06.99335754

"L'essere umano risanato sarà colui che, in un cammino progressivo, avrà riacquistato tutta intera la capacità e la libertà di amare."

Morbo di Crohn e Colite Ulcerosa
Terapie Convenzionali, Effetti Collaterali e il Supporto dell'Omeopatia

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), che includono principalmente il Morbo di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa, sono patologie immunomediate che colpiscono l'apparato digerente in modo cronico e ricorrente. Chi convive con queste condizioni si trova ad affrontare un percorso di cura a lungo termine, caratterizzato dall'alternanza tra fasi di remissione e riacutizzazioni dei sintomi (come dolori addominali, diarrea cronica, stanchezza e perdita di peso).

Trattamenti tradizionali e l'impatto sul paziente

​La gestione medica convenzionale mira a ridurre l'infiammazione della mucosa intestinale e a mantenere la malattia in fase silente.
Tra i trattamenti farmacologici più diffusi per il morbo di Crohn e la colite ulcerosa troviamo:

  • - Antinfiammatori specifici (Aminosalicilati/Mesalazina): utilizzati soprattutto nelle forme lievi o moderate di colite ulcerosa per sfiammare le pareti intestinali.
  • ​ - Cortisonici (Corticosteroidi): fondamentali per spegnere rapidamente le infiammazioni acute, ma non adatti a terapie di mantenimento a lungo termine.
  • - ​Immunosoppressori (es. Azatioprina): farmaci che riducono l'attività del sistema immunitario per evitare che attacchi i tessuti dell'intestino.
  • - Farmaci Biologici e Biosimilari: terapie avanzate di ultima generazione, che bersagliano specifiche molecole dell'infiammazione (come il TNF-alfa).

Possibili effetti collaterali delle terapie convenzionali

​Sebbene questi farmaci siano importanti per il controllo della patologia e prevenirne complicanze severe, l'uso prolungato può comportare diversi effetti collaterali dei farmaci per MICI.

​L'uso ripetuto di cortisonici, ad esempio, può causare ritenzione idrica, aumento della pressione arteriosa, sbalzi d'umore e osteoporosi. Gli immunosoppressori e i biologici, modificando la risposta immunitaria, possono aumentare la suscettibilità alle infezioni o causare una sensazione di astenia (stanchezza profonda), nausea e alterazioni dei valori epatici. Questo impatto sulla vita quotidiana spinge molti pazienti a cercare opzioni che possano supportare l'organismo e migliorare la tollerabilità delle cure.

​Il ruolo dell'Omeopatia come approccio alternativo o complementare

​In questo contesto così delicato, l'Omeopatia per disturbi intestinali cronici si propone come un valido percorso alternativo o complementare ai farmaci di sintesi.

​Ricordiamo che l'approccio omeopatico valuta la totalità della persona, prendendo in considerazione non solo la localizzazione del danno intestinale, ma anche la reattività individuale, lo stato emotivo e l'impatto delle condizioni ambientali e personali, noti fattori scatenanti delle riacutizzazioni nelle MICI.

​Nella pratica clinica, il medico omeopata seleziona i rimedi in base alle caratteristiche specifiche del singolo paziente, differenziando l'approccio tra fasi di riacutizzazione e prevenzione delle stesse.
Nelle fasi di riacutizzazione il rimedio è scelto sulla base di sintomi idividuali, locali ma anche e soprattutto generali, come ad esempio ​Mercurius solubilis per episodi di diarrea che arrivano anche al sanguinamento, oppure Podophyllum che presenta scariche di diarrea tipicamente al mattino al risveglio, o ancora ​Arsenicum album in cui alla diarrea si associa debolezza intensa, dolori brucianti e una forte componente di ansia legata alla malattia. In chi all'opposto prevale la stitichezza, per la scelta del rimedio, in acuto, sarà importante definire il tipo di dolore addominale (Colocynthis se migliora piegandosi in due) la consistenza delle feci (Natrum muriaticum se come palline di capra) la presenza o meno di stimolo, e il suo perdurare dopo essere andati in bagno (Nux Vomica) oppure la tendenza delle feci a rientrare dopo loro parziale espulsione (Thuja/Silicea).

I rimedi costituzionali di fondo, invece, sono studiati per agire sul terreno biologico del paziente, con l'obiettivo di sostenere l'equilibrio del sistema immunitario, ridurre la frequenza delle recidive e mitigare, dove possibile, gli effetti collaterali legati alle terapie farmacologiche tradizionali. Sono scelti attraverso uno studio approfondito delle caratteristiche costituzionali, emotive e reattive, generali e locali, della persona, al fine di individuare e trattare quello stato personale di suscettibilità (miasma) al continuo ritorno dei disturbi e alla loro inevitabile progressione, stato di suscettibilità che impedisce all'organismo di pervenire autonomamente al migliore stato di salute possibile, e al suo mantenimento nel tempo, che invece l'Omeopatia può perseguire senza quegli spiacevoli effetti collaterali delle cure tradizionali a lungo termine.

​Un percorso integrato e sicuro con l'Omeopatia

La gestione del Morbo di Crohn e della Colite Ulcerosa richiede una stretta collaborazione medica. L'Omeopatia rappresenta una risorsa preziosa per migliorare la qualità della vita, ridurre l'impatto dello stress psicofisico e favorire il benessere generale migliore, sempre sotto la supervisione, però, di un medico esperto in medicina omeopatica.

Informazioni supplementari

Vuoi approfondire l'argomento, hai bisogno di prenotare una consulenza a distanza (in video o tramite questionario on line), o vuoi fissare una visita omeopatica in ambulatorio?
» Rivolgiti allo studio di medicina omeopatica del dr. Candeloro.

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni.
Continuando la navigazione senza modificare le impostazioni del browser, l'utente accetta tale utilizzo.

OK

Cookie Policy

Privacy Policy