde vocali. Dal punto di vista
omeopatico, si possono fornire suggerimenti di rimedi sintomatici per gli episodi
acuti, ma per modificare il destino della malattia, è sempre necessario sottoporsi
ad una cura globale, che agisca proprio sulla reattività e l’evolutività della sua
patologia. Per i rimedi da utilizzare in caso di riacutizzazioni, consiglio
argentum
metallicum per sforzi eccessivi, causticum se l’abbassamento di voce peggiora con il
tempo secco, dulcamara se insorge con il tempo umido e aconitum se insorge per esposizione
al freddo secc. I rimedi vanno assunti in granuli sub-linguali alla 15 ch, due ogni due
ore, diradando al miglioramento.
Può dirmi qualcosa di più specifico sul rimedio TUBERCOLINUM
AVIAIRE? Per quale problema viene generalmente
prescritto? Va bene per i bambini?
Trattasi di un rimedio, utilizzato sicuramente in soggetti anche di età infantile,
che interviene in fasi di particolare ostinatezza dei processi patologici, e
particolarmente di quelli delle vie aeree, fasi in cui un rimedio di terreno, come
silicea ad esempio, che lei ha citato in una precedente sua, non è in grado di
modificare in meglio, anche se correttamente indicato al caso.
Vorrei se possibile avere un suo parere: mi è stato prescritto questo medicinale omeopatico TUBERCOLINUM
AVIAIRE per la mia bambina, affetta da forte ipoacusia bilaterale,
catarro dietro al naso e catarro nel tubo timpanico, ma sono un po' spaventata da
quello che ho letto su questo rimedio, che forse può aggravare i sintomi. Può dirmi qualcosa in proposito?
Tutti i rimedi omeopatici possono dare due tipi di aggravamento: uno terapeutico, che
in genere è seguito da progressivo e benefico miglioramento di tutti i sintomi, e uno
iatrogeno, che si verifica quando si ripete troppo spesso e a lungo uno stesso rimedio,
oppure quando provoca una modificazione dei sintomi in un ordine inverso a quello
previsto, invece, della legge di guarigione. Purtroppo non è sempre possibile, almeno
inizialmente, prevedere una reazione di aggravamento, ma se il rimedio è sicuramente ben
scelto, e correttamente somministrato, l’unico aggravamento da attendersi è quello terapeutico,
che poi è sempre da considerare benefico.
Le chiedo consigli riguardo al rimedio
Argentum Nitricum.
Personalmente sono stato inquadrato già a suo tempo da un medico
omeopata con questo rimedio: cambia molto fra l'uso dello stesso
alla 30 CH oppure alla 15 CH?
In linea di massima, le differenze tra le due diluizioni
riguardano più che altro la profondità e la durata d'azione del
rimedio, più breve nel caso della 15 CH rispetto alla 30. Per cui:
se ha una patologia prevalentemente fisica, le consiglio la
diluizione alla 15 CH, che però dovrà ripetere con maggiore
frequenza, se sono presenti invece anche sintomi mentali è meglio
la 30, ripetuta però con minor frequenza.
Prossimamente mi recherò a Zanzibar per un soggiorno mare, in un
villaggio, di una settimana. Per un periodo così breve la
profilassi antimalarica con i farmaci non è strettamente
necessaria, ma suggeriscono quella comportamentale. A questa mi
piacerebbe aggiungere un sostegno omeopatico per maggiormente
proteggermi dal contrarre la malaria. Ho letto del LEDUM PALUSTRE,
o di altre cose, ma vorrei un parere esperto.
Il rimedio cui fa riferimento nella sua è utilizzato soprattutto
per la prevenzione delle punture d'insetto e nel caso
effettivamente si venisse punti, mentre come rimedio di profilassi
della Malaria, in omeopatia si è soliti assumere Arsenicum Album
alla 5 CH, due granuli tutte le sere da far sciogliere sotto la
lingua ad una certa distanza dai pasti, almeno trenta minuti, dal
giorno precedente la partenza a quello successivo al rientro. In
presenza di un inizio di sintomatologia può comunque intensificare
l'assunzione del rimedio, anche ogni tre ore fino a miglioramento,
senza comunque escludere una visita di controllo anche sul posto
ed, eventualmente, il ricorso ai farmaci tradizionali qualora i
sintomi, anche dopo l'assunzione del rimedio, non avessero alcuna
tendenza a scomparire o, all'opposto, tendessero addirittura ad
intensificarsi. Per le norme comportamentali valgono quelle
solite: vestire con abiti lunghi e di colore chiaro, e fare
attenzione all'uso di zanzariere negli ambienti che si
frequentano.
