le costituzioni sulfurica e carbonica
- prima parte
(di F. Candeloro - medico omeopata)I. Il biotipo sulfurico
In questa parte descriveremo le caratteristiche dominanti della costituzione sulfurica
maggiormente vicina all’equilibrio, definita altresì neutra, per distinguerla dai
biotipi grasso e magro che, per caratteristiche morfologiche e metaboliche, sono più
vicini rispettivamente alle costituzioni carbonica e fosforica. Analizzeremo in
dettaglio i biotipi grasso e magro della costituzione sulfurica nel paragrafo relativo
alle costituzioni miste.
Il sulfurico neutro, dunque, corrisponde all’ideale greco della bellezza umana.
Morfologicamente è infatti un normolineo, con armonia tra le singole parti: il viso è
rettangolare, con equilibrio tra i piani frontale, nasale e orale; i denti, di norma
ben impiantati, sono giallastri ed anch’essi rettangolari; l’occlusione delle ossa
mascellari è buona; le dita, anch’esse di aspetto rettangolare, presentano estremità
a spatola con ultima falange più larga delle prime due; la mano è allungata, con buone
inserzioni muscolari, adatta al lavoro fisico; l’angolo braccio-avambraccio in
estensione è di poco inferiore ai 180 gradi; la tonicità muscolare è nel complesso
buona. Questa armonia dell’aspetto è il risultato di un altrettanto armonico sviluppo
dei foglietti embrionali, che si traduce, funzionalmente, in un buon equilibrio
neuroendocrino, semmai caratterizzato da una lieve preponderanza pituitarica. Analogo
equilibrio, pertanto, si riscontra anche sul piano temperamentale, che si caratterizza
per un atteggiamento, verso gli eventi della vita, quasi sempre positivo e ottimista,
e per di più teso all’azione ed alla realizzazione. Tutti i sulfurici equilibrati,
dunque, presentano un livello di autostima piuttosto elevato, sono dotati di una certa
destrezza manuale - dovuta anche al loro spirito pratico - e di una notevole resistenza
agli sforzi e all’opposizione ambientale. La consapevolezza delle proprie capacità,
spesso raffrontata all’ indecisione e alla indeterminatezza di soggetti appartenenti
alle altre costituzioni, spingono tuttavia i soggetti sulfurici ad appropriarsi
anzitempo di quello da cui si sentono istintivamente attratti, spingendoli spesso verso
un atteggiamento prevaricante il prossimo, e conseguentemente improntato al superamento
dei limiti salutari imposti loro dalla natura, comportamenti che finiscono col tempo
per rendere il sulfurico un soggetto decisamente impulsivo e impaziente, nonché portato
alla collera più intransigente.
Dal punto di vista patologico, le prime manifestazioni dello squilibrio funzionale di
questa costituzione hanno sulla cute e sugli organi emuntori più superficiali (vie
respiratorie superiori) le principali localizzazioni: la cute andrà dunque incontro a
processi reattivi, quasi sempre violenti, caratterizzati da periodiche dermatiti
(comprese diverse forme di orticaria), spesso anche a tendenza suppurativa (foruncolosi
e acne pustolosa), mentre oltremodo frequenti in questa costituzione saranno le
manifestazioni allergiche, e in particolare quelle coinvolgenti le mucose più
superficiali (oculorinite), nonché ancora le manifestazioni a carattere spasmodico
dell’apparato gastrointestinale. Tutte queste manifestazioni patologiche, come abbiamo
detto, saranno caratterizzate da rapidità di insorgenza e violenza dei sintomi, e si
accompagneranno spesso a manifestazioni locali di intenso prurito, sensazione di
bruciore ed evidente arrossamento della parte colpita.
I rimedi più facilmente indicati nei soggetti appartenenti a questa costituzione
saranno ovviamente quelli a radicale sulfurico, e più precisamente, oltre a Sulfur,
rimedio basilare della costituzione, Hepar sulfur, Magnesia sulfurica e Kali sulfuricum
fintanto che prevarranno le manifestazioni spastiche e di eliminazione cutaneo-mucose
(anche a carattere suppurativo), Natrum sulfuricum e Sufuric acidum quando le affezioni
cominceranno ad approfondirsi, e farà la sua comparsa lo stadio iniziale del miasma
sicosico. A seguire, poi, proprio per l’orientamento temperamentale precedentemente
descritto, via via che l’organismo comincerà a presentare le caratteristiche
psicofisiche dei miasmi successivi, saranno di volta in volta necessari rimedi di
terreno come Lycopodium, Mercurius solubilis e Aurum Metallicum, con Aconitum,
Pulsatilla e Nux Vomica frequentemente utilizzati nelle manifestazioni acute dei
diversi stadi dello squilibrio organico.
In relazione, infine, alle principali misure igienico-dietetiche da seguire, al fine
di ritardare la progressione patologica dei soggetti appartenenti a questa costituzione,
le più importanti saranno quelle volte ad incoraggiare lo svolgimento di una regolare
attività fisica - possibilmente anche a carattere competitivo - e a porre particolare
attenzione, nella dieta, alla restrizione dei cibi (animali) a maggior contenuto
proteico, con la contemporanea limitazione degli zuccheri semplici a favore di quelli
più complessi (contenenti amido) e quindi a più lento assorbimento.
