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Lettera al Corriere della sera |
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Oggetto: In riferimento all’articolo “L’omeopatia è un placebo: effetti collaterali inattesi” dell’edizione odierna del Corriere Della Sera
In riferimento all’articolo apparso in data odierna sul vostro
giornale – “L’omeopatia è un placebo: effetti collaterali
inattesi” - con la presente desidero esprimere tutto il mio disappunto per il modo con cui è stata trattata la notizia, pur desunta da un
autorevolissima rivista medico-scientifica come Lancet. Infatti, sia nell’articolo suddetto, a firma della sig.ra Margherita
De Bac, sia nel commento intitolato “Le pillole del nulla” del sig. Giuseppe Remuzzi, si ravvisano evidenti, e giornalisticamente
poco giustificabili, opinioni personali dei due autori, dalle quali è anche facilmente intuibile, però, la limitata conoscenza,
per entrambi, quantomeno dei più basilari principi metodologici dell’omeopatia e, conseguentemente, della realtà umana nella sua
naturale complessità psicofisica.
Si rammenta, oltremodo, che il fine di qualsiasi studio clinico, e anche il suo iniziale valore,
è semplicemente quello di tenere vivo e aperto il dibattito scientifico relativamente a questioni certamente delicate, e in parte
ancora non pienamente comprese, come quelle che riguardano la salute umana, e che solo la libera comparazione dei dati emersi
dallo studio al quale si fa riferimento nell’articolo con quelli provenienti da studi analoghi, antecedenti e/o futuri, potrà
confutare o confermare con certezza quanto riportato quest’oggi su Lancet.
In definitiva, non posso che auspicare che il vostro
giornale, in futuro, torni ad affrontare temi tanto delicati con la competenza e la serietà che gli si addicono, ma soprattutto,
proprio alla luce di quanto appena espresso, abbandonando ogni altro intento che non sia quello, puramente giornalistico, di
riportare la notizia, corredandola semmai di un contraddittorio pacato, e capace di tutelare, in senso realmente democratico,
unicamente l’interesse dei pazienti..
Con i migliori saluti.
Roma, 28.11.2007
Dott. Francesco Candeloro |
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