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Otite curata con l'omeopatia

 

Comunicato stampa pubblicato su news-online
(di F. Candeloro - medico omeopata)

Si tratta delle ultime due notizie, in ordine di tempo, che hanno riguardato l'omeopatia in questo ultimo mese, prestando, come al solito, il fianco ad altre e infinite critiche che da molti anni, ormai, riguardano questa tipo di medicina. Ovviamente quando c'è in gioco la morte di un bambino la notizia non può non far riflettere, ma quello che colpisce è, in entrambe le recenti informazioni fornite dai media, il tono utilizzato, e comunque finalizzato a screditare la medicina omeopatica e, ovviamente, tutti coloro che la praticano, nonché in definitiva quanti, in qualità di pazienti, si rivolgono ad essa con continuità e convinzione, perché ne trovano comunque beneficio.

Mi limiterò, allora, a solo due brevi considerazioni, distinte in relazione ai due diversi articoli citati, dal contenuto solo apparentemente diverso, ma in realtà in entrambi i casi diretto a fornire un nuovo attacco mediatico alla medicina omeopatica.

La prima notizia è un episodio sul quale al momento non c'è una reale chiarezza di come siano andati gli eventi, e purtuttavia pensare che, ancora oggi esistano omeopati che si oppongano fermamente al ricorso ai farmaci tradizionali, in situazioni in cui l'omeopatia stenta a portare l'attesa guarigione, mi sembra piuttosto anacronistico. Ad ogni modo, questo potrebbe dipendere da un insegnamento ancora troppo poco standardizzato della metodica, spesso intrapreso da chi mira solo a “salire in cattedra”, ma non ha pienamente compreso indicazioni e limiti dell'omeopatia o, ancor peggio, nell'esercizio della professione, appare talvolta temere che, mescolando i due approcci terapeutici, allopatia e omeopatia per intenderci, finisca per annacquare la seconda, e affermarne la sua inferiorità sulla prima. E' indubbio che, se errore medico c'è stato, le cause vanno ricercate a monte, in una scarsa attenzione istituzionale alla serietà dei corsi di omeopatia e di coloro che li tengono e, più specificatamente, nel mondo omeopatico, ancora in uno scarso accordo tra gli operatori sulla definizione di cosa sia o non sia omeopatia, di quali siano le sue reali indicazioni, i suoi limiti, e comunque quelle situazioni in cui è necessario intervenire con tutti i mezzi terapeutici a disposizione, a garanzia sempre e comunque della vita in tutte le sue manifestazioni.

La seconda notizia, invece, se mai pienamente confermata, si riferisce solo ad una abitudine ben nota da tempo proprio nella medicina tradizionale, quasi una tentazione, potremmo dire, di adeguare i risultati degli studi clinici ad esigenze commerciali, abitudine che nel tempo ha portato, proprio gli studiosi più seri, a creare sintesi di studi aventi medesime finalità – le metanalisi per intenderci – allo scopo proprio di renderne i risultati il più possibilmente oggettivi, nonchè banche dati indipendenti da qualsiasi altro interesse che non sia quello medico, e scientifico in particolare.

In definitiva, quindi, i due fatti così tanto sventolati, sempre con l'intento di nuocere all'omeopatia, per ostacolarne lo sviluppo conoscitivo dei pazienti, quale arma ulteriore per affrontare disturbi e malattie, che certo non vuole opporsi alla medicina tradizionale, ma in diversi casi completarla, i due fatti, dicevamo, altro non sono che un ennesimo richiamo a quella serietà professionale che deve interessare tanto il mondo omeopatico quanto quello della medicina tradizionale o convenzionale, serietà professionale da cui bisogna sempre ripartire, tutte quelle volte in cui l'atto medico voglia essere portato in pieno spirito di scienza e coscienza.
 

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