Le vorrei porre una domanda per me basilare: da una parte, nella stragrande maggioranza dei Corsi di Laurea si insegna a diffidare della Medicina Omeopatica poichè non si basa su una logica scientifica; dall'altra alcuni medici, anche non ufficialmente "omeopati", consigliano e prescrivono terapie omeopatiche. Al di là di tutto questo: ESISTONO STUDI SCIENTIFICI SERI di tipo Caso-Controllo che dimostrano un'efficacia statisticamente significativa della medicina omeopatica rispetto al "placebo"? Se esistono perchè, come nel suo sito, non vengono presentati (almeno gli Abstracts) quando si parla di omeopatia?
Se è vero che nel mio sito non esistono abstracts relativi a studi scientifici sull'omeopatia, è pur vero che, scorrendo la sezione dei link, troverà sicuramente siti che forse nascono con intenti diverso dal mio, in cui sono riportati se non altro alcuni degli studi più importanti finora effettuati sulla materia. Per quanto riguarda comunque l'esistenza o meno di studi realmente validi, posso essere d'accordo con lei che, in tal senso, l'omeopatia appare un po' fragile, ma il vero problema non dipende dal fatto che essa vorrebbe sottrarsi ad una dimostrazione di validità ed efficacia, quanto piuttosto dalla poca concordanza di opinioni tra gli stessi omeopati. In realtà molti tra questi sono ancora ben lontani dalla completa comprensione della metodica, e molto spesso esercitano l'omeopatia con criteri allopatici i cui risultati finiscono per contravvenire i reali intenti della metodica. Hahnemann, prevedendo tutto questo, aveva condotto i suoi studi in modo da standardizzare al massimo la metodologia affinchè potesse essere sempre riproducibile, e i suoi risultati verificabili alla luce delle osservazioni fatte. Nella mia attività di docente mi sforzo sempre di trasmettere ai discenti la necessità di rimanere fedeli alla metodologia hahnnemaniana, senza cadere in libere interpretazioni che, come lei ben capisce, se fossero applicate a studi che volessero essere scientifici, finirebbero per apportare confusione piuttosto che chiarezza. Purtroppo, però, chi spesso è in grado di portare avanti gli studi ne ha i mezzi economici ma non le competenze, e così, a mio modestissimo parere, l'omeopatia non riesce ad essere opportunamente testata così come meriterebbe e come effettivamente sarebbe volontà di chi la applica quotidianamente con pregevoli risultati. Mi permetta comunque di fare un'ulteriore osservazione: l'onestà, la sensibilità e il sentimento compassionevole di qualsivoglia medico dovranno sempre venire prima di qualsiasi studio scientifico che, caso mai, avrebbe sempre e solo il compito di confermare intuizioni e teorie le quali, solo con le doti appena descritte, sono poi realmente in grado di tradursi in un reale beneficio per chi soffre.
Fin da piccolo ho praticato tantissimo sport. Allenandomi parecchio ho iniziato ad avvertire, circa due anni fa, un dolore al pube. Mi è stato detto che avevo la pubalgia. Da quel momento sono entrato in un tunnel nel quale non vedo ancora la luce. Ho fatto svariate terapie (laser, onde d'urto, iniezioni sottocutanee, antinfiammatori, cortisone, ecc) ma la conclusione a tutto ciò è che continuo ad avere "i soliti" dolori. Poco tempo fa, parlando con un mio amico, mi ha parlato delle cure omeopatiche... mi può dare qualche consiglio?
In presenza di un disturbo a carattere cronico-recidivante, come quello di cui lei soffre, è sempre necessario indagare approfonditamente sulle cause reali che generano i sintomi da cui lei è affetto, attraverso un'accurata visita omeopatica. Nell'attesa, comunque, può provare ad assumere Rhus Toxicodendron in granuli alla cinque Ch: due granuli sotto la lingua, ogni tre ore, per alcuni giorni (non più di cinque).
Soffro molto spesso di mal di gola, mi basta un po' d'aria per
avere le placche bianche, non posso stare con l'aria condizionata,
non posso urlare, cantare...ed il male mi viene ogni 7-15 giorni e
devo fare sempre cure antibiotiche... mi può consigliare qualcosa
di diverso per favore?