II. Il biotipo carbonico
Questa costituzione identifica un soggetto brevilineo tendente al sovrappeso, dal viso
rotondeggiante con predominanza del piano orale; i denti sono quadrati, ben impiantati
e di un colorito bianco gessoso; gli arti sono corti, così come le mani, che appaiono
molli e carnose, dal palmo quadrato e dalle dita anch’esse limitate nella lunghezza. La
muscolatura che sostiene gli arti è nel complesso ipotonica, e si accompagna ad una
certa rigidità legamentosa, che tiene conto del fatto che l’angolo braccio-avambraccio,
in estensione, è inferiore a 180 gradi.
L’aspetto esteriore ed il temperamento del soggetto carbonico risentono inevitabilmente
del particolare assetto endocrino, caratterizzato da una ridotta funzionalità tiroidea
e ipofisario-gonadica, quest’ultima responsabile di numerosi casi di ritardato
accrescimento puberale dell’età adolescenziale. A questi aspetti ghiandolari, si
aggiunge una prevalenza del sistema nervoso autonomo parasimpatico (soggetti
tendenzialmente vagotonici) su quello ortosimpatico, in grado di giustificare, altresì,
il particolare temperamento del carbonico equilibrato, ben diverso da quello del
biotipo sulfurico: fin dall’età infantile, infatti, il soggetto carbonico appare calmo
e diligente, la sua minor efficienza e intraprendenza fisica, però, rispetto ai bambini
di costituzione sulfurica, lo porta a sviluppare una certa insicurezza, che compenserà
con un maggior attaccamento ai genitori e un’ipertrofia dell’istinto di conservazione,
legata principalmente all’alimentazione. Crescendo il carbonico apparirà come una
persona riservata, con una socievolezza ristretta a poche persone, decisamente metodico,
preciso e paziente sul lavoro, che effettuerà sempre nella speranza di ricevere quella
gratificazione capace di appagare la sua innata insicurezza. Se scompensato, allora,
tali aspetti temperamentali potranno sconfinare in atteggiamenti di ostinatezza prima,
di indolenza e indifferenza poi, fino ad un più alto grado di disinteresse e apatia sia
per i propri affetti che per le sue abituali occupazioni.
Le patologie a cui più facilmente vanno incontro i soggetti di questa classe
costituzionale saranno essenzialmente quelle metaboliche, legate proprio
all’iperalimentazione: dal sovrappeso, già presente in età infantile, si passerà
facilmente, nell’età adulta, alla sindrome metabolica, al diabete e quindi
all’aterosclerosi, mentre la poca propensione a svolgere attvità fisica, faciliterà la
comparsa di manifestazioni osteoarticolari artrosiche e/o osteoporotiche.
Al fine dunque di prevenire lo sviluppo di queste patologie i consigli più importanti
da dare a questi soggetti, sui piani alimentare e dell’attività fisica, saranno quelli
di limitare l’introito di cibi ad alto indice glicemico e dei grassi animali in
particolare, privilegiando una dieta a maggior contenuto proteico, ma dove tale
principio nutritivo provenga soprattutto dai cibi vegetali (legumi) e da quelli animali
a minor contenuto di colesterolo e grassi saturi (carne bianca e pesce). Utile la
sostituzione del comune sale da tavola con quello iodato, sia per tenere più attiva la
funzione tiroidea, sia per prevenire i rischi di ipertensione conseguenti
all’aterosclerosi. Naturalmente l’eccesso alimentare in fase di scompenso sarà causa
della precoce comparsa di patologie benigne a carattere proliferativo e di accumulo
(infiltrati acquosi, formazioni cistiche, papillomi, verruche e condilomi tra le prime,
calcoli della colecisti e renali tra le seconde).
Riguardo all’attività fisica sarà utile incoraggiare i soggetti carbonici verso
un’attività inizialmente regolare, ma moderata, che preveda però periodici superamenti
dei propri limiti, così da rinforzare progressivamente anche il proprio grado di
autostima. Solamente in una fase più avanzata sarà utile spingere i soggetti
appartenenti a questa categoria anche verso un’attività di tipo competitivo con terzi.
I rimedi di terreno maggiormente utilizzati in omeopatia saranno inizialmente quelli a
radicale carbonico (Magnesia carbonica, Kalium carbonicum, Natrum carbonicum, Ammonium
carbonicum), partendo come al solito dal rimedio costituzionale per eccellenza, vale a
dire Calcarea Carbonica; alla progressione patologica verso la sicosi e il luesinismo
faranno la loro comparsa prima i rimedi organici del miasma sicosico (Thuja, Sepia e
Graphites) poi quelli cancerinici della costituzione (Nitric acidum, Nux Vomica e Conium
maculatum) e infine i rimedi per eccellenza della serie luesinica (Baryta carbonica e,
da ultimo, Carbo vegetabilis).
Se il rimedio più frequentemente utilizzato nelle affezioni acute, espressione della
riattivazione del miasma psorico, sarà Belladonna, il nosode capace di rimuovere più
spesso una causa di sbarramento alla guarigione - dovuto proprio alla tendenza di questi
soggetti ai processi proliferativi-compensativi e alle patologie d’accumulo - sarà
sicuramente Medorrhinum.
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