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"L'essere umano risanato sarà colui che, in un cammino progressivo, avrà riacquistato tutta intera la capacità e la libertà di amare."

Omeopatia per disturbi gastrointestinali - FaQ Omeopatia

I disturbi gastrointestinali - gastrite, colite, reflusso, stipsi o diarrea, ecc. - colpiscono circa tre italiani su quattro. Tra le cause principali di tali disturbi ci sono stress, cattiva alimentazione o infezioni. La "gestione" richiede solitamente modifiche dello stile di vita, dieta equilibrata e, nei casi cronici, approcci terapeutici mirati che solo l'Omeopatia può offrire.

Trovi di seguito le domande più frequenti (e le relative risposte) sul tema Omeopatia per disturbi gastrointestinali.

  • D. Gastroenterologo omeopata: esiste una specializzazione in omeopatia?

    Riceviamo questa richiesta in un momento dell'anno in cui, complice l'instabilità termica, tutti i disturbi intestinali mostrano tendenza a riacutizzarsi.
    Senza entrare nello specifico delle motivazioni che ne sono alla base, per le quali rimandiamo ad articoli, e parti della guida, rispettivamente di omeopata.org e omeopatiaroma.org, in cui sono stati dettagliatamente affrontati questi disturbi e il modo migliore per curarli con l'Omeopatia, la domanda posta ci permette di ribadire, una volta per tutte, l'assoluta non necessità di avere una specializzazione in chi si occupa, professionalmente, di Omeopatia.
    Se è vero, infatti, che le singole entità nosologiche che sono oggetto delle diverse specialità mediche - nel nostro caso la gastroenterologia - vanno comunque ben conosciute anche da un medico omeopata, è pur vero che, senza l'estensione delle osservazioni cliniche ad aspetti differenti da quelli solamente locali, si finirebbe per creare una sorta di "accanimento terapeutico" verso ciò che - particolarmente nelle forme croniche e recidivanti delle malattie - non è altro che l'aspetto più evidente di un disordine funzionale di tutto l'organismo.
    Inoltre grazie alla teoria dei "miasmi", che completa e conferma il concetto di personalizzazione delle cure, in parte espresso sopra, è possibile comprendere la diversa presentazione ed evoluzione di una stessa patologia, sulla base di differenti condizioni di difesa e riparazione, che identificano oltremodo l'integrità funzionale dell'intero organismo.
    Si comprende allora come l'Omeopatia, quando ben conosciuta, sia in realtà un approfondimento conoscitivo di tutto l'essere umano, che sopravanza, o per lo meno completa, qualsiasi conoscenza medica, pur approfondita, ma ancora solamente parcellare.

  • D. Una recente gastroscopia mi ha diagnosticato una gastrite cronica. Rifiuto, in linea di principio, l'idea d'aspettare un prossimo episodio e assumere dell'omeoprazolo per un mese o due. L'idea di ricorrere all'omeopatia è semplicemente frutto d'una positiva esperienza sette anni fa. Il mio problema a questo punto è potermi rivolgere ad un medico omeopata che sia specializzato in gastroenterologia.

    Il concetto di specializzazione è del tutto estraneo all'orientamento terapeutico della medicina omeopatica. Quest'ultima, infatti, considera l'essere umano un'unità indivisibile di mente e corpo che, come tale, quando si ammala, si ammala sempre nella sua totalità. Ciascun medico omeopata deve pertanto avere piena conoscenza della medicina tradizionale e delle singole entità nosologiche (in altri termini: le malattie), che deve essere sempre in grado di seguire nella loro evoluzione, utilizzando a questo scopo tutte le conoscenze e gli strumenti più moderni.
    Una volta posta la diagnosi di malattia, il compito di un'omeopata che abbia veramente compreso la naturale complessità dell'essere umano, è quello di spostare l'obiettivo della cura dalla singola malattia alla persona intera intesa come malato. Solo in questa maniera si avrà la possibilità di agire sulle cause effettive dei diversi disturbi, eliminando le quali sarà possibile ottenere una guarigione finalmente stabile e duratura.

  • D. Soffro di gastrite cronica con metaplasia intestinale incompleta. Considerato lo scarso effetto della terapia che pratico da anni a base di Omeoprazolo e sciroppi antiacidi e la pericolosità di tali farmaci, che alla lunga possono provocare più danni che benefici, ho deciso di tentare delle terapie alternative allo scopo di arginare il pericolo di eventuali degenerazioni neoplastiche. Vorrei un suo parere in merito.

    Le rispondo in merito alla mia materia specialistica che è l'omeopatia. Nei quadri di malattia a tendenza cronica-degenerativa, come quello da lei presentato, lo scopo dell'omeopatia è arrestare la progressione della malattia, e migliorarne sintomi ed istologia, permettendo all'organismo di riacquistare progressivamente le sue proprietà autoriparative e difensive, che invece, in qualsiasi malattia come la sua, sono sicuramente inefficaci a preservarla dal disturbo e dalla sua possibile evoluzione nel tempo.
    Questa azione si attua attraverso uno studio particolareggiato di tutta la sua persona che, accanto al sintomo o alla malattia locale, valuti anche altri aspetti del suo organismo, i quali, nell'insieme, vanno a configurare il quadro di suscettibilità e di incapacità autoriparativa del suo organismo, che è poi quello che dovrà essere trattato con rimedi che, migliorando nel complesso la fisiologia del suo organismo, permetteranno allo stesso di difendersi sempre meglio e con maggior efficacia.

  • D. Da molto tempo soffro di: gastrite, esofagite da reflusso/ernia iatale e colon irritabile, e le terapie tradizionali, che ho effettuato con scrupolo, non mi hanno aiutato a risolvere definitivamente i miei problemi. Posso provare a curarli con l'omeopatia?

    In effetti i disturbi di cui lei soffre sono generalmente a carattere cronico-recidivante. In tutti questi casi per giungere ad una guarigione omeopatica soddisfacente, è necessario individuare, attraverso una visita estesa anche a quelle funzioni fisiche, intellettive e psichiche apparentemente non interessate da alcun disturbo, il disordine funzionale di tutto il suo organismo, che le impedisce di pervenire spontaneamente a guarigione, come invece di norma deve accadere quando lo stato di salute complessivo non appare stabilmente perturbato.

  • D. Da molti anni soffro di bruciori gastrici, reflusso gastroesofageo, e ho fatto anche il test del respiro nel quale risulta presente l'helycobacter pilory. Le domanda è la seguente: si può eradicare il batterio con una cura omeopatica vista la mia sofferenza nell'assunzione di antibiotici?

    La presenza nella mucosa del suo stomaco dell'h.p. indica una sua suscettibilità al germe, che in condizioni ottimali non è in grado di colonizzare l'ambiente gastrico. Lo scopo di una corretta terapia omeopatica sarà proprio quello di ricondurla alle condizioni di salute antecedenti l'inizio dei suoi disturbi e, conseguentemente, l'insorgenza dello stato di suscettibilità al batterio, così da provocarne una naturale eradicazione, come effetto della migliorata sorveglianza immunitaria del suo organismo.

Omeopatia per disturbi gastrointestinali - Approfondimenti

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