Gentile sig.ra, la tendenza degli episodi di mal di gola a
ripresentarsi puntualmente, indica che esiste una suscettibilità
del suo organismo ai principali agenti infettanti responsabili di
questo tipo di patologie. La cura antibiotica non fa che debellare
l'infezione, ma, non essendo in grado di risolvere lo stato di
suscettibilità che ne favorisce il ripetersi, non è in grado di
prevenire il ritorno dei sintomi. Viceversa la terapia omeopatica,
proprio perché diretta a potenziare i suoi naturali poteri di
difesa, è in grado non solo di curarla ma anche di prevenire il
ripetersi degli episodi. Nei casi acuti può comunque assumere Phytolacca Decandra alla 15 CH in presenza di solo dolore alla
deglutizione, e Mercurius Solubilis 15 CH se compaiono “placche”.
In entrambi i casi assuma il rimedio in numero di due granuli ogni
due ore per i primi due giorni, e ogni 4 in terza giornata (i
granuli vanno lasciati sciogliere sotto la lingua). Per la
prevenzione del ripetersi degli episodi, invece, è necessario
effettuare una visita.
Mia madre ha il
Neuroma di Morton al
piede destro: ha eseguito un po' di infiltrazioni, ma la
situazione non è migliorata. Penso che presto deciderà
di operarsi per togliere il neuroma , ma nel frattempo
voleva sapere se esistono delle medicine / creme
omeopatiche che possano alleviare il dolore.
Provi a farle assumere per alcuni giorni Hypericum
perfoliatum 15 CH: due granuli sotto la lingua, ogni
tre- cinque ore, fino a miglioramento dei sintomi.
Ho due spine calcaneari e mi domandavo se le cure omeopatiche riescono a risolverle, e, se sì, in che modo.
L'omeopatia non può risolvere completamente il problema, ma sicuramente attenuare i disturbi conseguenti alla presenza delle spine calcaneari, per le quali si consiglia comunque di prendere in considerazione l'utilizzo di opportuni plantari. In presenza di dolorabilità della regione plantare, può trovare sicuro giovamento dall'utilizzazione di Arnica Montana e Rhus Toxicodendron: può utilizzarli separatamente, assumendo due granuli alla 5 CH di uno dei due rimedi, da far sciogliere sotto la lingua ogni tre ore per almeno tre-quattro giorni, oppure può assumerli in alternanza, e sempre alla 5 CH, ogni due ore per tre-quattro gg. Sulla pianta del piede può applicare della calendula pomata, tutte le sere prima di coricarsi, fino a miglioramento dei sintomi.
Soffro da anni di coliche intestinali, dopo una svariata serie di accertamenti (clisma opaco, colonscopia, ecc) si è evidenziato una conformazione particolare dell'intestino. Ho un dolicocolon con una flessura splenica al fianco sinistro. Assumo un blando lassativo a base di prugne e manna quotidianamente, probiotici e capsule per assorbire l'aria. La dottoressa mi ha aggiunto: 30 gocce di LEPTANDRA+ 30 di NUX VOMICA + 30 di SOLIDAGO al dì in mezzo litro di acqua., se poi dovessi avere delle coliche una fiala di CUPRUM. Beh, da quando prendo questi prodotti sto più male di prima. Tengo a precisare che prendo una capsula al dì di iperico con valeriana e passiflora.Siccome i prodotti omeopatici non sono poi a buon mercato vorrei che almeno non peggiorassero il mio problema.
La terapia che lei riporta è un confusionario miscuglio tra omeopatia e fitoterapia, che probabilmente nasce da una cattiva comprensione della metodologia omeopatica e della sua corretta applicazione pratica. A questo proposito, le ricordo che l'omeopatia si differenzia dalla fitoterapia perché oltre a sostanze del regno della natura, utilizza anche minerali e sostanze di derivazione animale; tutte sono sottoposte ad un particolare processo di diluizione e scuotimento, finalizzato ad attenuarne i possibili effetti dannosi sul nostro organismo e potenziarne, all'opposto, le virtù curative. I rimedi omeopatici si prescrivono sul criterio di similitudine tra i sintomi riscontrati nella persona affetta da malattia e quelli che lo stesso rimedio, somministrato ripetutamente, ha provocato nella persona sana. Perché la loro azione sia veramente terapeutica è necessario, però, che essi non siano somministrati sul nome della malattia ma sulle caratteristiche psicofisiche che differenziano i pazienti affetti da una stessa patologia e, cosa ancora più importante, siano somministrati uno alla volta ed in successione, mai tutti contemporaneamente, nel rispetto della visione unitaria, od olistica, dell'essere umano. C'è inoltre da precisare che cure così somministrate non risultano mai particolarmente costose.
Soffro da qualche mese di dolori vari in sede addominale, rumori intestinali e vado un po' più spesso in bagno. Il mio medico mi ha diagnosticato una colite spastica, ma allattando non mi ha dato cose pesanti da assumere, solo pastiglie per l'aria. Mi potrebbe consigliare lei qualcosa di omeopatico?
Provi ad assumere Nux Vomica 5 CH, due granuli ogni tre ore, da far sciogliere sotto la lingua, ad una certa distanza da eventuali pasti, per almeno cinque giorni di cura. I disturbi dovrebbero ridursi d'intensità, anche se avranno comunque la tendenza, dopo un certo periodo, a ripresentarsi, dal momento che in casi come il suo, in cui i disturbi si mantengono da un certo periodo di tempo, a significare che il suo organismo non riesce spontaneamente a pervenire ad un guarigione soddisfacente, è necessario ricercare, attraverso una visita accurata, quando e perché essi sono insorti, e se mai possano rappresentare un trasferimento sul fisico di tensioni emotive recentemente originatesi. Infatti, solo la ricerca e l'eliminazione delle cause e delle motivazioni più profonde dei suoi sintomi, le permetteranno di risolvere definitivamente i suoi fastidi. L'allattamento, infine, contrariamente a quanto avviene con le medicine tradizionali, non rappresenta alcuna controindicazione all'assunzione di rimedi omeopatici, di cui pertanto può usufruire serenamente, data la loro azione dolce e priva di tossicità per l'organismo umano, sempre a patto, però, che in periodi comunque delicati come il suo, essi siano sempre assunti dietro opportuna prescrizione medica.
Soffro di pubalgia dalla gravidanza del mio secondo figlio,e quando sforzo la parte, praticando ginnastica o esercizi con le gambe, il dolore notturno è tale da non farmi riposare, e si irradia fino al gluteo con una sensazione di bruciore che sembra arrivi dall'interno. Se faccio degli esercizi massimali per gli addominali bassi, il dolore mi prende come se avessi stirato gli addominali del lato dove soffro di pubalgia. Oltre al riposo, mi può consigliare un rimedio omeopatico?
In tutti i casi a carattere cronico-recidivante, per ottenere risultati pienamente soddisfacenti, in omeopatia, è necessario effettuare una visita preliminare. A solo scopo palliativo, e quando il disturbo si manifesta in seguito a sforzi del tipo di quelli citati nella sua, potrà assumere Rhus tox e Arnica alla 15 ch: due granuli da far sciogliere sotto la lingua, alternando i due rimedi ogni due ore, per almeno tre-quattro giorni consecutivi.
Ho un bimbo di 1 mese che sto allattando in parte al seno in parte con latte artificiale, in quanto non ho mai avuto la montata lattea e il mio latte non è sufficiente per lui. Non voglio arrendermi, ben sapendo quanto è importante il latte materno, e vi chiedo che rimedi ci possono essere per far aumentare il mio latte. Ho provato per 1 mese con il RICINUS COMMUNIS 3 granuli sotto la lingua per 3/4 volte al giorno, ma non ho avuto risultati. Ho sentito molto parlare della PROLATTINA D30 in gocce della Guna: quali sono le dosi da prendere? Cosa mi consiglia?
Non utilizzo professionalmente prolattina D30 della Guna, mentre può provare, in alternativa al Ricinus, Agnus Castus 5 ch: due granuli ogni tre ore per tre giorni, poi ogni 5 in quarta giornata e poi tre volte al dì per altri 5-7 gg.
Ho un dolore al ginocchio destro che aumenta con il freddo e stando fermo, mentre migliora con il caldo, (sotto le coperte) e con il movimento quando l'articolazione si riscalda. Inoltre tale ginocchio scricchiola (ma senza dolore) quando, sollevando la gamba, muovo avanti e dietro l'articolazione. Ho provato altre cure tradizionali senza successo, vorrei mi indicasse qualche rimedio omeopatico.
Provi ad assumere il seguente rimedio: Rhus toxicodendron 15 ch: due granuli da far sciogliere sotto la lingua ogni tre ore per due giorni, ogni cinque il terzo giorno e tre volte al dì, a completare il periodo complessivo di 7 gg. Attenuerà sicuramente i sintomi, ma non sarà in grado di arrestare la tendenza cronico-degenerativa della patologia di base. Per questo aspetto le consiglio quanto prima di sottoporsi a visita omeopatica.
A seguito di una visita per disturbi della digestione, il medico mi ha prescritto Natrum Phosphoricum 30CH 3 granuli per tre/die, poi iniziare con Lycopodium 200CH 3 granuli per 4 volte /die, alternandolo con Carcinosinum 200CH sempre 3 granuli per 4 volte /die, da ripetere ogni 2 settimane. Nel frattempo assumere anche Natrum Phosphoricum 6DH 2 granuli mattino e sera per 2 mesi. Il Natrum Phosphoricum 30CH l'ho terminato. Ho assunto il Lycopodium, prossimamente dovrei assumere Carcinosinum, ma questo nome, comprese le spiegazioni trovate, non mi piace molto. So che non ha niente a che fare con il carcinoma, però ho trovato su di un sito che ne esistono 2 tipi: una composizione è fatta con una miscela di sostanze cancerogene provenienti da diversi organi, l'altra con carcinoma mammario. Non credo di avere queste cose, e allora,
perché si chiama così? Mi dia una spiegazione per favore. Non vorrei che assumendo questo prodotto mi venga fuori veramente il tumore.
La sostanza a cui si riferisce nella sua, CARCINOSINUM, è un nosode, ovverosia un prodotto patologico di derivazione animale o vegetale, trattato però alla maniera omeopatica, ovverosia diluito e scosso numerose volte, al fine di attenuarne il potere tossicologico sull'uomo, e sfruttarne esclusivamente quello terapeutico, di stimolo, delle capacità di difesa dell'organismo umano. Tutti i nosodi, se ben utilizzati, non espongono a pericolo la persona che li assume, e risultano particolarmente utili nel modificare quadri patologici complessi e resistenti e, nel caso di carcinosinum, condizioni precancerogene opportunamente riscontrate durante la visita. Tuttavia appare piuttosto discutibile la sequenzialità dei rimedi suggeriti dal collega, che poco hanno a che vedere con carcinosinum.
Mia figlia, a seguito di un dimagramento causato da una dieta, soffre di amenorrea da due mesi. Finora il medico di base ha ritenuto opportuno farle innanzitutto le analisi del sangue, che sono tutte fortunatamente a posto. Fermo restando che a questo punto dovrà sottoporsi anche ai dosaggi ormonali, volevo sapere se, in attesa di questi e di ulteriori specifiche, posso somministrarle la Pulsatilla ed in quale concentrazione e dosi. Infatti, l'omeopata che la seguiva da piccola le somministrava Pulsatilla come farmaco di fondo ed inoltre ho letto che può essere d'aiuto in caso di amenorrea. C'è qualche prodotto più efficace, in simili casi, oltre alla Pulsatilla.
Pulsatilla effettivamente è il rimedio omeopatico più indicato nei casi di ritardata comparsa del menarca (la prima mestruazione), tuttavia dalla sua si evince che l' amenorrea è stata secondaria ad un forte dimagrimento: dobbiamo pertanto supporre che le condizioni di sua figlia, rispetto a quando assumeva pulsatilla, sono sicuramente cambiate, e per questo motivo, dopo aver effettuato tutte le ricerche mediche utili nei casi come questo, le consiglio di sottoporla ad una nuova visita, che saprà identificare i cambiamenti intercorsi, e permetterà così di individuare il rimedio più adatto a questa fase.
Sto seguendo una cura omeopatica per curare gli attacchi di panico. La mia dott.ssa (generica, non un'omeopata) mi ha prescritto Aconitum Napellus in granuli da 30CH da sciogliere sotto la lingua la mattina e nei momenti in cui l'attacco si manifestasse in maniera più acuta. Sinceramente li ho assunti solo la mattina e devo dire che ho riscontrato un certo beneficio a distanza di due mesi. La cura mi è stata prescritta per due mesi ma io ho deciso di continuarla
perché sinceramente non mi sento ancora guarita del tutto, sento ancora un senso di ansia nelle file al supermercato o quando mi trovo in un ambiente affollato. Anzi ultimamente avverto una sorta di affaticamento nel respiro, come di "fiato mozzato", che sicuramente dipende dallo stato di agitazione. Volevo sapere se ritiene che sia più idoneo continuare la cura ancora per un pò (anche perchè so che l'omeopatia agisce più lentamente della cura farmacologica) e se questa cura può portare dipendenza. Inoltre sempre la dott.ssa mi aveva prescritto anche Ignatia Amara, in globuli da 200CH, ma non l'ho assunta
perché non so che effetto possa avere assieme all'Aconitum.
Un'ultima domanda: mi sembra che da quando ho iniziato
la cura con l'Aconitum, il mio atteggiamento nei confronti delle cose sia cambiato, mi spiego meglio: sto preparando la tesi e sinceramente sono 2 mesi che mi trascino l' ultimo esame
perché avverto di fondo la mancanza di voglia di studiare, e questo mi dà fastidio
perché ho sempre studiato con regolarità e a ritmi molo elevati. Da quando soffro di attacchi di panico (circa 6 mesi) ho rallentato un
po', purtroppo. Comunque, volevo sapere se lo stato di spossatezza e sonnolenza di questo periodo dipende dall'assunzione di Aconitum o dal cambio di stagione e, nel caso, l'assunzione di magnesio o di multivitaminici può essere in questo senso valida?
Il modo con cui le è stato prescritto Aconitum è puramente sintomatico, e difficilmente sarà in grado di ottenere un beneficio sicuro e duraturo da questa cura, anzi, proseguendo l'assunzione del rimedio così come sta facendo, rischia di fare una sperimentazione dei sintomi che è in grado di provocare nella persona sana. Pertanto le consiglio di non continuare questo tipo di assunzione, e di rivolgersi ad un omeopata esperto, che saprà sicuramente indicare il rimedio capace di agire in profondità sul suo organismo e liberarla progressivamente, e definitivamente, dai suoi disturbi.
Qualche anno fa ho avuto un incidente ed ho un'anca fratturata: negli anni successivi dovrò fare la protesi, ma nel frattempo uso toradol e contramal come anti dolorifico. Vorrei sapere se ci sono medicine omeopatiche anche per questo tipo di dolori.
Certamente che esistono rimedi omeopatici per i dolori muscoloschletrici: tra i più utilizzati a questo proposito ricordo Bryonia, per il dolore che si accentua al minimo movimento e migliora anche coricandosi sopra la parte interessata, Rhus tox, in cui il dolore invece è migliorato dal movimento continuato ed accentuato dal tempo umido, e Arnica Montana per dolore che insorge dopo sforzi eccessivi o prolungati. Può assumere uno qualsiasi dei rimedi alla 15 CH, due granuli sotto la lingua, ogni tre ore, diradando al miglioramento, e senza prolungarne l'assunzione oltre sette giorni.
Le scrivo perchè da 9 mesi ho scoperto di avere l'hpv al collo dell'utero, le lesioni sono state eliminate ad aprile con diatermocoagulazione, e fino ad ora sembra che tutto stia andando bene. Tranne per un unico condiloma esterno piatto che ho provato, sotto consiglio medico, ad eliminare con aldara, ma ritorna puntualmente, e non posso bruciarlo
perché è nella zona interglutea. Ho acquistato granelli di Thuja
perché leggevo su internet che sono efficaci per questo tipo di problema. Mi chiedo se ci sono controindicazione o se ho fatto bene. Mi dica lei per favore e mi dica anche come prenderla. Sono fiale da 30 ch e che io sappia dovrei prenderne una fiala alla settimana per 4 mesi.
Thuja effettivamente è uno dei rimedi che può essere utilizzato in casi come il suo, ma dovrebbe essere sempre prescritto dopo una visita accurata, che ne confermi l'effettiva necessità. L'omeopatia, infatti, in tutte le affezioni croniche, non cura direttamente il sintomo, ma si occupa di ristabilire l'armonia funzionale di tutto l'organismo, che presenta sintomi o malattie proprio in conseguenza di questa alterazione globale della sua funzionalità. Quando la guarigione viene raggiunta in questa maniera possiamo essere certi che è definitiva, e che non è stata effettuata una soppressione, ovvero uno spostamento della malattia da un piano più superficiale ad uno più profondo e vitale. Pertanto nel suo caso cerchi testi che, prima ancora dell'utilizzazione di Thuya per i condilomi descrivano il rimedio nella sua efficacia globale sull'organismo, considerando, cioè, anche sintomi mentali e di altri organi e apparati. Se ci si rispecchia, allora lo provi non per quattro mesi ma per uno solo, altrimenti senta il parere di uno specialista della materia.
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